Arianna spa, la vertenza si allarga a Piove di Sacco: stipendi fermi da due mesi e futuro senza risposte

La Fiom Padova segnala il mancato pagamento delle retribuzioni e chiede chiarezza sul destino dell’azienda attiva nell’illuminazione a led.

10 giugno 2026 00:48
Arianna spa, la vertenza si allarga a Piove di Sacco: stipendi fermi da due mesi e futuro senza risposte -
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Nel polo produttivo di Piove di Sacco torna a pesare l’incertezza attorno ad Arianna spa, impresa specializzata nell’illuminazione a led. Al centro della segnalazione della Fiom Cgil Padova ci sono le buste paga non ancora corrisposte negli ultimi due mesi e l’assenza, riferisce il sindacato, di indicazioni chiare da parte della proprietà su ciò che attende l’azienda.

La vicenda riguarda una realtà che opera nella progettazione e nella produzione di sistemi per l’illuminazione stradale, sportiva e industriale. Proprio per questo, il caso assume rilievo anche per il territorio della Saccisica, dove il tema della tenuta occupazionale resta particolarmente sensibile quando a entrare in difficoltà sono aziende manifatturiere con competenze tecniche consolidate.

Il nodo sollevato dal sindacato

Secondo la Fiom padovana, i dipendenti lamentano il mancato versamento delle retribuzioni relative agli ultimi due mesi. A questo si aggiunge, sempre stando a quanto denunciato dal sindacato, una mancanza di comunicazioni sul quadro aziendale e sulle prospettive industriali.

Per chi lavora nello stabilimento di Piove di Sacco, il problema non è solo economico ma anche legato all’assenza di riferimenti sul domani. Il punto posto dalla rappresentanza sindacale è proprio questo: sapere quale direzione si intenda prendere e con quali garanzie per il personale rimasto.

Da azienda in crescita a fase di forte incertezza

Arianna era nata nel 2009 e nel tempo aveva costruito la propria presenza nel settore grazie a competenze specifiche e a una produzione orientata a diversi ambiti dell’illuminazione. La società era entrata nel gruppo Carel dei soci Luigi Rossi Luciani e Luigi Nalini, consolidando la propria attività.

Negli anni più recenti non erano mancati incarichi di peso. Nel 2022, per esempio, era arrivata una commessa con Autostrade per l’Italia per 10mila apparecchi destinati alle gallerie, mentre da Roma era stato affidato un ordine per 500 lampade dedicate all’arredo urbano del centro cittadino.

In quella fase l’organico della sede di Piove di Sacco contava 18 addetti distribuiti tra produzione, commerciale e marketing. Un dato che restituisce la dimensione di una realtà che aveva saputo ritagliarsi spazio in un comparto tecnologico competitivo.

Le operazioni societarie e le criticità emerse

Nel ricostruire la vicenda, la Fiom richiama anche quanto accaduto dopo l’acquisizione della milanese Tecnolift. Nel 2025, in un momento segnato da nuove forniture, tra cui quella collegata al Giubileo di Roma con affidamento Acea, era stata annunciata durante l’estate la cessione alla statunitense Cree Lighting Europe.

Quest’ultima, che ha uno stabilimento a Calenzano, nel Fiorentino, impiega una trentina di persone ed è indicata come azienda in difficoltà, impegnata in un percorso di concordato in continuità. In quel passaggio, sempre secondo il sindacato, si era parlato di possibili integrazioni tra le due società e anche dell’ipotesi di spostare la produzione da Firenze al Padovano.

Nel corso di quest’anno, però, gli investimenti prospettati si sarebbero via via ridotti. Parallelamente, il numero dei lavoratori di Arianna sarebbe calato e al personale rimasto sarebbero state affidate anche attività per coprire carenze operative dell’altra società del gruppo, con incarichi riconducibili a Cree Lighting Europe.

La richiesta di chiarezza sul futuro

A intervenire pubblicamente è stato Dario Verdicchio della Fiom di Padova, che segue il dossier. Il sindacalista sottolinea come il ritardo negli stipendi si accompagni a un silenzio che, per i lavoratori, rende ancora più pesante la situazione.

"A oggi i lavoratori di Arianna lamentano non solo il mancato pagamento degli stipendi degli ultimi due mesi, ma anche il silenzio della proprietà sulle intenzioni che riguardano l’azienda. I lavoratori meritano rispetto: ad essi, ai quali si deve il successo e il valore dell’impresa, non può non essere riconosciuto il diritto di sapere cosa si prospetta nel futuro. È inaccettabile che si consideri il lavoro una merce e altrettanto che l’impresa riservi un trattamento ‘usa e getta’ nei confronti delle persone".

Allo stato attuale, i due elementi messi nero su bianco dalla Fiom restano il mancato pagamento delle retribuzioni e l’assenza di risposte sul destino dell’azienda di Piove di Sacco. Un quadro che riporta l’attenzione sulla tenuta occupazionale locale e sulla necessità di un confronto rapido per chiarire quale prospettiva attenda Arianna spa.

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