Quid rilancia da Verona: formazione, lavoro inclusivo e una campagna che guarda anche a Padova
Tra Avesa e Teatro Ristori l’impresa sociale veronese ha riunito aziende e istituzioni, presentando il piano 2026 per nuovi percorsi di inclusione.
Verona ha ospitato una giornata costruita attorno a un tema molto concreto: come trasformare inclusione e sostenibilità in strumenti di lavoro, impresa e collaborazione stabile tra soggetti diversi. Al centro c’è stata Quid, realtà nata nel Veronese, che il 21 maggio ha promosso “A Bigger Game – Un gioco più grande per vittorie condivise” con ELIS Innovation Hub e il sostegno di Fondazione Cariverona.
L’iniziativa ha messo in relazione il laboratorio di Avesa e il Teatro Ristori, con un programma che ha coinvolto aziende, fondazioni, istituzioni e organizzazioni del territorio. Il filo conduttore è stato quello di un confronto su modelli capaci di generare insieme valore sociale, ambientale ed economico.
Il percorso si inserisce nel Social Innovation Roadshow e nel programma ELIS “Includere per Crescere”. Nei diversi momenti della giornata si è parlato di ESG, filiere responsabili, inserimento lavorativo e gestione della diversità nei contesti aziendali.
La campagna 2026 parte da Verona e si allarga
Uno dei passaggi più rilevanti della serata è stata la presentazione della raccolta fondi 2026, intitolata “A Ticket to a Bigger Future”. L’obiettivo indicato da Quid è attivare otto nuovi percorsi di formazione e inclusione professionale nei laboratori di Verona e nella nuova sede di Padova.
La rete di imprese coinvolte ha già iniziato a sostenere il progetto attraverso “Partners for the Future”, programma che permette alle aziende di contribuire con ore di formazione e con un supporto diretto alla costruzione di nuove opportunità per persone in condizioni di vulnerabilità.
Tra i soggetti che hanno aderito figurano, tra gli altri, Avio Parking-Abeona srl, Brigaldara, Farmacia Borgarelli, Fasac Spa, Gentili Mosconi, Gruppo Contec-Pronext, Holding Intergea Nord Est con Autoteam, Autoteam 9 e Ferrari Motors, Infermentum, Logistica Uno, Prodeco Pharma, Sirti, Vertours Srl e Zuegg.
Dal laboratorio di Avesa un confronto su impatto e lavoro
La prima parte dell’appuntamento si è svolta nel laboratorio Quid di Avesa, con un format pensato per far conoscere da vicino l’attività dell’impresa sociale veronese. I partecipanti hanno preso parte a una visita degli spazi produttivi e a tavoli tematici dedicati ad alcuni nodi oggi centrali per il mondo organizzativo.
Tra i temi affrontati ci sono stati procurement a impatto, filiere etiche, inclusione lavorativa, disability management, valorizzazione del talento migrante e strumenti per misurare gli effetti delle politiche ESG. Non solo teoria, ma anche esperienze aziendali e casi concreti condivisi durante il confronto.
Il messaggio emerso dal pomeriggio veronese è stato chiaro: la cooperazione tra imprese tradizionali, realtà a impatto sociale e soggetti istituzionali viene letta come una leva utile per rendere più strutturali i cambiamenti richiesti dal mercato del lavoro e dalla transizione sostenibile.
La serata al Ristori e il debutto live di TEXTURE
Nella seconda parte della giornata il programma si è spostato al Teatro Ristori, aprendo il confronto anche alla città. In questa cornice ha debuttato dal vivo TEXTURE, il podcast di Quid, pensato come spazio di racconto e approfondimento sui temi dell’impatto collettivo.
Sul palco si sono alternati ospiti provenienti da ambiti diversi, chiamati a portare testimonianze e visioni sulle trasformazioni sociali ed economiche in atto. Tra loro Demetrio Albertini, Anna Gionfriddo, amministratrice delegata di ManpowerGroup Italia e presidente JA Italia, Gianluigi de Palo di Fondazione Oltre, Fabio Brescacin di EcorNaturaSì e Rachele Peretti, capitana e attaccante dell’Hellas Verona Women.
A sostenere l’evento come sponsor sono stati FIEGE Ecommerce Logistics, ESG Solution Srl SB, Vertours Srl, FRS Consulting Srl, Prisma Studio S.T.P Srl, MIC Spa, Gladiotex, M7 Social Project e La Giardiniera di Morgan. Per il brindisi e l’accoglienza hanno contribuito anche ZENI 1870, Zuegg, Infermentum e Azienda Agricola Brigaldara.
Il nuovo foulard e l’identità del progetto
Nel corso della giornata è stato presentato anche “A Bigger Sky”, foulard in seta che Quid propone come accessorio iconico 2026. Il progetto nasce da “Piccoli Pensieri Blu”, laboratorio creativo di arteterapia sviluppato con l’illustratrice Bimba Landmann e con il coinvolgimento dei dipendenti dell’impresa nel mese di febbraio.
L’accessorio traduce in un prodotto tessile un percorso collettivo fatto di acquerelli, parole, emozioni e desideri. Un segno coerente con l’identità di Quid, che lega produzione etica, recupero di eccedenze tessili e percorsi di inclusione sociale.
Le parole delle promotrici e il peso di Quid sul territorio
Anna Fiscale, presidente e fondatrice di Quid, ha spiegato che il cambiamento passa dalla capacità di creare alleanze vere tra imprese, istituzioni, fondazioni e comunità locali, mettendo in comune competenze e responsabilità. La campagna presentata a Verona, ha sottolineato, nasce proprio per ampliare i percorsi di formazione e inserimento lavorativo tra Verona e Padova, mentre il podcast TEXTURE vuole diventare uno strumento per raccontare esperienze e stimolare una riflessione sul ruolo dell’impresa.
Giada Susca, Head of Social Innovation & Sustainability di ELIS Innovation Hub, ha collegato “A Bigger Game” all’esperienza costruita con il programma “Includere per Crescere”, spiegando che il progetto si sta evolvendo in un laboratorio condiviso tra attori diversi, con l’obiettivo di rispondere in modo più sistemico alle sfide sociali che attraversano il Paese.
Fondata nel 2013 da Anna Fiscale, Quid ha costruito nel tempo un modello che unisce sostenibilità ambientale e inclusione lavorativa, utilizzando eccedenze provenienti dai distretti italiani del tessile e del lusso. Oggi collabora ogni anno con oltre 100 aziende, impiega circa 170 persone di 23 nazionalità e sviluppa un fatturato intorno ai 7 milioni di euro, confermando un radicamento che per Verona ha anche un valore economico e sociale concreto.