Venezia, allo Yacht Club una giornata per parlare di depressione senza tabù

A Sant’Elena la quarta edizione del Depression Day: focus su informazione, prevenzione e ruolo dello sport con EDA Italia e ospiti del mondo olimpico.

31 ottobre 2026 16:11
Venezia, allo Yacht Club una giornata per parlare di depressione senza tabù -
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Parlare di depressione in modo chiaro, accessibile e lontano dagli stereotipi: è questo il senso dell’appuntamento ospitato a Sant’Elena, dove lo Yacht Club Venezia ha accolto la quarta edizione del Depression Day, iniziativa promossa con EDA Italia Onlus e inserita nel programma de “Le Città in Festa” del Comune di Venezia.

L’incontro veneziano ha rimesso al centro un tema che riguarda persone di ogni età e che spesso si manifesta presto, già negli anni della giovinezza. Il messaggio condiviso nel corso della mattinata è stato netto: i disturbi dell’umore si possono affrontare, ma servono riconoscimento dei segnali, informazione corretta e disponibilità a chiedere supporto.

Il messaggio emerso dall’incontro veneziano

Tra i punti più sottolineati durante l’evento c’è stata l’importanza di non isolarsi. Cercare aiuto e coltivare attività capaci di restituire equilibrio, come la pratica sportiva, può rappresentare un passaggio decisivo nel percorso di cura e di recupero del benessere.

A coordinare l’incontro è stata Elena Magro, direttrice di Lagunamare. Ad aprire la mattinata sono stati i saluti del presidente dello Yacht Club Venezia, Mirko Sguario, in un contesto che ha voluto unire divulgazione, testimonianze dirette e sensibilizzazione pubblica.

I segnali da non trascurare

Il contributo clinico è stato affidato al dottor Giuseppe Tavormina, psichiatra e segretario dell’associazione EDA Italia Onlus. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione su manifestazioni che possono essere sottovalutate nella vita quotidiana: ansia intensa, apatia, difficoltà nel sonno, irritabilità e pensieri continui o accelerati.

Secondo quanto evidenziato nel corso dell’iniziativa, riconoscere questi campanelli d’allarme è un passaggio essenziale per avviare un percorso terapeutico adeguato. L’obiettivo, è stato ribadito, non è solo intervenire quando il disagio è già conclamato, ma anche favorire una prevenzione più precoce attraverso una migliore conoscenza del problema.

Le testimonianze tra sport e inclusione

Una parte significativa della giornata è stata dedicata alle esperienze personali. I testimonial di EDA e campioni olimpici Daniele Scarpa e Sandra Truccolo hanno raccontato il valore dello sport nei percorsi di inclusione, anche attraverso i progetti di navigazione portati avanti sulla barca a vela Desire con ragazzi che convivono con disabilità fisiche o cognitive.

Accanto a loro è intervenuto anche lo scrittore Adriano Berton, che ha ripercorso la propria vicenda umana. Da bambino fu coinvolto in un gravissimo incidente stradale e subì quello che viene ricordato come il primo riattaccamento riuscito di un arto inferiore in Italia. Anni più tardi arrivò fino alla maratona di New York, trasformando quell’esperienza in un simbolo di determinazione e rinascita, poi confluito anche nei suoi libri.

Materiali disponibili gratuitamente

La giornata veneziana ha voluto quindi offrire non soltanto un momento pubblico di confronto, ma anche strumenti utili per chi cerca informazioni affidabili sulla depressione e sui disturbi dell’umore.

Nel corso dell’iniziativa è stato ricordato che sono disponibili materiali informativi scaricabili gratuitamente, pensati per aiutare cittadini e famiglie a orientarsi meglio su un tema delicato ma affrontabile, se riconosciuto per tempo e seguito con il giusto supporto.

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