Farsi trovare da ChatGPT e Gemini: cosa cambia per le imprese venete

Google non è più l’unico punto d’accesso: la GEO aiuta le PMI a essere comprese e citate da ChatGPT, Gemini e altri motori AI

31 agosto 2026 10:00
Farsi trovare da ChatGPT e Gemini: cosa cambia per le imprese venete -
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La ricerca di servizi e prodotti online sta cambiando, molte persone non cercano più solo su Google, ma chiedono direttamente ad un'intelligenza artificiale quale azienda o professionista scegliere. Per le PMI del Veneto è un cambio di scenario che pochi hanno ancora compreso.

Ne abbiamo parlato con Alessandro Giovanazzi, esperto SEO e GEO a Verona e titolare di AG2 Web Agency S.r.l., società con sede a Rovereto che segue progetti web per aziende Trentine, ma anche di Verona, del Veneto e di tutto il Nord-Est da oltre quindici anni.

Digitare "idraulico a Verona" su Google e chiedere a ChatGPT "chi mi consigli come idraulico a Verona" sono due azioni con lo stesso intento,ma producono due risultati diversi. Nel primo caso l'utente riceve dieci link, e può scegliere quale sito web navigare. Nel secondo riceve due o tre nomi, già filtrati. Essere in quella rosa ristretta è diventato l'obiettivo di una disciplina che ha un nome preciso: GEO, Generative Engine Optimization.

Partiamo dalle basi: cos'è la GEO?

«La GEO, Generative Engine Optimization, è l'insieme delle attività che rendono un sito web comprensibile e citabile dai motori generativi: ChatGPT, Google Gemini, Perplexity, Google AI Overview. La SEO tradizionale punta a far comparire un sito tra i risultati di ricerca. La GEO punta a farlo diventare la fonte da cui l'intelligenza artificiale prende la risposta che darà all'utente. Sono due obiettivi collegati ma non identici.»

Quindi la SEO, come si sente ripetere spesso, è morta?

«No, ed è una delle affermazioni più dannose che circolano in questo momento. Ho eseguito un test su 40 progetti SEO per verificare se il lavoro SEO influisse sulle menzioni all'interno di ChatGPT, Gemini e Perplexity. Il risultato è chiaro: i siti che avevano fatto ottimizzazioni seriedi “SEO on site”, ed anche di “SEOoff site”, hanno ora una base di citazioni nelle intelligenze artificiali nettamente superiore rispetto a chi aveva lavorato solamentesulla ottimizzazione del sito web. Chi invece ha realizzato un sito vetrina senza basi SEO serie, a meno che non abbia un brand molto forte alle spalle, non viene menzionato affatto. È morta la SEO fatta male, non la SEO.»

Cosa deve fare concretamente un'azienda veronese che vuole essere consigliata da un'AI?

«Tre cose, in ordine. La prima riguarda il sito: contenuti che rispondano alle domande in modo diretto ed esplicito, titoli formulati come domande, definizioni chiare dei termini, sezioni di domande e risposte, dati strutturati che dicano all'algoritmo chi sei, dove sei e cosa fai. La seconda riguarda tutto ciò che sta fuori dal sito: recensioni, citazioni, articoli su altre testate. La terza è la presenza sui canali che le AI usano come fonti di validazione, LinkedIn e YouTube in primo luogo.»

Perché il lavoro fuori dal sito conta così tanto?

«Perché sul proprio sito chiunque può definirsi il migliore. L'intelligenza artificiale lo sa e va a verificare altrove. Incrocia recensioni, cerca se altre fonti parlano di quell'azienda, controlla se sui canali di settore quell'attività è viva o è un fantasma. Il compito di chi fa questo mestiere è disseminare il web di prove verificabili che confermino quello che l'azienda dichiara sul proprio sito. Senza quelle prove, il sito da solo non basta.»

Il fattore territoriale ha ancora un peso?

«Ne ha moltissimo, ed è la buona notizia per le PMI. Su una ricerca nazionale una piccola impresa veronese difficilmente batte i grandi portali. Su una ricerca locale la partita è aperta: la scheda Google Business Profile curata, le recensioni reali, la coerenza tra nome, indirizzo e telefono su tutte le fonti, i contenuti che parlano esplicitamente del mercato di Verona e provincia. Sono segnali che un'azienda del territorio può costruire meglio di chiunque altro.»

Quanto tempo serve per vedere risultati?

«In genere tra i sei e i dodici mesi per un risultato stabile. In settori poco competitivi i primi segnali arrivano prima. Diffiderei di chiunque prometta risultati in poche settimane, significa che sta vendendo qualcos'altro.»

Da dove partirebbe un imprenditore che legge questa intervista?

«Da cinque azioni concrete. Aprire Google Search Console e individuare le pagine con molte visualizzazioni e pochi click, perché quelle sono già finite nelle risposte AI. Aggiungere a ogni pagina importante una sezione di domande e risposte, con il relativo markup. Firmare i contenuti con nome, foto e competenze dell'autore. Controllare che il file robots.txt non stia bloccando i crawler delle AI, cosa che succede più spesso di quanto si creda. E registrare il sito su Bing Webmaster Tools, perché ChatGPT si appoggia a quell'indice. Sono operazioni alla portata di tutti e mettono già un'azienda avanti rispetto alla grande maggioranza dei siti italiani. Ovviamente non bastano, sono solo una piccola percentuale delle attività che andrebbero fatte, ma meglio partire con poco, piuttosto che non partire.»

Chi è Alessandro Giovanazzi

Consulente SEO e GEO Specialist, titolare di AG2 Web Agency S.r.l. Oltre quindici anni di esperienza e più di 200 progetti realizzati tra realizzazione di siti web e progetti di posizionamento, con clienti nei settori e-commerce, sanità, manifatturiero, ospitalità e sport. Operasu Verona, Veneto, Trentino e Nord-Est Italia. Sito: alessandrogiovanazzi.it

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