San Stino, il giallo di Chiara Guerra: il corpo sarebbe stato spostato su una carriola fino al canale

Nell’inchiesta sull’omicidio della 53enne veneziana spuntano nuovi particolari sul percorso compiuto dopo il delitto. Il 17enne avrebbe poi confessato.

14 giugno 2026 13:30
San Stino, il giallo di Chiara Guerra: il corpo sarebbe stato spostato su una carriola fino al canale - A destra la vittima, Chiara Guerra (53 anni)
A destra la vittima, Chiara Guerra (53 anni)
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La comunità di San Stino di Livenza continua a fare i conti con una vicenda che ha scosso profondamente il territorio veneziano. Nell’inchiesta sulla morte di Chiara Guerra, 53 anni, prendono forma particolari sempre più pesanti: secondo la ricostruzione investigativa, il corpo della donna sarebbe stato trascinato fuori dall’abitazione con una carriola e poi spinto fino a un canale poco distante.

Il caso resta al centro del lavoro degli investigatori, mentre nel paese cresce lo sgomento per un delitto che, stando agli elementi raccolti finora, si sarebbe consumato all’interno dell’ambiente familiare.

Il tragitto dal luogo del delitto al corso d’acqua

Tra i passaggi ricostruiti nelle ultime ore c’è quello relativo allo spostamento della salma. Il ragazzo di 17 anni coinvolto nella vicenda avrebbe utilizzato una carriola per trasportarla dalla casa fino alla zona dove sarebbe poi avvenuto l’abbandono.

Durante questo percorso il corpo sarebbe stato coperto con un telo di grandi dimensioni. La traiettoria avrebbe toccato anche un tratto del centro abitato, prima di arrivare verso l’area della chiusa.

Dove si concentrano le ricerche

Il punto indicato dagli accertamenti è il canale compreso tra via Canaletta e via Verdi. È lì che si stanno concentrando le attività di ricerca, rese complesse dalla conformazione della rete idrica locale e dai collegamenti tra i vari corsi d’acqua della zona.

Le operazioni sono affidate ai vigili del fuoco e ai sommozzatori specializzati di Venezia. La sospensione notturna non ha fermato a lungo il lavoro: le verifiche sono riprese fin dalle prime ore del mattino per cercare di delimitare l’area interessata.

La confessione e il passaggio degli atti

Nel corso della notte, dopo essere stato messo di fronte agli elementi raccolti dagli investigatori, il minorenne avrebbe ammesso le proprie responsabilità. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria competente.

Il procedimento è seguito dal magistrato Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone, che ha poi trasmesso gli atti alla Procura per i minorenni di Trieste, competente per età del presunto autore del fatto.

La ricostruzione emersa finora, comunque, dovrà essere confermata dai successivi approfondimenti investigativi e dagli accertamenti tecnici ancora in corso.

Chi era Chiara Guerra

Chiara Guerra lavorava come insegnante di italiano ed era una figura conosciuta da molte famiglie del territorio. Aveva 53 anni e il suo nome, in queste ore, viene ricordato da ex studenti, colleghi e persone che l’avevano incontrata nel contesto scolastico.

Secondo le prime ipotesi raccolte dagli inquirenti, all’origine del delitto ci sarebbero tensioni maturate in ambito familiare, legate a questioni economiche e a una vicenda ereditaria. Anche questo aspetto resta parte di un quadro che dovrà essere definito con precisione nelle prossime fasi dell’indagine.

Il cordoglio che attraversa il paese

Sui social si stanno moltiplicando i messaggi di saluto e di dolore. In molti ricordano la professoressa per il carattere mite, per l’attenzione verso i ragazzi e per il rapporto costruito nel tempo con il mondo della scuola.

Tra i messaggi pubblicati compaiono parole di forte commozione: “Dolcissima Chiara, il tuo sorriso, i tuoi consigli e la tua dolcezza rimarranno impressi nel mio cuore e nella mia mente”, ma anche “Arrivederci Prof. Chiara, mancherai ai nostri ragazzi”. Un dolore che, a San Stino e oltre, continua ad allargarsi ben oltre i confini della cronaca.

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