Treviso, malore in sala operatoria al San Camillo: ricoverato il chirurgo Vito Denetto

Il medico, 54 anni, si è sentito male mentre guidava un intervento nella struttura di Santa Maria del Rovere. Ora è al Ca’ Foncello in prognosi riservata.

14 luglio 2026 00:11
Treviso, malore in sala operatoria al San Camillo: ricoverato il chirurgo Vito Denetto -
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Una domenica mattina di lavoro in ospedale si è trasformata in un’emergenza per lo stesso medico che stava operando. Al San Camillo di Treviso il chirurgo Vito Denetto, 54 anni, ha avuto un malore durante un intervento ed è stato poi trasferito al Ca’ Foncello, dove resta ricoverato in prognosi riservata.

L’episodio ha colpito in modo particolare l’ambiente sanitario trevigiano, perché si è verificato dentro la sala operatoria, nel pieno di un’attività ordinaria. Per chi era presente, il cambio di scenario è stato improvviso: l’équipe ha dovuto interrompere la routine e concentrarsi sulle condizioni del collega.

Il trasferimento al Ca’ Foncello

Dopo le prime manovre praticate nella struttura di Santa Maria del Rovere, Denetto è stato accompagnato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove può contare sulla terapia intensiva neurochirurgica. Il quadro clinico viene seguito con attenzione.

Secondo quanto emerso, la situazione iniziale appariva molto delicata. Nelle ore successive sarebbero però arrivati segnali di miglioramento, pur all’interno di una condizione che resta riservata.

Cos’è successo durante l’intervento

Il malore si è verificato nella mattinata di domenica, intorno alle 9.30, mentre il chirurgo era impegnato in un’operazione di routine. I colleghi presenti si sono accorti subito che qualcosa non andava e hanno prestato assistenza senza perdere tempo.

La rapidità della risposta interna ha permesso di stabilizzare il medico prima del trasferimento. Un passaggio decisivo in un contesto in cui ogni minuto può fare la differenza.

Un professionista conosciuto a Treviso

Denetto lavora da anni nella chirurgia generale del San Camillo ed è una figura nota nella sanità cittadina. Originario di Mesagne, in Puglia, si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova e svolge la professione dal 2005.

All’interno dell’ospedale trevigiano viene indicato come un professionista stimato. Proprio per questo la notizia del ricovero ha avuto un forte impatto tra colleghi, collaboratori e persone che in questi anni hanno incrociato il suo percorso professionale.

L’apprensione nel mondo sanitario trevigiano

Da quanto trapela, il medico non avrebbe avuto in precedenza particolari problemi di salute noti. Anche questo elemento ha contribuito ad accrescere la preoccupazione attorno a quanto avvenuto nel reparto.

Al San Camillo e più in generale nella rete sanitaria di Treviso si attendono ora aggiornamenti sull’evoluzione del ricovero. L’auspicio condiviso è che i segnali positivi registrati dopo il trasferimento possano consolidarsi nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Resta intanto lo sconcerto per un episodio raro, maturato in uno dei luoghi simbolo della cura, dove per una mattina è stato un chirurgo ad aver bisogno dell’intervento immediato dei propri colleghi.

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