Venezia celebra i suoi ingegneri: a San Rocco il secolo che ha cambiato laguna e terraferma

Alla Scuola Grande di San Rocco la giornata per i 100 anni dell’Ordine veneziano. Annunciata anche una fondamenta dedicata a Eugenio Miozzi.

16 maggio 2026 07:43
Venezia celebra i suoi ingegneri: a San Rocco il secolo che ha cambiato laguna e terraferma -
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Non solo una ricorrenza professionale, ma una rilettura della storia urbana e produttiva veneziana. Alla Scuola Grande di San Rocco, venerdì 15 maggio, trecento iscritti e ospiti hanno partecipato alla giornata per i cento anni dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, appuntamento che ha rimesso al centro il contributo tecnico dato alla costruzione della città contemporanea.

L’iniziativa ha messo in fila un secolo di trasformazioni che, tra Venezia storica, Mestre, Porto Marghera e il litorale, hanno inciso sulla vita quotidiana del territorio. Nel racconto della giornata sono entrati i grandi interventi infrastrutturali, la difesa idraulica, la crescita della terraferma e le sfide ambientali che oggi segnano l’agenda metropolitana.

Il riconoscimento a Eugenio Miozzi

Tra i momenti più seguiti dell’incontro c’è stato l’annuncio del sindaco Luigi Brugnaro: nel quadro delle iniziative per il centenario, una fondamenta della città sarà dedicata a Eugenio Miozzi. La notizia è stata accolta con un lungo applauso dalla platea.

Il nome di Miozzi resta legato ad alcune delle opere che più hanno inciso nel rapporto tra Venezia e la modernità del Novecento. Ingegnere capo del Comune per molti anni, è associato al Ponte della Libertà, al ponte degli Scalzi, a Piazzale Roma, al garage comunale, al Rio Novo, oltre agli interventi al Lido e al Palazzo del Cinema. Nel corso della celebrazione è stata ricordata anche la figura di Ferdinando Forlati, riferimento nel campo del restauro e della tutela monumentale.

Dal libro del Centenario emerge la storia tecnica della città

Al centro della giornata è stato presentato anche il volume dedicato al periodo 1926-2026, un lavoro coordinato da Maurizio Pozzato con curatela editoriale di Donatella Calabi. Il libro ripercorre la vicenda dell’ingegneria veneziana attraverso archivi, fotografie, opere simbolo e temi che vanno dalla rigenerazione urbana alle questioni ambientali.

Il quadro che ne esce non riguarda soltanto cantieri e infrastrutture. Nel volume trovano spazio anche le pagine più dure della professione, comprese le esclusioni prodotte dalle leggi razziali del 1938 ai danni degli ingegneri ebrei. Tra i nomi ricordati figurano, tra gli altri, Mario Ascoli, Augusto Basevi, Emilio Bianchini, Giorgio Silvio Coen, Adalberto Corinaldi, Angelo Fano, Michele Oreffice, Arrigo Vivante, Giorgio Vivante, Salvatore Luria, Renzo Levis, Enrico Mosè Morpurgo, Gino Vittorio Ravà e Guido Costante Sullam.

Nella parte dedicata alla storia più recente compare anche Giuseppe Taliercio, ingegnere e dirigente del Petrolchimico di Porto Marghera, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1981. Il volume, pubblicato dall’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, conta 256 pagine, formato 21x29, ISBN 9791256441860 e prezzo di 49 euro.

Porto Marghera, Mestre e la crescita del territorio

La celebrazione ha richiamato il ruolo avuto dagli ingegneri nelle fasi decisive dello sviluppo veneziano. Dall’espansione industriale di Porto Marghera alle bonifiche, dalla ricostruzione del secondo dopoguerra alla pianificazione urbana della terraferma, il lavoro tecnico ha accompagnato passaggi che hanno ridisegnato l’area metropolitana.

Tra le figure citate durante il convegno c’è Alessandro Alessandri, legato alla stagione delle opere industriali e infrastrutturali della Sacaim. Sono stati ricordati anche Carlo Pradella, Pietro Torta e Gino Covre, impegnati nella ripresa edilizia del dopoguerra.

Nel percorso dedicato a Mestre e alla terraferma sono emersi inoltre i nomi di Tullio Campostrini, coinvolto nel Piano Regolatore Generale e nell’edilizia pubblica a Mestre e Campalto, Giuseppe Creazza, Costante Degan e Giovanni Favaretto Fisca, professionisti associati alla fase di crescita economica e civile del Veneziano.

Le voci della giornata e i prossimi appuntamenti

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il presidente dell’Ordine, Mariano Carraro, che ha sottolineato come il centenario rappresenti un’occasione per rileggere il rapporto tra competenze tecniche, istituzioni e comunità, in una fase in cui i temi della complessità territoriale e della sostenibilità hanno un peso sempre più forte.

Alla giornata hanno preso parte, tra gli altri, Alfredo Baroncini della Scuola Grande di San Rocco, Sandro Boato del Collegio Ingegneri Venezia, Ippolita Chiarolini, Donatella Calabi, Maurizio Pozzato, Marco Bertilorenzi, Stefano Zaggia, Cesare Taliercio, Carla Pesce ed Elena Svalduz. Presenti anche i partner tecnici iGuzzini, Edison, Mapei e Howden, insieme ai soggetti che hanno sostenuto l’iniziativa.

Il programma del centenario continuerà mercoledì 20 maggio all’M9 Museo del ’900 di Mestre, dove alle 11 sarà inaugurata la mostra dedicata all’Ordine con l’esposizione del modello in scala 1:25 del Mo.S.E. Nello stesso giorno, alle 15, l’Auditorium Cesare de Michelis ospiterà un approfondimento tecnico sulle opere e sulle figure richiamate nel libro. Le tappe successive della mostra sono previste il 29 maggio a Chioggia, nella Chiesetta di San Martino, e il 5 giugno a San Donà di Piave, a Palazzo della Bonifica.

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