Treviso, il Lions Club Host guarda avanti: caregiver, giovani e invecchiamento attivo tra le priorità

Nel settantesimo anniversario il club trevigiano rilancia il proprio ruolo in città: memoria, riconoscimenti ai soci storici e nuovi impegni sociali.

19 ottobre 2026 12:06
Treviso, il Lions Club Host guarda avanti: caregiver, giovani e invecchiamento attivo tra le priorità -
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Non solo una ricorrenza celebrativa, ma un passaggio per ridefinire obiettivi e presenza sul territorio. A Treviso il Lions Club Treviso Host ha scelto il traguardo dei settant’anni per mettere al centro i temi che oggi toccano più da vicino la comunità: il sostegno ai caregiver, la qualità della vita nella longevità e il disagio che coinvolge una parte del mondo giovanile.

L’anniversario è stato segnato da una giornata articolata in più momenti, tra spazi dedicati alla memoria del club e occasioni pubbliche di confronto. Il cuore dell’iniziativa è stato il meeting “I Lions attori di innovazione sociale”, ospitato nella Sala Coletti dei Musei Civici di Santa Caterina, affiancato dal Pop-Up Museum “We Serve Treviso” nel Chiostro Piccolo e dalla serata conclusiva al Circolo Unificato dell’Esercito.

Settant’anni intrecciati con la vita della città

Il club, nato nel 1955, ha ripercorso il proprio cammino accanto a Treviso attraverso documenti, immagini e testimonianze. Ne è emerso il profilo di una realtà che negli anni ha incrociato bisogni diversi, dalla solidarietà ai temi della salute, fino all’attenzione verso le nuove generazioni e alla cura della memoria cittadina.

All’appuntamento inaugurale hanno portato il saluto del Comune gli assessori Maria Teresa De Gregorio, delegata alla Cultura, e Rosanna Vettoretti, assessore alla Città Produttiva. La loro presenza ha sottolineato un rapporto consolidato tra il club e la città, costruito nel tempo attraverso iniziative che hanno trovato spazio dentro la vita pubblica trevigiana.

Nel percorso allestito a Santa Caterina, il Pop-Up Museum ha restituito anche il lato meno visibile dell’attività associativa: una rete di relazioni e interventi spesso lontani dalla dimensione più esposta, ma capaci di lasciare un segno nel tessuto locale.

Dai riconoscimenti ai soci storici al passaggio ai più giovani

La parte serale ha avuto un taglio più simbolico e personale, con il riconoscimento a figure che hanno rappresentato in modo significativo la storia del Lions Club Treviso Host. Tra i nomi richiamati, il socio fondatore ingegner Aldo Tognana, l’architetto Luciano Gemin, legato ai temi della tutela e della riqualificazione urbana, e il dottor Eligio De Prà, medico conosciuto da molte famiglie trevigiane.

Nel corso della serata è stato ricordato anche il contributo degli avvocati Franco Codogno e Roberto Nordio, soci scomparsi di recente e a lungo punti di riferimento del club. Un momento che ha dato alla celebrazione un tono di continuità tra generazioni e di riconoscenza verso chi ha contribuito a costruire l’identità dell’associazione.

In questa prospettiva si inserisce anche il gesto rivolto al Leo Club Treviso Host: la spilla del settantesimo è stata consegnata simbolicamente alla presidente Federica Villanova. Un passaggio che richiama il ruolo dei più giovani non come presenza di contorno, ma come parte attiva nelle scelte future.

Le nuove linee di lavoro indicate dal presidente Rosato

A indicare il quadro delle priorità è stato il presidente Sergio Rosato, che ha legato il bilancio del passato alla necessità di trasformare l’esperienza accumulata in iniziative concrete per il territorio. Il primo ambito riguarda i caregiver familiari, tema su cui i Lions hanno contribuito a elaborare una proposta di riconoscimento e tutela.

Il secondo filone è quello della longevità, affrontato attraverso un Manifesto sviluppato dopo un anno di approfondimento e centrato su prevenzione, inclusione e qualità della vita. L’obiettivo dichiarato è promuovere un invecchiamento vissuto con maggiore autonomia e dignità, in una fase storica in cui l’età media si allunga e i bisogni cambiano rapidamente.

Tra i nodi evidenziati c’è poi il disagio giovanile, compresi fenomeni ancora poco intercettati come quello degli hikikomori. Per il Lions Club Treviso Host, il passaggio dai principi ai progetti dovrà avvenire attraverso un lavoro condiviso con istituzioni, associazioni e realtà del territorio, nella convinzione che una presenza civica radicata abbia ancora oggi un ruolo concreto dentro la comunità trevigiana.

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