Patrimonio conteso con Venezia, Cavallino-Treporti rilancia: pronta una nuova azione civile

L’amministrazione comunale conferma la linea sul 6,82% da calcolare sull’intero patrimonio e prepara un nuovo mandato legale.

13 ottobre 2026 18:59
Patrimonio conteso con Venezia, Cavallino-Treporti rilancia: pronta una nuova azione civile -
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La partita tra Cavallino-Treporti e Venezia sulla ripartizione dei beni dopo la separazione amministrativa è tutt’altro che chiusa. Dal confronto in commissione consiliare è emersa la scelta di andare avanti sul piano giudiziario, con l’obiettivo di far riconoscere al Comune una quota che, secondo l’amministrazione, non può essere limitata al solo patrimonio netto.

Al centro della linea indicata dalla sindaca Roberta Nesto c’è sempre lo stesso punto: il 6,82% che il Comune rivendica deve essere applicato all’insieme del patrimonio, includendo anche i conferimenti. Per l’ente, proprio su questo aspetto non ci sarebbe ancora stata una decisione di merito capace di chiudere definitivamente la questione.

Una vertenza che resta aperta

L’orientamento emerso è quello di non arretrare finché esistono margini legali da percorrere. La tesi sostenuta da Cavallino-Treporti è che il territorio abbia contribuito negli anni alla formazione delle risorse e dei beni facenti capo a Venezia prima dell’autonomia comunale, e che quindi abbia titolo a una quota più ampia di quella già riconosciuta.

In questa fase l’amministrazione considera decisivo il tema dei conferimenti e delle disponibilità presenti al momento della divisione. Secondo quanto illustrato in sede consiliare, il passaggio già affrontato davanti ai giudici avrebbe preso in esame una base patrimoniale ritenuta dal Comune troppo ristretta.

Quanto vale il nodo economico

La parte della contestazione su cui il Comune intende tornare davanti al giudice civile avrebbe un valore superiore ai 20 milioni di euro. È questa la dimensione economica del segmento che l’amministrazione ritiene ancora non definito nel merito.

Nel dibattito è stato ricordato anche un quadro più ampio: la richiesta complessiva avanzata da Cavallino-Treporti superava i 50 milioni. Tra i punti ritenuti ancora aperti vengono indicati le somme liquide presenti nel bilancio veneziano all’epoca della divisione e le risorse successivamente tradotte in opere pubbliche.

Nuovo mandato legale per portare avanti la causa

Per sostenere questo nuovo passaggio, il Comune intende affidare un incarico all’avvocato Giacomo Quarneti, chiamato a definire l’impostazione dell’azione civile. La strategia annunciata punta a riportare davanti al tribunale competente la questione del riconoscimento delle somme collegate ai conferimenti.

La sindaca ha descritto il percorso come lungo e complesso, ma ha confermato la volontà politica di proseguire. La posizione dell’amministrazione, in sostanza, è che una rinuncia non possa nascere dal timore di un esito sfavorevole, ma solo da una decisione definitiva sul piano giudiziario.

Le prossime opzioni sul tavolo

Per ora la scelta resta quella di muoversi all’interno della giustizia italiana. Solo in un secondo momento, e soltanto in caso di esito negativo, il Comune valuterà un eventuale ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, ritenendo in gioco un interesse che riguarda l’intera comunità locale.

Accanto al fronte processuale resta anche quello politico. Eventuali ipotesi di accordo, è stato chiarito, verrebbero valutate non soltanto in base alla cifra proposta, ma anche alle condizioni collegate e alle possibili rinunce richieste a Cavallino-Treporti.

Nel confronto consiliare è intervenuto anche il capogruppo del Patto Civico Filippo Toso, secondo cui quanto già ottenuto in passato non esaurisce le ragioni avanzate dal Comune. La linea ribadita è che ogni decisione debba poggiare sugli atti e sulle indicazioni dei legali, continuando a seguire tutte le strade ritenute ancora praticabili.

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