San Donà inaugura il Fiume Festival 2026 con un viaggio teatrale nel cuore del Piave
Mercoledì 2 settembre a Chiesanuova debutta la nuova edizione della rassegna: ingresso libero per “Storie di fiume, fiume di storie”.
Il Piave sarà il primo protagonista del Fiume Festival 2026 a San Donà di Piave. La rassegna prenderà il via mercoledì 2 settembre alle 18.30 in località Chiesanuova, dove il pubblico troverà uno spettacolo pensato proprio attorno al rapporto tra il fiume e le comunità che ne hanno condiviso per secoli vita, lavoro e memoria.
Ad aprire la dodicesima edizione di “Fiume Festival - Sguardi” sarà la Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone con “Storie di fiume, fiume di storie”, lavoro firmato e interpretato da Bruna Braidotti, con Nicola Milan alla fisarmonica. La partecipazione è gratuita.
Per San Donà si tratta di un esordio che mette subito al centro uno dei temi più identitari del territorio: il legame con il Piave, presenza decisiva nella storia locale e riferimento costante per il paesaggio della città e delle sue frazioni.
Un’apertura che guarda al fiume come memoria collettiva
La scelta dello spettacolo inaugurale va in questa direzione. Il racconto teatrale ruota infatti attorno al Piave non come semplice ambientazione, ma come elemento vivo, capace di attraversare epoche, usi e trasformazioni. Il festival promosso dal Comune di San Donà di Piave parte così da una riflessione che parla direttamente anche alla comunità rivierasca del territorio veneziano.
Al centro della scena compare un’Anguana, figura leggendaria associata all’acqua e alle tradizioni popolari. Nel suo ritorno sulla riva si intrecciano mito, spiritualità antica e memoria condivisa: un modo per evocare il tempo in cui attorno ai corsi d’acqua si chiedevano protezione, fertilità e abbondanza, ma anche si costruivano riti e relazioni sociali.
Tra leggende, geografia e ferite del territorio
Nel corso della rappresentazione la protagonista ripercorre la vicenda del Piave in molte delle sue dimensioni: il tracciato del fiume, la navigazione, la pesca, la vita quotidiana lungo le sponde, le dominazioni che si sono succedute e i conflitti che ne hanno segnato la storia.
Lo spettacolo non si ferma però al passato. Nel racconto trovano spazio anche le modifiche imposte dall’uomo, i cambiamenti del corso d’acqua e gli effetti che questi interventi hanno lasciato sul territorio. È qui che la dimensione poetica si salda con una lettura più concreta del presente.
Una drammaturgia costruita sui fiumi
“Storie di fiume, fiume di storie” nasce da un lavoro di ricerca portato avanti da oltre trent’anni da Bruna Braidotti e Giulio Ferretti. Il loro percorso si è concentrato sulle comunità rivierasche, sulle tradizioni popolari e sulle figure simboliche legate all’acqua, fino a definire una vera e propria drammaturgia fluviale.
Ogni allestimento viene adattato al corso d’acqua che lo ospita. Per questo anche la tappa di San Donà assume un valore specifico: il Piave diventa chiave narrativa, culturale e civile, con un racconto che prova a restituire al fiume il suo peso nella costruzione dell’identità locale.
Le versioni già realizzate sono più di cento, tutte diverse tra loro pur mantenendo la stessa matrice di fondo: rimettere al centro il rapporto tra natura e comunità, interrogando anche il modo in cui oggi si guarda ai fiumi.
Per chi desidera avere maggiori informazioni sulla Compagnia di Arti e Mestieri sono disponibili i contatti 0434 40115 e 340 0718557. L’appuntamento di Chiesanuova aprirà così il festival con uno sguardo che, a San Donà, parla prima di tutto al territorio e alla sua storia d’acqua.