Pioggia record tra Bibione e Cesarolo, il Consorzio: rete urbana in affanno prima delle idrovore

Nel tratto costiero del basso Veneto orientale caduti più di 70 millimetri in circa un’ora. Il nodo, secondo il Consorzio, è nelle reti di raccolta dei centri abitati.

17 settembre 2026 11:13
Pioggia record tra Bibione e Cesarolo, il Consorzio: rete urbana in affanno prima delle idrovore -
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Non è stato solo il volume d’acqua a creare problemi tra Bibione e Cesarolo, ma la velocità con cui la pioggia si è riversata sulle aree abitate. Nel primo mattino di giovedì 17 settembre, il nuovo peggioramento ha colpito il litorale del Veneto orientale mettendo sotto pressione soprattutto le zone urbane più vicine alla costa.

Il dato che fotografa meglio l’episodio arriva da Cesarolo, all’inizio del Cavrato, dove il pluviometro ha misurato più di 70 millimetri nell’arco di meno di sessanta minuti. Una quantità concentrata in pochissimo tempo, sufficiente a provocare allagamenti sulle strade e criticità locali.

Il punto critico tra Cesarolo e Bibione

Secondo la lettura fornita dal Consorzio di bonifica, le difficoltà maggiori si sono registrate lungo il percorso che l’acqua deve compiere prima di raggiungere gli impianti di sollevamento. In sostanza, in alcune aree l’accumulo si è formato nei centri abitati quando la massa d’acqua non era ancora arrivata alle idrovore.

Tra i luoghi segnalati c’è via Conciliazione a Cesarolo, dove le immagini diffuse documentano la presenza di carreggiate invase dall’acqua. L’intensità del fronte temporalesco, viene spiegato, è cresciuta spostandosi da ovest verso est.

Cosa dice il telecontrollo sugli impianti

Il Consorzio precisa che gli impianti erano già operativi durante il nubifragio. I riscontri richiamati dall’ente arrivano dal Centro di Telecontrollo, con i grafici relativi alle pompe del Secondo Bacino di Cesarolo e ai livelli del canale collegato agli impianti.

La distinzione che viene messa sul tavolo riguarda quindi due piani diversi: da una parte il sistema di bonifica, dall’altra la capacità delle reti urbane di intercettare e convogliare rapidamente l’acqua piovana. Per il Consorzio, il problema emerso in questa occasione si colloca soprattutto nel tratto iniziale del deflusso.

Reti datate e piogge sempre più concentrate

L’analisi dell’ente punta su un limite strutturale delle fognature più vecchie, pensate per scenari molto diversi rispetto agli eventi intensi che oggi si presentano in tempi ristretti. Quando la precipitazione si concentra in pochi minuti, la capacità di smaltimento nei centri abitati può non essere sufficiente.

Da qui la richiesta di affiancare alla gestione ordinaria di canali e pompe anche interventi più ampi sulle infrastrutture urbane. L’obiettivo indicato è aumentare la rapidità con cui l’acqua viene raccolta e trasferita verso il sistema idraulico principale.

I progetti sul tavolo e il conto degli interventi

Il Consorzio ricorda che il lavoro di pianificazione va avanti da anni, a partire dai Piani delle Acque avviati nel 2010 con il coinvolgimento della Città Metropolitana, dei Comuni del comprensorio e degli altri soggetti competenti. Nel quadro richiamato dall’ente rientrano anche gli aggiornamenti progettuali del 2023 per l’area di Cesarolo.

La stima economica indicata è consistente: per l’insieme delle opere ritenute necessarie nei 30 Comuni del comprensorio servirebbero circa 200 milioni di euro. Il Consorzio sottolinea che non si tratta di una valutazione dei danni provocati da questo singolo episodio, ma del fabbisogno complessivo per adeguare il territorio.

Monitoraggio aperto sul Veneto orientale

Nel documento diffuso si segnala anche la possibilità di nuove precipitazioni nel corso della giornata, con attenzione particolare all’evoluzione del quadro meteo sul basso litorale veneziano. Per questo il personale tecnico continua a seguire l’andamento della rete di bonifica e il funzionamento degli impianti.

Per un territorio come quello compreso tra San Michele al Tagliamento, Cesarolo e Bibione, dove la pressione dell’acqua si scarica rapidamente su aree urbanizzate e turistiche, il tema resta quello dell’adeguamento delle reti oltre alla gestione dell’emergenza immediata. Ed è su questo fronte che, dopo l’ennesimo episodio di pioggia estrema, il confronto sulle opere da finanziare torna al centro.

Video: acqua nei negozi a Bibione

Il nuovo episodio conferma quanto il tratto costiero del Veneto orientale sia esposto a precipitazioni molto intense in finestre temporali brevissime: un elemento che pesa sulla viabilità locale, sulle attività e sulla tenuta dei sottoservizi, ben oltre il singolo temporale del mattino.

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