Veneto, la lingua entra in un volume del Consiglio d’Europa dedicato ai ragazzi

Pubblicazione educativa per la Giornata europea delle lingue 2026: il veneto compare tra gli idiomi raccontati alle nuove generazioni, mentre in Regione procede l’iter di una legge.

26 settembre 2026 14:14
Veneto, la lingua entra in un volume del Consiglio d’Europa dedicato ai ragazzi -
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La presenza del veneto in un volume promosso dal Centro europeo per le lingue moderne segna un passaggio che pesa soprattutto sul piano culturale ed educativo. In occasione della Giornata europea delle lingue 2026, il Consiglio d’Europa diffonde infatti un libro pensato per scuole e giovani in cui trova spazio anche la lingua del Veneto.

Il titolo della pubblicazione è Lara’s linguistic journey through Italy e l’obiettivo è raccontare la varietà linguistica presente nel Paese. Dentro questo quadro compare anche il veneto, inserito tra le espressioni linguistiche che contribuiscono al patrimonio plurale europeo.

Per il territorio è un segnale significativo, pur senza effetti automatici sul piano normativo. L’inserimento in un testo dell’ECML non modifica infatti lo status giuridico della lingua, ma ne certifica la rilevanza in una sede istituzionale internazionale legata alla promozione del multilinguismo.

Il veneto entra nel Consiglio d’Europa con un volume per scuole e giovani

Un materiale pensato anche per la didattica

La novità non riguarda soltanto la citazione del veneto all’interno del volume. Tra i contenuti sono presenti anche registrazioni audio con termini di uso quotidiano ed espressioni di base, un elemento che rende il progetto spendibile nelle attività scolastiche e nei percorsi rivolti ai più giovani.

Il lavoro del Centro europeo per le lingue moderne si inserisce proprio in questa prospettiva: valorizzare il pluralismo linguistico attraverso strumenti concreti per l’educazione. In questo contesto, il veneto viene presentato accanto ad altre lingue che raccontano la complessità culturale dell’Italia.

In Veneto il tema è già aperto nelle istituzioni

Mentre arriva questo riconoscimento sul piano culturale europeo, a Venezia il dibattito sulla lingua veneta prosegue anche in Consiglio regionale. Sul tavolo sono stati depositati tre progetti di legge, provenienti sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, poi confluiti in un percorso comune.

Lo scorso luglio, davanti alla VI Commissione, è intervenuto anche Alessandro Mocellin, presidente dell’Academia de ła Bona Creansa – Academia de ła Łengua Veneta. Il suo contributo ha toccato i temi della ricerca, dell’uso reale della lingua e delle esperienze formative già avviate tra scuole e università.

Il veneto entra nel Consiglio d’Europa con un volume per scuole e giovani

Da quel confronto è nata una proposta unitaria, già approvata in commissione e ora attesa dal passaggio in Consiglio regionale. A fare da sfondo c’è anche un dato dell’Osservatorio Nord Est: il 65% dei residenti in Veneto si dice favorevole al riconoscimento della lingua veneta.

Le esperienze già attive tra scuola e atenei

Il punto, secondo quanto sostenuto dall’Academia, non è più discutere se il veneto possa trovare spazio nella formazione, ma rendere più stabili iniziative che in parte esistono già. In Veneto, infatti, sono stati sviluppati nel tempo percorsi didattici, attività rivolte agli studenti e momenti di formazione per i docenti.

Accanto al lavoro nelle scuole, vengono richiamati anche corsi universitari dedicati alla lingua veneta. L’idea è quella di consolidare strumenti di studio e trasmissione linguistica anche in assenza di un pieno riconoscimento formale, seguendo strade che in altri territori hanno interessato esperienze come quelle del ladino e del friulano.

Nel panorama accademico viene citata inoltre l’Universidade Federal de Santa Maria, in Brasile, dove nel 2026 trova spazio il terzo corso universitario di Lingua Veneta dopo quelli già avviati negli anni precedenti.

Il veneto entra nel Consiglio d’Europa con un volume per scuole e giovani

Tra la pubblicazione europea, il percorso legislativo regionale e le attività già presenti nel mondo della formazione, il 2026 porta così il veneto dentro una fase nuova di visibilità, con ricadute che per il Veneto riguardano soprattutto identità culturale, scuola e trasmissione alle nuove generazioni.

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