Scorzè, il festival AperiCuore lascia 45mila euro al territorio: fondi a inclusione, midollo osseo e cohousing
Bilancio finale per l’edizione 2026: tre contributi da 15mila euro, 61 nuovi iscritti ad ADMO e migliaia di presenze tra Scorzè e l’area del Miranese
Il risultato più concreto arriva a festival concluso: 45mila euro tornano sul territorio veneziano e finanziano tre iniziative sociali con ricadute dirette tra inclusione, salute e autonomia. È il bilancio finale di AperiCuore 2026, manifestazione promossa da AperiGiovani APS e cresciuta negli anni come appuntamento di riferimento nell’area tra Scorzè, Noale, Martellago e Trebaseleghe.
La consegna dei contributi è avvenuta martedì 7 luglio durante la Festa dei Volontari ospitata alla Baracca Storica Hostaria di Trebaseleghe. In quell’occasione sono stati formalizzati tre assegni da 15mila euro ciascuno, a chiusura dell’ottava edizione del festival.
L’evento si era svolto dal 28 maggio al 1° giugno in Piazza Donatori di Sangue a Scorzè, richiamando complessivamente 15mila persone. Ma accanto ai numeri della partecipazione, il dato che resta è quello della destinazione delle risorse raccolte.
Tre progetti sostenuti tra sociale e sanità
Una prima quota è stata destinata ad Arcobaleno SCS per “El Bacaro del Bon Tempo”, iniziativa pensata per creare un nuovo spazio ricreativo rivolto a persone che vivono fragilità sul piano mentale e sociale. Il contributo servirà a far partire l’attività per tre mattine alla settimana, con l’obiettivo di offrire un luogo stabile di relazione e inclusione.
Altri 15mila euro andranno ad ADMO Veneto, che punta all’acquisto del suo primo ambulatorio mobile. Il mezzo sarà utilizzato per raggiungere scuole, manifestazioni e comuni veneti, così da promuovere gli screening salivari e ampliare il Registro italiano dei donatori di midollo osseo.
La terza donazione sostiene Terra Libera Tutti APS e il progetto “Via Boschi 15”. Le risorse serviranno a completare gli spazi esterni della casa di cohousing, con aree verdi e ambienti dedicati ad attività educative, relazionali e percorsi di autonomia per persone con autismo e disabilità.
Il dato che guarda oltre i giorni del festival
Tra gli effetti immediati dell’edizione 2026 c’è anche il risultato ottenuto con ADMO Veneto: durante i giorni della manifestazione si sono aggiunti 61 nuovi iscritti al registro nazionale dei donatori di midollo. Un numero che, nel bilancio complessivo, rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa.
Gli organizzatori indicano anche altri dati della manifestazione: 150 giovani volontari di AperiGiovani, oltre 100 volontari senior coinvolti attraverso associazioni e realtà partner, e una partecipazione diffusa che ha accompagnato tutte le giornate del programma.
La presidente di AperiGiovani APS, Lucrezia Mazzonetto, ha indicato proprio nella consegna finale dei contributi il passaggio che restituisce senso al lavoro costruito durante l’anno, ribadendo l’idea di un festival non limitato all’intrattenimento ma capace di produrre un ritorno concreto per la comunità.
La giornata inaugurale come immagine dell’edizione
Tra i momenti più rappresentativi c’è stata l’apertura del 28 maggio, dedicata al tema della disabilità. A Scorzè si sono ritrovate più di 550 persone tra famiglie, servizi territoriali, associazioni e centri diurni, trasformando la piazza in uno spazio di partecipazione condivisa.
Nel corso della giornata si sono alternati laboratori creativi, attività sportive, pet therapy, mototerapia, musica e occasioni di incontro. Per gli organizzatori è stato il passaggio che meglio ha raccontato l’identità di AperiCuore, costruita attorno all’idea di accessibilità e coinvolgimento diretto.
Un programma ampio per pubblici diversi
Nei giorni successivi il cartellone ha messo insieme iniziative rivolte a famiglie, giovani e bambini: dai Giochi Senza Frontiere ad Aperiland, passando per il circo sociale, Guidabilità, i percorsi di educazione stradale, spettacoli e concerti.
Sul palco si sono esibiti Living Theory, Voglio Tornare negli Anni ’90, Besame, DJ Matrix e 2000 in Spinta. La formula del festival ha così unito momenti popolari e finalità solidali, fino alla chiusura di Trebaseleghe dove il lavoro dei volontari si è tradotto in tre finanziamenti destinati a progetti concreti del territorio.