Treviso, gasolio sopra quota 2 euro: la CNA chiede un intervento stabile su accise e crediti d’imposta

Nella Marca il diesel viaggia oltre i 2 euro al litro e pesa su artigiani e piccole attività. L’associazione sollecita misure permanenti e controlli sulla filiera.

04 settembre 2026 20:33
Treviso, gasolio sopra quota 2 euro: la CNA chiede un intervento stabile su accise e crediti d’imposta -
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Per molte piccole imprese trevigiane il pieno è tornato a essere una voce di spesa difficile da assorbire. Il gasolio ha superato di nuovo i 2 euro al litro e, per chi ogni giorno si sposta tra cantieri, clienti e fornitori, l’effetto sui conti è immediato.

La CNA Provinciale di Treviso collega il rincaro dei carburanti alle difficoltà che già attraversano artigiani e microaziende, strette fra costi energetici elevati e minore accesso al credito. La richiesta rivolta al Governo è chiara: uscire dalla logica dei correttivi temporanei e mettere in campo misure durature.

I numeri richiamati dall’associazione arrivano dai dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. In Veneto il prezzo medio del diesel self-service è indicato a 2,134 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2,028 euro.

Nel Trevigiano il quadro resta pesante. Sulla viabilità ordinaria il gasolio si colloca mediamente a 2,107 euro al litro, con valori che in autostrada arrivano fino a 2,178 euro.

Le categorie più esposte nella provincia

Il punto sollevato dalla CNA riguarda soprattutto il tessuto diffuso delle attività locali, non solo il trasporto merci professionale. A sentire maggiormente il contraccolpo sono elettricisti, idraulici, manutentori, impiantisti, artigiani dell’edilizia e piccole realtà produttive che lavorano con mezzi propri.

Secondo il presidente provinciale Gianpaolo Stocco, queste categorie affrontano aumenti analoghi a quelli dell’autotrasporto senza però avere strumenti di tutela comparabili. Il problema, osserva l’associazione, è quotidiano: chilometri percorsi per interventi, consegne e assistenze tecniche incidono sempre di più sui margini.

Per la CNA, contributi episodici o bonus una tantum possono alleggerire il peso solo per un periodo limitato. L’associazione ritiene invece necessario dare alle aziende un quadro prevedibile, utile a programmare spese e attività senza dover inseguire continui rialzi.

Il nodo fiscale sul prezzo alla pompa

Uno dei passaggi centrali riguarda la composizione del prezzo del gasolio. In base ai dati riportati dalla CNA, il 52,4% del costo finale è legato alle imposte: 34,4% di accise e 18% di IVA.

Il confronto con altri Paesi europei viene indicato come un elemento di svantaggio competitivo. In Francia il peso fiscale sul diesel è pari al 47,9%, in Germania al 40,4% e in Spagna al 32,1%.

Da qui la prima richiesta: una riduzione lineare e permanente delle accise, così da abbassare in modo strutturale il costo del carburante per imprese e famiglie. Per l’associazione, una correzione stabile aiuterebbe a contenere le spese di trasporto e a evitare ulteriori ricadute sui prezzi finali.

Le proposte: accisa mobile e sostegni più ampi

Tra le misure avanzate c’è anche l’idea di un meccanismo automatico di compensazione. Quando cresce la componente industriale del prezzo del petrolio, aumenta anche il gettito IVA incassato dallo Stato: secondo la CNA, quella maggiore entrata dovrebbe tradursi in una riduzione parallela delle accise.

L’obiettivo è rendere il sistema automatico, senza attendere ogni volta nuovi provvedimenti. In questo modo, sostiene l’associazione, si potrebbe limitare l’impatto dei rialzi alla pompa e salvaguardare sia il potere d’acquisto sia l’operatività delle aziende.

Un altro punto riguarda l’estensione degli aiuti. La CNA chiede che crediti d’imposta e strumenti di sostegno non restino confinati al solo autotrasporto merci per conto terzi, ma vengano aperti anche alle tante attività artigiane che usano il veicolo come parte essenziale del lavoro.

Nella richiesta rientrano anche i servizi di trasporto persone, in particolare noleggio con conducente e autobus turistici, categorie che condividono lo stesso aumento dei costi senza avere sempre accesso a misure dedicate.

Credito settimanale e controlli sui margini

La proposta sul fronte fiscale prevede inoltre un credito d’imposta sui carburanti calcolato ogni settimana. Il riferimento sarebbe la differenza tra il prezzo realmente sostenuto dalle imprese e i valori medi ufficiali pubblicati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Per la CNA il punto decisivo è la rapidità: il credito dovrebbe poter essere compensato subito, evitando procedure lunghe e complesse che finiscono per bloccare liquidità proprio nelle fasi più difficili.

L’associazione sollecita infine un rafforzamento della vigilanza lungo la filiera, con un ruolo più incisivo del Garante per la sorveglianza dei prezzi e della Guardia di Finanza. Il timore è che senza verifiche efficaci eventuali riduzioni fiscali vengano assorbite da rincari successivi, annullando i benefici attesi per imprese e cittadini.

Nel territorio trevigiano, dove una parte importante dell’economia si regge su artigianato, servizi tecnici e piccole attività manifatturiere, il tema non riguarda solo il costo del rifornimento. Per la CNA è una questione che tocca tenuta delle aziende, competitività e capacità di continuare a lavorare con margini sostenibili.

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