Conegliano, il centro divide la politica: Da Re spinge su sosta, negozi attrattivi e un mercato fisso
Il presidente locale di Fratelli d’Italia chiede una strategia stabile per il cuore della città: parcheggi, marchi capaci di richiamare pubblico e appuntamenti periodici.
Il futuro del centro di Conegliano torna al centro del confronto politico locale. A sollevare il tema è Ezio Da Re, presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia e da poco entrato anche nel direttivo provinciale, che indica alcune priorità per riportare movimento tra le vie del commercio: più possibilità di sosta, attività in grado di richiamare clienti e una programmazione continuativa, non legata soltanto ai singoli eventi.
Nel suo intervento, Da Re sostiene che una città come Conegliano abbia le caratteristiche per pesare molto di più nello scenario commerciale trevigiano. Secondo la sua lettura, però, questa potenzialità non sarebbe stata accompagnata da una visione abbastanza forte negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda il centro storico.
La richiesta di un piano che guardi oltre i singoli eventi
Il punto, nella posizione espressa dall’esponente di Fratelli d’Italia, è che il cuore cittadino non possa vivere soltanto di appuntamenti consolidati o dell’impegno dei commercianti presi uno per uno. Per rilanciare davvero l’area servirebbe invece un progetto stabile, pensato per generare presenze con regolarità durante l’anno.
Da Re insiste anche sulla necessità di riportare in centro una frequentazione quotidiana, non solo occasionale. L’obiettivo, nella sua impostazione, è far tornare il centro uno spazio vissuto da fasce d’età diverse, sia per gli acquisti sia per il tempo libero.
Parcheggi e accessibilità tra i nodi principali
Tra i temi indicati come più urgenti c’è quello della mobilità urbana. Per Da Re, commercio e facilità di accesso devono procedere insieme: chi sceglie dove fermarsi per fare shopping o passare qualche ora valuta anche la possibilità di arrivare facilmente e trovare posto.
Da qui la richiesta di aumentare i parcheggi disponibili, considerati un elemento concreto nella capacità del centro di competere con altre destinazioni. Nella sua analisi, rendere più semplice l’arrivo in città sarebbe una condizione preliminare per sostenere negozi, pubblici esercizi e iniziative dedicate al tempo libero.
Giovani, marchi forti e idee per Via XX Settembre
Un altro aspetto toccato riguarda il pubblico più giovane. Da Re ritiene che oggi servano proposte commerciali e iniziative capaci di intercettare interessi nuovi, così da evitare che una parte della domanda continui a spostarsi verso altri centri o fuori provincia.
In questo quadro inserisce anche la necessità di puntare su marchi con una capacità attrattiva più forte, utili a generare passaggio e a rafforzare l’immagine commerciale della città. Il tema, per lui, non è soltanto riempire i locali sfitti, ma capire quali attività possano davvero funzionare nel medio periodo.
Tra le ipotesi avanzate compare poi un appuntamento mensile dedicato ad antiquariato e collezionismo. Da Re richiama esperienze già note nel territorio, come quelle di Badoere, Portobuffolé e Gorgo al Monticano, ritenendo che una formula simile possa portare pubblico con continuità anche a Conegliano.
Per un’iniziativa di questo tipo viene indicata Via XX Settembre, considerata adatta per collocazione e caratteristiche urbane. Nella visione proposta, quella strada potrebbe diventare uno degli assi su cui costruire un rilancio più riconoscibile del centro.
La critica agli ultimi anni di amministrazione
L’intervento si chiude con una valutazione politica netta sull’operato dell’amministrazione Chies. Da Re parla infatti di una programmazione assente o comunque insufficiente sul fronte del commercio, sostenendo che negli ultimi cinque anni non siano emersi progetti con uno sguardo davvero prospettico.
Per questo chiede un confronto strutturato tra Comune, commercianti, associazioni di categoria e operatori economici. La proposta è quella di aprire un tavolo capace di mettere in fila obiettivi, tempi e priorità, con un orizzonte pluriennale che per Da Re oggi manca nel dibattito sul centro di Conegliano.