Jesolo, Caribe Bay punta a far restare i turisti più a lungo: nuove aree relax e focus sulle famiglie
Le analisi sul pubblico spingono il parco verso comfort, wellness e servizi mirati: l’obiettivo è rafforzare il legame con i soggiorni sul litorale.
Per Jesolo il tema non è soltanto quante persone arrivano, ma quanto a lungo scelgono di fermarsi. È dentro questa prospettiva che Caribe Bay legge i risultati di due indagini di mercato, dalle quali emerge un cambiamento netto: il parco acquatico viene visto sempre più come parte di una vacanza e non solo come tappa di una singola giornata.
Il dato interessa da vicino il litorale veneziano, perché incrocia il modello turistico della località. Se il pubblico abbina l’esperienza nel parco a una permanenza di più notti, cambia anche il peso che una struttura del genere può avere nell’economia dell’ospitalità, dai pacchetti con gli hotel fino alla programmazione dell’offerta per famiglie e giovani.
La doppia ricerca è stata commissionata dalla struttura jesolana e condotta sia su un campione rappresentativo della popolazione italiana sia tra visitatori che conoscono già il parco. Il quadro che ne esce racconta un pubblico meno orientato al solo effetto adrenalina e più attento alla qualità del tempo trascorso, ai servizi e agli spazi in cui rilassarsi.
Jesolo e il parco come leva per il soggiorno
Caribe Bay accoglie ogni anno oltre 300mila visitatori tra italiani e stranieri e si sviluppa su 80mila metri quadrati. Nell’offerta rientrano 27 attrazioni, ambientazioni a tema caraibico, aree sabbiose, spettacoli e punti ristoro, con un impianto che ormai va oltre la classica idea di parco acquatico.
Questo posizionamento si riflette anche nei rapporti con le strutture ricettive di Jesolo. La collaborazione con gli alberghi attraverso formule che uniscono ingresso e pernottamento si inserisce infatti in una tendenza che, secondo l’indagine, appare sempre più solida: il parco viene associato a una vacanza completa, non a una semplice escursione.
Famiglie e giovani chiedono esperienze diverse
Tra i numeri raccolti, uno dei più indicativi riguarda il ruolo dei parchi acquatici nel tempo libero: li cita tra le attività preferite il 38% degli italiani, quota che sale al 41% nel Triveneto. L’interesse cresce ulteriormente quando si parla di strutture tematizzate, capaci di affiancare alle attrazioni un contesto più ampio fatto di scenografia, intrattenimento e servizi.
Per Caribe Bay conta soprattutto la motivazione della visita: nel 67% dei casi prevale la voglia di condividere l’esperienza con figli, amici o parenti. Il divertimento resta centrale, ma è sempre più legato alla dimensione dello stare insieme.
Le richieste però non sono identiche per tutti. Le famiglie con bambini privilegiano ombra, tranquillità, attrezzature dedicate e soluzioni comode per restare l’intera giornata. Il pubblico tra i 18 e i 34 anni continua invece a cercare scivoli e intrattenimento, ma mostra anche interesse per spazi in cui fermarsi, rilassarsi e socializzare tra musica e aperitivi.
Le scelte già visibili e i progetti in arrivo
Una parte di questa impostazione è già presente nell’organizzazione del parco. L’area Pirates’ Bay, ad esempio, è pensata per i nuclei familiari con spiaggia attrezzata, laguna a bassa profondità, gazebo riservati, nursery e attrazioni rivolte ai più piccoli. Accanto a questa zona, la struttura propone ambienti che cercano di tenere insieme esigenze differenti, dalla sosta al relax fino alle attività più dinamiche.
Nell’offerta complessiva rientra anche il Caribbean Golf, minigolf a 24 buche inserito nel complesso jesolano. È un altro tassello della strategia che punta ad ampliare il tempo di permanenza e a distribuire l’esperienza su più momenti della giornata.
Le prossime mosse andranno però soprattutto nella direzione del benessere. L’amministratore delegato e direttore generale Luciano Pareschi ha spiegato che gli esiti della ricerca stanno orientando i futuri investimenti, con un rafforzamento della componente comfort accanto alle attrazioni più spettacolari.
Tra gli interventi annunciati c’è una nuova area wellness con vasche idromassaggio comunicanti e una piscina ad alta salinità progettata per richiamare il galleggiamento del Mar Morto. È il segnale più chiaro della trasformazione in corso: il parco vuole intercettare un pubblico che cerca sì divertimento, ma alternato a pause di benessere.
Un attore centrale per l’economia turistica locale
Fondato nel 1989 come Aqualandia e ribattezzato Caribe Bay nel 2019, il parco rappresenta oggi una delle realtà più rilevanti del turismo jesolano. A pieno regime impiega 220 persone ed è indicato come la più grande azienda della città.
Nel profilo della struttura rientrano anche attrazioni molto note come Shark Bay, Captain Spacemaker e la stessa Pirates’ Bay, mentre dallo scorso anno il parco segnala di essere diventato il primo parco divertimenti carbon neutral in Italia. Per Jesolo, dunque, la partita non riguarda solo l’intrattenimento: riguarda la capacità di rendere più ricco e più lungo il soggiorno di chi sceglie il litorale.
Se questa linea troverà conferma nei prossimi investimenti, Caribe Bay potrà rafforzare ulteriormente il suo ruolo di richiamo dentro l’offerta turistica veneziana, parlando non soltanto a chi cerca scivoli e spettacolo, ma anche a chi in vacanza vuole prendersi tempo.