Treviso celebra Parise: al Del Monaco il premio al reportage tra memoria, diritti e libertà d’informazione
Nel decennale della rassegna dedicata allo scrittore vicentino, riconoscimenti a Peter Gomez, Ilaria Tuti, Alhassan Selmi e ai giovani della Scuola di Reportage
Treviso torna a fare da punto d’incontro per il giornalismo narrativo e d’inchiesta con la decima edizione del Premio Goffredo Parise per il Reportage, in programma oggi, 16 maggio 2026, al Teatro Comunale Mario Del Monaco. L’appuntamento assume quest’anno un significato ulteriore: ricorrono infatti i quarant’anni dalla morte di Parise, autore profondamente legato al Veneto e agli ultimi anni trascorsi tra il Piave e la provincia trevigiana.
La manifestazione richiama ogni anno il valore di uno sguardo capace di leggere la realtà senza scorciatoie, nel solco della lezione lasciata dallo scrittore vicentino. A Treviso il premio si conferma così non solo come consegna di riconoscimenti, ma come momento pubblico dedicato al racconto dei conflitti, dei diritti e dei cambiamenti sociali.
Dal premio alla carriera a Peter Gomez al riconoscimento per Ilaria Tuti
Tra i nomi scelti per l’edizione 2026 c’è Peter Gomez, cui va il premio alla carriera. La giuria ne evidenzia il percorso professionale segnato da indipendenza, tenuta civile e volontà di rendere leggibili anche i passaggi più complessi della vita pubblica italiana.
Il riconoscimento principale per il reportage va invece a Ilaria Tuti, premiata per un testo apparso su “La Lettura” del “Corriere della Sera”. Nel lavoro della scrittrice friulana il ricordo del terremoto del 1976 diventa una riflessione più ampia su perdita, ricostruzione e rapporto tra persone e territorio.
A valutare le candidature è una giuria presieduta da Toni Capuozzo, con Antonio Armano, Gianni Barbacetto e Marzio Breda.
Il premio speciale ad Alhassan Selmi e il richiamo al dovere del racconto
Un altro riconoscimento assegnato al Del Monaco è “Finestra sul Mondo”, destinato ad Alhassan Selmi. Il premio valorizza il lavoro svolto nel raccontare Gaza nei reportage per “PresaDiretta” di Rai Tre e nel libro “Hassan e il genocidio”.
Nelle motivazioni viene messa in evidenza la capacità di documentare la condizione dei civili, la crisi umanitaria e l’uso della fame come strumento di guerra, senza perdere di vista le persone e la loro domanda di pace. È un passaggio che richiama il senso stesso del premio: fare informazione su scenari difficili mantenendo rigore e umanità.
Spazio anche alla libertà di stampa e alle esperienze sociali
Nel decennale torna anche la sezione “Ossigeno per l’Informazione”, pensata per chi difende il diritto di parola e di critica. I primi destinatari sono Roberto Malini e Lisetta Sperindei del comitato “Pesaro: no GNL”, indicati per il loro impegno civile in campo ambientale e per avere resistito a una richiesta risarcitoria milionaria ricondotta a una SLAPP, cioè a un’azione giudiziaria ritenuta mirata a scoraggiare la partecipazione al dibattito pubblico.
Accanto ai premi legati al giornalismo, l’iniziativa mantiene una sezione dedicata ai percorsi con ricaduta sociale. Il riconoscimento “Impresa Umanistica” viene assegnato a Eurocoop Camini - Progetto Jungi Mundu, esperienza calabrese presentata come modello di accoglienza, inclusione e rilancio dei territori interni.
Il legame con il Veneto passa anche dai giovani e dalle scuole
La giornata trevigiana guarda anche alla formazione. Per l’Università Ca’ Foscari di Venezia viene premiata Anna Louise Whitney con il reportage “Aspetteremo il tuo ritorno a casa”, testo che lavora sui temi delle radici e della memoria rovesciando il consueto punto di vista sul fenomeno migratorio.
Sul palco saliranno inoltre i 42 studenti che hanno partecipato alla Scuola di Reportage “Goffredo Parise” 2025-2026. Gli attestati saranno consegnati a ragazze e ragazzi di istituti superiori del Trevigiano: “Duca degli Abruzzi”, “Da Vinci” e Canossiano di Treviso, il liceo “Flaminio” di Vittorio Veneto e l’istituto “Scarpa” di Motta di Livenza - Oderzo.
Durante l’anno il gruppo ha lavorato sul tema “Generazione Fragile”, seguito dai giornalisti Lisa Iotti e Antonio Armano insieme allo scrittore Emiliano Poddi della Scuola Holden di Torino. È uno degli aspetti che più radicano il premio nel territorio: non solo una cerimonia, ma un percorso che coinvolge studenti veneti e costruisce competenze sul racconto del presente.
Un progetto culturale nato nel segno di Parise
Il premio nasce da un’idea di Antonio Barzaghi, editore e promotore culturale scomparso nel 2024, che nel 2017 ne avviò il cammino insieme a Maria Rosaria Nevola, oggi direttrice artistica. La presidenza è affidata ad Andrea Favaretto, sindaco di Salgareda.
Il progetto è sostenuto dalla Provincia di Treviso e dai Comuni di Treviso, Salgareda, Ponte di Piave e Oderzo. Collaborano anche il Soroptimist International Club di Treviso, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Fondazione Corriere della Sera, mentre dal 2026 organizzazione e promozione passano attraverso NUNC, associazione culturale presieduta da Mara Pavan.
Nel teatro cittadino, dunque, la figura di Goffredo Parise torna a essere un riferimento non celebrativo ma vivo: un autore veneto che continua a interrogare il modo in cui si osserva il mondo e lo si restituisce ai lettori.