Vicenza, La Rotonda entra nelle settimane più spettacolari: il roseto è vicino al picco

Nel giardino della villa palladiana la fioritura è in anticipo: quasi mille piante e decine di varietà accompagnano le visite tra fine maggio e metà giugno.

22 maggio 2026 14:16
Vicenza, La Rotonda entra nelle settimane più spettacolari: il roseto è vicino al picco -
Condividi

Per chi in queste settimane sale verso Villa La Rotonda, il colpo d’occhio non è dato soltanto dalla celebre architettura palladiana. A richiamare l’attenzione è anche il giardino, dove la fioritura delle rose sta raggiungendo uno dei momenti più intensi dell’anno, con una stagione che si presenta in anticipo rispetto al consueto.

Nel complesso vicentino le piante sono quasi mille: la parte più ampia corre lungo il viale d’ingresso, affiancata da aiuole laterali, rose rampicanti e varietà selvatiche. Un insieme che, tra colori e profumi, modifica la percezione della visita e affianca alla lettura monumentale della villa una dimensione più viva e stagionale.

La Rotonda, progettata da Andrea Palladio per Paolo Almerico e oggi di proprietà della famiglia Valmarana, è tra i luoghi simbolo di Vicenza ed è inserita nel patrimonio UNESCO dal 1994. In questo periodo dell’anno, però, il percorso non si esaurisce nella storia dell’architettura: il giardino diventa parte centrale dell’esperienza.

Un patrimonio botanico che accompagna la villa

I numeri aiutano a capire la portata della fioritura. Lungo il solo accesso principale trovano posto circa 700 rose, distribuite in due grandi aiuole di settanta metri circa. A queste si aggiungono altre 200 piante nelle aree laterali, una trentina di rampicanti e una cinquantina di rose selvatiche.

Secondo la proprietà, questo patrimonio vegetale è il risultato di un lavoro costante portato avanti nel tempo. Oggi il roseto comprende almeno 50 varietà, scelte negli anni anche per resistenza, rifiorenza e capacità di dialogare con la luce e con il paesaggio della collina vicentina.

Tra le cultivar presenti ci sono, tra le altre, Burgundy Iceberg, Claire Austin, Golden Celebration, Boscobel, The Mill on the Floss e Chapeau de Napoléon. Accanto alle rose più classiche compaiono anche varietà contemporanee come Knock Out, insieme a nomi evocativi come Princess Alexandra, Blue Monday e Purple Eden.

Dalle prime piante del dopoguerra all’ampliamento del viale

Nicolò Valmarana ricorda che la presenza delle rose alla Rotonda affonda le radici nel secondo dopoguerra. Le prime, racconta, furono messe dalla nonna Marina negli anni Cinquanta, e alcune di quelle piante sono ancora conservate nel complesso.

Un passaggio importante arrivò poi negli anni Ottanta, durante la stagione dei restauri. In quel periodo, insieme al padre, Valmarana si rivolse a Rose Barni, vivaio storico di Pistoia, e da lì prese forma anche la sistemazione del viale d’ingresso con la Rosa Calliope, scelta per la sua rifiorenza a mazzi e per il colore rosa acceso.

La longevità di queste piante è uno degli aspetti che più colpiscono chi le cura. Valmarana spiega infatti che alla Rotonda sono ancora presenti esemplari di Calliope risalenti al 1986, a conferma della capacità della rosa di durare nel tempo e di riprendersi anche dopo fasi difficili.

Quest’anno la fioritura corre più veloce

L’andamento cambia di stagione in stagione, perché esposizione, clima e potature incidono in modo diretto sui tempi. Le prime a partire sono in genere le rampicanti della barchessa, già vive da metà aprile e solitamente al massimo attorno al 25 aprile. In seguito entrano nel pieno le aiuole laterali e infine il grande viale.

Il periodo più generoso resta di norma quello compreso tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, con una coda che può arrivare fino a metà mese. Quest’anno, però, la fioritura appare quasi già al culmine, segno di una stagione partita prima.

È in questa fase che si percepisce con maggiore nettezza il dialogo tra le due anime del luogo: da una parte la geometria della villa, dall’altra il carattere più libero del verde, dal giardino al boschetto romantico. Un contrasto che rende la visita particolarmente suggestiva proprio nelle settimane delle rose.

Il boschetto, il PNRR e l’accoglienza dei visitatori

Il quadro si inserisce anche nel recente intervento sostenuto dal PNRR, che ha lavorato sul rapporto tra la Rotonda e il piano di campagna, riportando attenzione sul boschetto romantico, sul censimento delle alberature e sulla qualità paesaggistica dell’insieme.

La valorizzazione del complesso passa oggi anche dagli spazi di accoglienza. Nelle ex scuderie trova posto il bistrò ScudeRie de La Rotonda, nato all’interno del percorso di apertura della villa e orientato a una proposta legata alla stagionalità e alla filiera del territorio.

A questo si affianca anche un progetto agricolo che comprende miele delle arnie, coltivazioni di grano tenero e duro, farine, pane, pasta fresca e semola lavorata da piccoli laboratori locali. Una scelta che, come spiegato dalla proprietà, si è consolidata dopo la pandemia con un’impostazione attenta al basso impatto ambientale e ai tempi dell’agricoltura.

Per chi vuole programmare la visita a Villa La Rotonda, in queste settimane il giardino aggiunge un motivo in più per fermarsi. Informazioni e prenotazioni sono disponibili al numero telefonico +39 0444 321793.

Segui Veneto Today