Portogruaro diventa la casa dell’UCET: alla guida eletto Vincenzo Zollo
L’Unione dei circoli enogastronomici del Triveneto apre una nuova fase dal Veneto orientale. Assemblea a Bibione e piano di rilancio fino al 2029.
Per Portogruaro si apre una nuova centralità nel panorama delle associazioni legate alla cultura del cibo e del territorio. L’UCET, Unione Circoli Enogastronomici del Triveneto, ha scelto infatti di trasferire qui la propria sede, accompagnando la decisione con l’elezione di Vincenzo Zollo alla presidenza.
La nomina è arrivata all’unanimità sabato 29 agosto, nel corso dell’assemblea dei soci convocata ai Casoni Brunello di Bibione. Per l’associazione, che si avvicina al traguardo dei quarant’anni nel 2027, si tratta di un passaggio che ridisegna organizzazione e prospettive.
Zollo conosce da tempo la struttura interna dell’Unione: è stato vicepresidente UCET e prima ancora revisore dei conti. A Portogruaro il suo nome è inoltre legato all’Enoclub Portogruaro, di cui è vice gran maestro, una delle realtà che parteciparono alla nascita dell’associazione.
Nel suo percorso professionale rientrano attività nei campi della comunicazione, dell’editoria e del turismo, con un lavoro sviluppato da oltre trent’anni nella promozione culturale e turistica del territorio.
Una sede che si sposta nel Veneto orientale
Il trasferimento da Verona a Portogruaro è uno degli aspetti più significativi del nuovo assetto. La città diventa così il punto di riferimento amministrativo e simbolico di una rete che collega Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.
Per il territorio del Veneto orientale la scelta assume un peso specifico evidente, perché mette Portogruaro al centro di un sistema che intreccia produzioni locali, tradizioni popolari, accoglienza e iniziative culturali.
Il sindaco Luigi Toffolo ha letto questo passaggio come un riconoscimento importante per la città, destinata a rafforzare il proprio ruolo di luogo d’incontro per le confraternite del Triveneto, con possibili riflessi anche sul piano dell’attrattività turistica.
Nella stessa direzione va l’intervento di Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto e della Camera di Commercio Venezia-Rovigo, che ha richiamato il valore del patrimonio gastronomico e la necessità di trasmetterlo anche alle generazioni più giovani.
Il programma del nuovo mandato
La linea indicata da Zollo guarda al quadriennio 2026-2029 e punta su un’idea di tradizione capace di restare viva nel presente. Non soltanto conservazione, quindi, ma un lavoro per riportare pratiche, saperi e racconti nei contesti quotidiani, nelle scuole e negli strumenti digitali.
Tra i punti annunciati figurano il rilancio della rivista storica “Il Bàcaro”, una nuova organizzazione della presenza online con sito e canali social, e una comunicazione più coordinata tra i circoli che fanno parte dell’Unione.
È previsto inoltre un cambiamento anche sul piano della partecipazione: per i primi tre anni saranno sospese le quote associative. L’obiettivo è favorire un coinvolgimento costruito soprattutto attraverso contenuti condivisi, come ricette, fotografie, testimonianze, eventi e materiali utili alla vita della rete.
La direzione dichiarata è quella di rendere l’UCET più aperta e più capace di parlare a chi oggi guarda al mondo delle confraternite come a una realtà distante. Nella sintesi proposta ai soci, Zollo ha indicato un principio semplice: le tradizioni continuano a esistere se qualcuno decide di rimetterle in movimento.
L’assemblea a Bibione e il valore del contesto
La scelta dei Casoni Brunello non ha avuto un significato soltanto organizzativo. L’assemblea si è svolta in un luogo che richiama in modo diretto una parte profonda dell’identità lagunare e costiera dell’alto Adriatico.
I casoni, legati storicamente alla vita dei pescatori e delle comunità di valle, raccontano infatti un mondo fatto di acqua, cucina, lavoro e convivialità. Riunire qui i circoli dell’Unione ha dato alla giornata un valore simbolico preciso, collegando il cambio di guida ai luoghi da cui molte tradizioni sono nate e si sono tramandate.
Verso il quarantennale dell’associazione
L’UCET fu fondata il 31 maggio 1987 dall’incontro tra realtà del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige, con l’intento di custodire e diffondere il patrimonio enogastronomico del Triveneto.
In vista del 2027, anno del quarantesimo anniversario, il cambio di presidenza e il nuovo radicamento a Portogruaro vengono letti come l’avvio di una fase diversa, più che come una semplice ricorrenza celebrativa. Anche Luca Geronazzo, presidente di Confartigianato-Imprese Veneto Orientale, ha richiamato il profilo di Zollo, legato al giornalismo, all’editoria, alla comunicazione digitale e ai progetti di valorizzazione dell’identità locale.
Il passaggio deciso a Bibione consegna dunque a Portogruaro un ruolo nuovo dentro l’Unione: da qui partirà il lavoro con cui l’UCET punta a rilanciare la propria attività su scala triveneta, tenendo insieme memoria, promozione del territorio e nuove forme di partecipazione.