Veneto avanti su energia pulita e comunità rinnovabili, ma il territorio resta fragile davanti al clima

Il focus di Italy for Climate fotografa una regione forte nella svolta industriale ed elettrica, mentre pesano consumo di suolo, agricoltura e eventi estremi.

15 luglio 2026 12:35
Veneto avanti su energia pulita e comunità rinnovabili, ma il territorio resta fragile davanti al clima -
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Il Veneto mostra due facce nella fotografia sulla transizione ecologica: da una parte una regione che accelera su industria, rinnovabili e comunità energetiche; dall’altra un territorio che continua a fare i conti con un’elevata esposizione agli impatti del cambiamento climatico e con un settore agricolo ancora in affanno.

Il quadro emerge dall’analisi regionale realizzata da Italy for Climate attraverso la piattaforma CIRO, sviluppata insieme a ISPRA, che mette a confronto le performance ambientali dei territori italiani con 27 indicatori. Per il Veneto, la lettura complessiva premia soprattutto il sistema produttivo, ma segnala anche nodi che restano aperti.

Il Veneto corre nella transizione industriale

Tra i dati più significativi c’è il posizionamento della regione sul fronte della decarbonizzazione industriale. I consumi elettrici delle attività produttive arrivano al 45,5%, un valore superiore alla media nazionale, ferma al 39%. Un elemento che viene interpretato come segnale di processi più elettrificati e di una trasformazione già avviata in modo concreto.

Lo studio rileva anche emissioni contenute rispetto al valore aggiunto prodotto, altro indicatore che colloca il Veneto tra le aree più avanzate del Paese nel percorso di riduzione dell’impronta climatica dell’industria. In una regione a forte vocazione manifatturiera, il dato assume un peso particolare.

Buona anche la traiettoria sulle fonti rinnovabili: il Veneto ha raggiunto il 38,7% del cammino verso i target 2030, oltre il dato medio italiano del 31%. A questo si aggiunge il risultato delle Comunità Energetiche Rinnovabili, con 31 realtà attive censite nel 2024, che valgono alla regione il secondo posto nazionale.

Mobilità elettrica in crescita, trasporti ancora sotto osservazione

Nel rapporto compaiono segnali incoraggianti anche per la mobilità elettrica. Le immatricolazioni si attestano al 4,7%, dato che indica un’evoluzione in corso, seppur ancora graduale. È uno dei fronti su cui il Veneto si muove, insieme agli interventi su edifici e consumi energetici.

Resta però più complesso il capitolo dei trasporti. Pur con un tasso di motorizzazione inferiore alla media del Paese, le emissioni pro capite generate dal settore risultano più elevate del riferimento nazionale. In altre parole, la mobilità continua a rappresentare uno dei passaggi più delicati della transizione regionale.

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Agricoltura, il ritardo più evidente

Se industria ed energia sono i punti di forza, l’agricoltura è invece il comparto che mostra le maggiori criticità. Le emissioni del settore risultano leggermente superiori alla media italiana e il peso degli allevamenti bovini resta elevato, con circa 147 capi ogni 1.000 abitanti.

Il dato che più evidenzia la distanza dal resto del Paese riguarda il biologico: in Veneto la superficie agricola bio si ferma al 5,6%, contro una media nazionale del 19,8%. Anche l’impiego di fertilizzanti si mantiene sopra i livelli medi italiani, contribuendo a rendere più debole il profilo ambientale del comparto.

Eventi estremi e suolo consumato: il conto più pesante per il territorio

La parte più delicata del focus riguarda la vulnerabilità climatica. Il Veneto registra circa 20 eventi meteorologici estremi ogni 1.000 chilometri quadrati, un valore che lo colloca tra le regioni più esposte. È un indicatore che pesa soprattutto in un territorio dove la pressione antropica e produttiva è storicamente molto alta.

Alla fragilità legata al clima si aggiunge quella dell’uso del suolo. La quota consumata arriva al 12%, ben oltre la media nazionale del 7%. Secondo la fotografia proposta dallo studio, è qui che si concentra una delle differenze più nette tra la buona capacità di avanzare sulla transizione energetica e la maggiore difficoltà nel rafforzare la resilienza territoriale.

Altri indicatori risultano invece più vicini al quadro italiano, come la popolazione esposta al rischio alluvione e le perdite della rete idrica. Il risultato finale, quindi, non è uniforme: il Veneto si conferma tra le regioni più dinamiche sul versante industriale ed energetico, ma deve ancora colmare ritardi importanti in agricoltura e soprattutto ridurre la propria fragilità di fronte agli effetti del clima.

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