Treviso, al Ca’ Foncello ricostruito il volto di una 17enne con una sola operazione

Mandibola compromessa da una rara artrite psoriasica giovanile: al Ca’ Foncello un intervento con protesi personalizzate ha migliorato respirazione, masticazione e profilo del viso.

30 luglio 2026 11:08
Treviso, al Ca’ Foncello ricostruito il volto di una 17enne con una sola operazione - Il dr Luca Guarda Nardini
Il dr Luca Guarda Nardini
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Al Ca’ Foncello di Treviso si è concluso con esito positivo un percorso clinico particolarmente complesso che ha riguardato una ragazza di 17 anni, alle prese con una patologia rara capace di alterare in modo progressivo il volto e funzioni essenziali come respirare e masticare.

La paziente, indicata con il nome di fantasia Laura per ragioni di privacy, era arrivata all’osservazione degli specialisti quando i cambiamenti del profilo facciale erano già evidenti. Con il tempo il mento si era spostato all’indietro, l’occlusione dentale si era compromessa e durante il sonno erano comparsi i primi episodi di apnea.

Il caso è stato seguito dall’Unità operativa complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ospedale trevigiano, diretta dal dottor Luca Guarda Nardini. Gli esami hanno individuato la causa del problema in una forma severa di artrite psoriasica giovanile, che aveva portato al completo riassorbimento dei condili mandibolari, le strutture che permettono alla mandibola di articolarsi con il cranio.

Una sola seduta per affrontare un quadro molto complesso

Davanti a una situazione così delicata, l’équipe ha scelto di concentrare in un unico intervento tutte le correzioni necessarie. L’obiettivo era evitare alla giovane una lunga sequenza di operazioni, ricoveri separati e tempi di recupero ripetuti.

Nella stessa seduta chirurgica i medici hanno lavorato sulle articolazioni della mandibola, sul mascellare superiore e sul mento. Una strategia che ha richiesto una preparazione molto accurata, costruita attraverso una pianificazione digitale capace di definire in anticipo ogni fase dell’operazione.

La tecnologia 3D usata per progettare protesi su misura

Per preparare l’intervento sono state utilizzate tecnologie tridimensionali che hanno consentito di ricostruire virtualmente l’anatomia del volto della paziente. In questo modo i chirurghi hanno potuto simulare gli spostamenti ossei e programmare con precisione il risultato finale.

Da questo lavoro sono nate due protesi articolari personalizzate, realizzate appositamente per sostituire le articolazioni temporo-mandibolari ormai perdute. La stampa 3D è servita anche per predisporre guide chirurgiche destinate a rendere più preciso il posizionamento durante l’intervento.

Respirazione, masticazione e profilo del viso: cosa è stato corretto

Nel corso dell’operazione sono state prima sostituite entrambe le articolazioni mandibolari con le protesi create su misura. Questo passaggio ha permesso di restituire sostegno alla mandibola e di ripristinarne il movimento.

Successivamente l’équipe è intervenuta sul mascellare superiore per correggere la malocclusione dentale, ristabilendo un rapporto più corretto tra le arcate. Nell’ultima fase è stato avanzato anche il mento, così da ricostruire un profilo più equilibrato.

Il risultato non ha riguardato soltanto l’aspetto estetico. L’avanzamento delle strutture ossee ha infatti aumentato lo spazio delle vie aeree, con un effetto diretto sulla qualità della respirazione, soprattutto durante il sonno.

Il recupero e i controlli a distanza di un anno

Dopo due mesi dall’intervento la ragazza ha iniziato il trattamento ortodontico di rifinitura negli ambulatori dell’ospedale, una fase utile a perfezionare l’allineamento dentale e consolidare il nuovo assetto delle arcate.

Il monitoraggio successivo ha riguardato la stabilità delle protesi, la funzionalità della mandibola, l’occlusione e il miglioramento respiratorio. A un anno dall’operazione, secondo quanto riferito dall’ospedale, la paziente ha recuperato una corretta funzione masticatoria, non presenta più episodi di apnea notturna e ha ritrovato un profilo del volto armonico.

Il valore del caso per il centro trevigiano

Il dottor Luca Guarda Nardini, membro della European Society of Temporomandibular Joint Surgeons, ha definito il caso particolarmente raro e invalidante, sia dal punto di vista funzionale sia sul piano psicologico, vista anche la giovane età della paziente.

Secondo lo specialista, la combinazione tra pianificazione tridimensionale, protesi personalizzate e chirurgia maxillo-facciale avanzata ha permesso di restituire alla ragazza la possibilità di mangiare, respirare e affrontare la quotidianità con maggiore serenità. La storia è stata resa pubblica soltanto dopo la conclusione del percorso terapeutico e la verifica dei risultati nel tempo.

Per Treviso si tratta anche della conferma del ruolo del Ca’ Foncello in un ambito altamente specialistico, con interventi che richiedono competenze integrate tra chirurgia, ortodonzia e progettazione digitale applicata alla medicina.

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