Ulss 2, scontro sul piano estivo: Nursing Up si sfila dall’intesa e contesta risorse e compensi
Il sindacato degli infermieri non sottoscrive l’accordo per l’estate nella Marca: fondi ridotti a 200 mila euro e tariffe giudicate non adeguate.
Il confronto sull’organizzazione estiva dell’Ulss 2 Marca Trevigiana si apre con una rottura sindacale. Nursing Up Veneto ha deciso di non aderire all’accordo sul piano ferie che entrerà in vigore dal 1° giugno, giudicando insufficiente lo stanziamento previsto dall’azienda sanitaria per sostenere i servizi nei mesi più delicati dell’anno.
Al centro della contestazione c’è la scelta di ridurre le risorse dedicate al piano: secondo il sindacato, la dotazione economica passa da 220 mila a 200 mila euro. Una diminuzione che, nella lettura dell’organizzazione degli infermieri, va nella direzione opposta rispetto alla necessità di rendere più sostenibile e attrattivo il lavoro nei reparti, già alle prese con carenze di organico.
La questione è stata affrontata nel corso dell’incontro sindacale del 22 maggio, durante il quale la direzione dell’Ulss 2 ha illustrato il programma per il periodo estivo. Nursing Up, pur scegliendo di non firmare, ha comunque confermato la volontà di proseguire il dialogo con l’azienda nelle prossime riunioni.
Il nodo delle tariffe per il personale
Uno dei punti più contestati riguarda il diverso valore economico riconosciuto alle prestazioni aggiuntive. Nursing Up mette a confronto il progetto regionale legato all’abbattimento delle liste d’attesa e alla carenza di personale, dove il compenso indicato è di 50 euro l’ora, con il piano ferie estivo dell’Ulss 2.
Per quest’ultimo, infatti, le cifre previste sono più basse: 38 euro l’ora per le professioni sanitarie e 25 euro per Oss e operatori tecnici. Il sindacato sostiene che si tratti di importi non aggiornati rispetto all’aumento del costo della vita e poco efficaci nel convincere il personale a coprire turni ulteriori in una fase già complessa.
Guerrino Silvestrini, segretario regionale di Nursing Up Veneto, definisce non condivisibile la riduzione delle risorse e chiede un adeguamento dei sistemi incentivanti, osservando che proprio nei mesi estivi ai professionisti viene spesso domandato uno sforzo ulteriore tra notti, riposi saltati e coperture nei reparti più in difficoltà.
Estate delicata per una struttura con oltre 9 mila dipendenti
Il piano riguarda l’intera area sanitaria dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, una realtà ampia che conta più di 9 mila lavoratori. In questo quadro rientrano oltre 3.900 infermieri, 1.900 operatori socio sanitari e più di 400 tecnici sanitari.
Tra giugno e settembre, ricorda il sindacato, la tenuta dell’organizzazione diventa più complessa perché al diritto alle ferie si sommano assenze, malattie e la difficoltà crescente nel trovare personale disponibile a coprire attività extra. È su questo punto che Nursing Up insiste: secondo il sindacato, comprimere le risorse economiche in questa fase rischia di pesare sull’equilibrio complessivo dei servizi.
Riduzioni previste in diversi ospedali della Marca
Nel corso del confronto è emerso anche un altro elemento destinato ad avere effetti sull’estate sanitaria trevigiana: la riduzione di posti letto in alcune strutture dell’Ulss 2. Le misure annunciate interessano più ospedali del territorio.
A Treviso sono previste chiusure nell’area chirurgica, con riduzioni che coinvolgono anche Geriatria e Oncologia. A Conegliano il ridimensionamento dovrebbe interessare Geriatria, Chirurgia e Week Surgery, mentre a Montebelluna è stata comunicata la chiusura di un modulo assistenziale di Medicina Ovest.
Il confronto, comunque, non si ferma qui. Un nuovo appuntamento tra sindacato e azienda sanitaria è già stato fissato per il 3 giugno, con Nursing Up che punta a riportare sul tavolo il tema delle risorse e della disparità nei compensi riconosciuti al personale sanitario chiamato a garantire la continuità assistenziale durante l’estate.