Susegana al centro della crisi Electrolux: 310 posti nel mirino, il Veneto respinge il piano

Al tavolo al Mimit contestata la riorganizzazione del gruppo: in Italia 1.719 uscite previste. Per lo stabilimento trevigiano forte allarme anche sull’indotto.

A cura di Web Team Web Team
25 maggio 2026 23:06
Susegana al centro della crisi Electrolux: 310 posti nel mirino, il Veneto respinge il piano -
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La partita che riguarda Electrolux tocca da vicino il Veneto e in particolare l’area di Susegana, dove il piano presentato dal gruppo mette sotto pressione uno dei poli produttivi più importanti del territorio. Dal confronto romano è emerso un dato che pesa soprattutto sulla provincia di Treviso: 310 esuberi indicati per gli operai del sito veneto.

Il numero, da solo, basta a spiegare perché la discussione abbia assunto subito un tono durissimo. Attorno allo stabilimento di Susegana ruotano lavoro diretto, competenze industriali e una rete di attività collegate che nel tempo ha contribuito all’economia locale.

Il nodo trevigiano dentro una vertenza nazionale

Il tavolo si è tenuto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la presenza di sindacati, rappresentanti istituzionali, Confindustria e amministrazioni dei territori interessati. La vicenda non riguarda un solo stabilimento: coinvolge infatti più regioni, tra cui anche il Veneto, insieme a Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche.

Nel giorno dell’incontro i lavoratori hanno incrociato le braccia per otto ore nei siti del gruppo, mentre a Roma si è svolto un presidio. Un segnale che rende evidente quanto la vertenza venga percepita non come una ristrutturazione ordinaria, ma come un passaggio con effetti profondi sul sistema manifatturiero italiano.

I numeri del piano presentato da Electrolux

La riorganizzazione illustrata dall’azienda prevede 1.719 esuberi complessivi, un totale persino più alto rispetto a quanto circolato in precedenza. Secondo quanto riferito durante il confronto, il taglio inciderebbe in modo molto pesante sia sulla componente operaia sia su quella impiegatizia.

Nel progetto rientrano anche una riduzione dei volumi produttivi attorno al 30% e la cessazione completa dell’attività nello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche. Un quadro che ha spinto Ministero, Regioni e amministrazioni locali a bocciare l’impostazione proposta dal gruppo.

Per Susegana il conto è già pesante

Per il sito trevigiano il dato confermato è quello dei 310 esuberi tra gli addetti alla produzione. Diverso il quadro per il personale di staff: l’azienda avrebbe fornito numeri aggregati, senza distinguere con precisione la distribuzione per singolo stabilimento.

Proprio questo aspetto, secondo la Fim Cisl Belluno Treviso, rende più difficile misurare fino in fondo l’impatto locale del piano. Non si tratta soltanto di una questione interna alla fabbrica, ma di una ricaduta che può estendersi alle famiglie dei lavoratori e all’intera filiera collegata.

La posizione del sindacato sul sito veneto

Alessio Lovisotto, segretario generale della Fim Cisl Belluno Treviso, ha definito il piano presentato dall’azienda irricevibile. Per il sindacato territoriale, i numeri emersi al Mimit confermano una situazione molto grave per Susegana e per l’area produttiva che fa riferimento allo stabilimento.

Lovisotto ha parlato di un intervento che non offre una prospettiva industriale credibile agli impianti italiani, sottolineando la necessità di investimenti e di volumi adeguati per mantenere l’occupazione. In assenza di una svolta, il timore espresso è quello di scenari ancora più pesanti, fino alla cessione o alla dismissione di attività.

Le istituzioni chiedono una proposta diversa

Dal tavolo romano è uscita una valutazione condivisa: il piano non è stato considerato praticabile. La richiesta rivolta a Electrolux è quella di tornare al confronto con una soluzione alternativa, capace di difendere produzione e lavoro nei siti italiani.

La discussione è stata aggiornata al 15 giugno, data che ora viene considerata decisiva. Per il Veneto, e per Susegana in particolare, quel passaggio sarà importante per capire se esista davvero lo spazio per correggere una strategia che oggi viene letta come fortemente penalizzante.

Non solo fabbrica: la preoccupazione per l’indotto

Accanto agli esuberi annunciati, resta aperto il tema delle aziende che lavorano attorno al gruppo. È un punto particolarmente sensibile in un territorio manifatturiero come quello trevigiano, dove la presenza di una grande realtà industriale produce effetti ben oltre i cancelli dello stabilimento.

La tutela di Susegana, in questa fase, viene quindi letta anche come difesa dell’equilibrio economico locale. La vertenza resta aperta, ma il messaggio arrivato dal territorio veneto è già netto: senza una revisione profonda del piano, il prezzo per la comunità rischia di essere troppo alto.

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