A Caorle cresce la mappa dei murales: il Sea Festival lascia 23 nuove opere in città

Conclusa l’edizione 2026 del Caorle Sea Festival: artisti da cinque Paesi, installazioni permanenti e un itinerario urbano che supera quota 50 lavori.

09 giugno 2026 01:41
A Caorle cresce la mappa dei murales: il Sea Festival lascia 23 nuove opere in città -
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Caorle allarga ancora il suo percorso di arte urbana e, a fine festival, si ritrova con un patrimonio visibile tutto l’anno. L’edizione 2026 del Caorle Sea Festival ha aggiunto 23 nuovi interventi permanenti tra facciate, sottopassi, impianti sportivi e spazi quotidiani della località balneare veneziana, portando oltre 50 il numero complessivo delle opere diffuse.

La rassegna si è svolta dal 23 maggio al 7 giugno e ha chiamato in laguna 17 artisti provenienti da Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Brasile. Il filo conduttore scelto quest’anno, “Mare, pesca e tradizioni”, ha orientato un lavoro che ha messo al centro l’identità marinara di Caorle e il rapporto tra paesaggio, comunità e ambiente.

Un itinerario che entra nei luoghi di tutti i giorni

Il tratto più interessante del festival è la distribuzione delle opere nel tessuto urbano: non una sola area espositiva, ma un insieme di tappe che coinvolge edifici pubblici e privati, supermercati, associazioni, scuole e percorsi di passaggio. In questo modo la street art diventa parte dell’esperienza quotidiana di residenti e turisti.

Tra i lavori legati al mare e alla memoria del territorio ci sono Infinity di Alessio-B al Centro Vacanze Pra’ delle Torri e gli interventi di Any About New York per l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e per la sede della Voga Caorle, con richiami al mondo della pesca e alle sue conoscenze tramandate.

Via del Rombo si conferma uno dei punti più riconoscibili del percorso artistico. Qui trovano spazio Caorle Spirit di David Karsenty, che richiama la figura del pescatore e il legame con Ernest Hemingway, La force du vivant di Man-X, Sostenibile Sostenersi di C0110 e Un Nettuno di Mrfijodor, centrato sulla salvaguardia degli ecosistemi marini.

Natura, fauna e tutela dell’ambiente al centro di molti interventi

Una parte consistente delle nuove opere guarda al rapporto tra uomo e natura. Shife ha firmato Luna dei pesci alla Scuola dell’Infanzia Morvillo-Falcone e In profondità in via Nicesolo, due lavori che insistono sull’immaginario del mare e sulle sue profondità.

Il tema animale ritorna anche nelle creazioni di Daco, autore di Graffaune Pink Flamingo all’Hotel Venus e di Graffaune Horse al Caorle Tennis. Mura, invece, ha scelto i narcisi sulla facciata dell’Alìper, con un messaggio legato a rinascita ed equilibrio con l’ambiente.

Tra le opere che puntano maggiormente sull’effetto immersivo c’è Towards the Light di Anna Conda, nel sottopasso tra il Parco Giochi di Santa Margherita e la spiaggia. In via San Gregorio Magno, Bagdad ha realizzato Crystal Swallow, una rondine di cristallo pensata come immagine di memoria e resilienza.

Sport, relazioni e storie di comunità

Non c’è solo il paesaggio naturale nel racconto del festival. Un altro asse della manifestazione riguarda le relazioni umane, la crescita personale e il valore della condivisione. Al Caorle Tennis, Bagdad e Fortunes hanno realizzato Show, Set & Match, lavoro dedicato allo sport e al fair play.

Gli stessi artisti firmano anche Between Tides, opera costruita attorno all’attesa di una figlia per il rientro del padre pescatore, con un forte richiamo al legame tra vita quotidiana e mare. In Riva del Varoggio, su un edificio Ater, JDL ha dipinto To Heal, centrata sul tema della guarigione attraverso amore e accettazione.

Completano il quadro Le Bagnanti di Tony Gallo al Centro Vacanze Pra’ delle Torri, Rencontres di Vincent Gibeaux in via del Rombo e La distanza dal mare alla certezza del duo spagnolo Medianeras, grande opera anamorfica realizzata all’Hotel Splendid.

Il festival continua con il contest fotografico

Il Caorle Sea Festival non si chiude del tutto con la fine degli interventi. Fino al 30 settembre 2026 resta aperto il contest Instagram #mycaorleseafestival, rivolto a cittadini e visitatori che vorranno fotografarsi davanti a una delle opere e pubblicare lo scatto con l’hashtag dedicato.

Le immagini più originali saranno selezionate da una giuria e premiate con omaggi a tema street art. I nomi dei vincitori saranno diffusi attraverso i canali ufficiali della manifestazione e sul sito del festival.

Le parole dei promotori e il sostegno al progetto

Per il curatore Carlo Silvestrin, il valore dell’iniziativa sta nella capacità dell’arte pubblica di raccontare un territorio senza ridursi a semplice abbellimento urbano. Le opere, nella sua lettura, parlano con la storia locale, con il paesaggio e con le persone che attraversano questi luoghi ogni giorno.

Anche il vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Antelmo ha ribadito la vocazione artistica della città, indicando nel festival un riferimento per chi segue la street art e un tassello importante nell’immagine culturale di Caorle.

La manifestazione è promossa dal Comune di Caorle, curata dal gallerista Carlo Silvestrin della CD Studio d’Arte di Padova e sostenuta da associazioni, imprese e partner tecnici del territorio. L’evento si svolge con il patrocinio della Regione del Veneto e rafforza l’idea di una Caorle che, oltre alla stagione balneare, investe anche su percorsi culturali permanenti.

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