Studenti padovani e fragilità emotiva, il report: il 15% ha avuto idee suicidarie nell’ultimo anno

L’indagine della Fondazione Foresta su 1.399 ragazzi delle superiori tra Padova e provincia segnala ansia, depressione, bullismo e difficoltà nel chiedere aiuto.

20 ottobre 2026 11:12
Studenti padovani e fragilità emotiva, il report: il 15% ha avuto idee suicidarie nell’ultimo anno -
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C’è un dato che a Padova pesa più di tutti gli altri: tra gli studenti delle scuole superiori coinvolti in una rilevazione della Fondazione Foresta ETS, circa uno su sette racconta di aver pensato al suicidio almeno una volta nell’ultimo anno. Un segnale forte, che richiama l’attenzione su una sofferenza adolescenziale spesso dispersa tra sintomi diversi e non sempre riconosciuta in tempo.

L’indagine è stata condotta nell’anno scolastico 2025/26 su 1.399 ragazze e ragazzi delle scuole superiori di Padova e provincia, in prevalenza di 18 e 19 anni. I questionari, anonimi, non definiscono diagnosi cliniche, ma restituiscono indicatori che aiutano a leggere il livello di malessere presente tra gli adolescenti del territorio.

Il numero che più interroga famiglie e scuole

Nel campione analizzato, 214 studenti, pari al 15,3%, hanno riferito pensieri suicidari nell’arco degli ultimi dodici mesi. In 123 casi, cioè nell’8,8% del totale, questi pensieri si sono manifestati con una frequenza superiore a qualche episodio occasionale.

La quota risulta più alta tra le ragazze: 19%, contro il 10,8% dei ragazzi. Un altro elemento messo in evidenza dal questionario riguarda la richiesta di aiuto: il 23% di chi ha dichiarato di aver avuto questi pensieri non ne ha parlato con nessuno.

Ansia, umore depresso e autolesionismo: i segnali raccolti nel Padovano

Il quadro emerso non si esaurisce nel dato più grave. Più della metà degli studenti raggiunge la soglia indicata dal questionario per i sintomi d’ansia, mentre quasi quattro su dieci presentano segnali riconducibili a umore depresso. Anche qui il divario tra ragazze e ragazzi appare netto.

Per i sintomi ansiosi la percentuale sale al 68% tra le studentesse e si ferma al 33,8% tra gli studenti. Per quelli depressivi, invece, il confronto è tra 47,1% e 30,8%. Nello stesso contesto si inserisce anche il tema dell’autolesionismo nell’ultimo anno, riferito dal 17% delle ragazze e dal 7% dei ragazzi.

Tra gli aspetti osservati c’è pure il rapporto con il corpo. Il sottopeso interessa più frequentemente le ragazze, con il 14,1%, rispetto al 4,1% dei coetanei maschi. Nei ragazzi, al contrario, è più presente l’eccesso ponderale, sommando sovrappeso e obesità: 18,9% contro 8,8%.

Bullismo e ascolto in famiglia, il legame con il disagio

Un altro fronte rilevante riguarda le relazioni. Il 34,3% degli studenti dice di aver subito in modo ripetuto episodi di bullismo, cyberbullismo oppure entrambe le forme. È un dato che, letto insieme agli altri indicatori, mostra quanto l’ambiente scolastico e sociale incida sul benessere emotivo.

La ricerca segnala inoltre una differenza importante quando entra in gioco il sentirsi ascoltati dai genitori. Tra chi ha subìto bullismo ripetuto, i pensieri suicidari vengono riferiti dal 34% dei ragazzi che non si sentono ascoltati in famiglia, mentre la quota scende al 17% tra chi ritiene di poter contare su quell’ascolto.

Ci sono poi comportamenti che compaiono più spesso nei maschi. Il binge drinking nel fine settimana, definito come assunzione di almeno cinque bevande alcoliche, viene indicato dal 10,2% dei ragazzi e dal 4,1% delle ragazze.

Il progetto che riparte da Padova

Per la Fondazione Foresta, i risultati confermano che il disagio giovanile non può essere letto attraverso una sola chiave. Il presidente Carlo Foresta sottolinea come i segnali compaiano spesso prima delle situazioni più estreme e come sia decisivo imparare a intercettarli in anticipo, dentro la scuola e nelle relazioni quotidiane con gli adulti di riferimento.

Il tema sarà al centro della presentazione della 21ª edizione del Progetto Scuola, fissata per venerdì 23 ottobre alle 9 al Teatro Ruzante di Padova. L’iniziativa, attiva da oltre vent’anni, coinvolge gli studenti degli ultimi anni delle superiori e affronta salute, prevenzione, relazioni, consenso, sessualità e stili di vita con un approccio multidisciplinare, in vista del percorso previsto per l’anno scolastico 2026/27.

I riferimenti per chiedere aiuto in Veneto

Nel contesto regionale, i numeri ricordano quanto il tema sia delicato. Secondo quanto riportato nel testo diffuso dalla Fondazione, il numero verde del Veneto per la prevenzione dei suicidi ha ricevuto 7.757 contatti tra settembre 2023 e luglio 2025, con il 26% proveniente dalla provincia di Padova.

Per chi vive un momento di difficoltà o vuole aiutare una persona vicina, restano attivi il numero verde della Regione del Veneto 800 33 43 43, gratuito e disponibile 24 ore su 24, Telefono Amico Italia allo 02 2327 2327 e Telefono Azzurro al 19696 per bambini e adolescenti. In una situazione di emergenza il riferimento resta il 112.

I dati del questionario padovano non fotografano da soli l’intero universo giovanile, ma indicano con chiarezza una priorità: creare spazi in cui i ragazzi possano parlare prima che il disagio si trasformi in crisi aperta.

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