Sull’Altopiano di Asiago il Veneto del turismo lento: tra le mete 2026 spunta una guesthouse senza fronzoli
Nella selezione di Unexpected Italy entra anche Lusiana Conco: una ex scuola trasformata in ospitalità essenziale, tra silenzio, prodotti locali e tempi più lenti.
Dal Vicentino arriva un esempio concreto di quel turismo che prova a rallentare davvero. Nella selezione 2026 diffusa da Unexpected Italy compare infatti anche l’Altopiano di Asiago, con una struttura di Lusiana Conco scelta come simbolo di un’ospitalità che rinuncia a parte delle comodità più richieste per mettere al centro il luogo, il paesaggio e il tempo.
La proposta della startup guarda a una tendenza precisa: soggiorni meno standardizzati, più essenziali e lontani dalla logica del “tutto disponibile subito”. Niente corsa ad aggiungere servizi, ma una scelta opposta, pensata per chi cerca una pausa dal sovraccarico digitale e da ritmi quotidiani sempre più compressi.
Tra le sei destinazioni indicate in Italia, il Veneto è rappresentato da La Scuola Guesthouse, in via Campana 20, a Lusiana Conco. La struttura si trova sull’Altopiano di Asiago ed è gestita da Valeria Carfora e Marco Baldan.
La scelta veneta passa da Lusiana Conco
Il progetto nasce dal recupero di una vecchia scuola elementare degli anni Venti, convertita in casa per ospiti. L’identità originaria dell’edificio non è stata cancellata: le stanze richiamano le materie scolastiche, da Geografia a Storia, da Aritmetica a Scienze, fino alla Stanza della Maestra, mantenendo un legame evidente con la memoria del posto.
L’impostazione resta volutamente sobria. Non ci sono televisori, non c’è l’ascensore e l’esperienza punta su pochi elementi ben riconoscibili: ambienti raccolti, colazione con prodotti del territorio, dolci preparati in casa e un rapporto diretto con ciò che sta fuori dalla porta, cioè contrade, natura e vita d’altopiano.
Accanto all’ospitalità c’è anche “La Ricreazione”, il laboratorio di gelato artigianale curato da Marco Baldan, che si sposta tra le contrade con un’Ape. Un dettaglio che rafforza il carattere locale dell’iniziativa e richiama una dimensione di paese che oggi, proprio nel turismo, torna a essere un valore ricercato.
La linea di Unexpected Italy
La startup fondata da Elisabetta Faggiana ha costruito una piccola mappa di luoghi italiani accomunati da una stessa impostazione: meno dipendenza da comfort e automatismi del turismo di massa, più attenzione all’identità delle destinazioni. Nella selezione compaiono realtà dove si arriva a piedi, casali in pietra, camere prive di schermi e formule di soggiorno che privilegiano il contatto con paesaggio, artigiani e produttori.
Alla base, secondo quanto diffuso dalla società, c’è anche una domanda crescente di esperienze capaci di ridurre rumore e stimoli continui. Nel materiale vengono richiamati dati dell’American Psychological Association, che segnalano livelli elevati di stress legati all’eccesso di input, e studi della Harvard Medical School sui benefici del contatto con la natura e della riduzione della pressione digitale su sonno, concentrazione e benessere generale.
In questo quadro si inserisce la riflessione della fondatrice, che individua nel togliere il superfluo, più che nell’accumulare servizi, una nuova forma di valore. I luoghi selezionati vengono descritti come “scomodi” in senso non negativo, ma perché scelgono di non appiattirsi su modelli uguali ovunque.
Un segnale anche per il Veneto
Per il territorio veneto, la presenza di Lusiana Conco in questa selezione offre uno spunto interessante: l’attrattività non passa soltanto da grandi numeri o da offerte sempre più estese, ma anche da piccole esperienze coerenti con il contesto. L’Altopiano di Asiago, in questo caso, diventa il luogo in cui l’ospitalità si lega al recupero di un edificio storico e a una quotidianità più semplice.
Il messaggio che emerge è chiaro: una parte del turismo del prossimo futuro potrebbe premiare destinazioni capaci di difendere silenzio, relazioni autentiche e un ritmo meno accelerato. E nel Veneto questa idea trova già una traduzione concreta, dentro una ex scuola di montagna diventata guesthouse.