Pianificazione del territorio, la Regione apre il confronto sul nuovo Piano: sessanta giorni per le osservazioni
Adottata la Variante al Piano di governo del territorio: focus su recupero delle aree esistenti, minore consumo di suolo e consultazione pubblica
Si apre la fase pubblica di un passaggio destinato a incidere sulle scelte urbanistiche dei prossimi anni. La Regione ha adottato la Variante al Piano di governo del territorio, avviando l’iter che permette a enti, categorie, associazioni e cittadini interessati di inviare osservazioni e contributi sul nuovo impianto di pianificazione.
La documentazione sarà resa disponibile attraverso il Bollettino ufficiale regionale e sui canali istituzionali. Da quel momento scatteranno i termini: 45 giorni per i contributi legati alla Valutazione ambientale strategica e 60 giorni per osservazioni e opposizioni sulla Variante.
Una cornice nuova per le scelte urbanistiche
Il provvedimento, nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, segna un cambio di passo rispetto agli strumenti precedenti. L’assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha spiegato che il nuovo Piano arriva dopo il superamento del vecchio impianto urbanistico risalente al 1978 e del PGT del 2013, rimasto senza applicazione concreta.
Secondo la Regione, l’adozione della Variante si inserisce insieme alla nuova legge urbanistica regionale 11/2026 in un percorso che punta a ridisegnare città, paesi e assetto complessivo del territorio con una visione più aggiornata e strategica.
Suolo, spazi agricoli e sviluppo diffuso
Uno degli elementi centrali del Piano riguarda il rapporto tra trasformazioni urbane e tutela del territorio. L’impostazione illustrata dalla Giunta mette al centro il contenimento del consumo di suolo, scegliendo di privilegiare il riuso e la riqualificazione rispetto all’espansione.
Tra i punti evidenziati c’è anche il diverso peso attribuito alle aree agricole, che non vengono lette come semplici spazi residuali. L’obiettivo dichiarato è riconoscerne il valore specifico con criteri di analisi più puntuali, dentro una pianificazione capace di tenere insieme sostenibilità, attività economiche e vocazioni territoriali differenti.
Nello stesso quadro rientra anche il tema turistico. La Regione indica la volontà di superare una visione rigida, legata a poche zone a destinazione esclusiva, per ampliare le opportunità in modo più diffuso.
Recupero urbano e riuso delle aree dismesse
Il capitolo forse più rilevante riguarda la rigenerazione urbana. La Variante punta infatti a riportare al centro il patrimonio già costruito, con l’idea di riattivare edifici, comparti e funzioni oggi sottoutilizzati o abbandonati.
In questo disegno trovano spazio anche le aree dismesse, comprese quelle di origine militare, considerate una possibile leva per nuovi interventi da sviluppare in collaborazione con i Comuni e con i soggetti che saranno coinvolti nelle future progettazioni.
Il percorso già svolto e la fase che si apre
Prima dell’adozione, il progetto è stato costruito attraverso un confronto durato diversi mesi. Tra gennaio e luglio 2026 si sono tenuti 23 incontri con amministrazioni pubbliche, enti territoriali, categorie economiche, ordini professionali, università e associazioni, chiamati a discutere obiettivi e contenuti della Variante.
L’adozione preliminare da parte della Giunta risale al 31 luglio 2026. Successivamente sono arrivati i pareri favorevoli della IV Commissione consiliare permanente e del Consiglio delle Autonomie locali. In parallelo è andata avanti la procedura ambientale, comprensiva della valutazione di incidenza e dei passaggi con i soggetti competenti.
È stata attivata anche la consultazione transfrontaliera, ma né Austria né Slovenia hanno manifestato interesse a prendere parte al procedimento. Ora il passaggio decisivo è quello del confronto pubblico: dalle osservazioni raccolte potrà arrivare un contributo concreto alla stesura definitiva dello strumento regionale.