Parti sospesi a Portogruaro, da Latisana arriva la richiesta di un piano per assorbire le future mamme del Veneto
Con la chiusura del punto nascita portogruarese dal 1° novembre, la consigliera Simona Liguori chiede alla Regione Fvg di rafforzare subito il reparto di Latisana.
La sospensione dei parti a Portogruaro dal 1° novembre rischia di spostare una parte delle nascite verso l'ospedale di Latisana, struttura friulana che per molte famiglie dell'area di confine rappresenta l'opzione più vicina. Da qui la richiesta politica di preparare il reparto con anticipo, prima che l'aumento dell'utenza diventi concreto.
A sollevare il tema è la consigliera regionale del Friuli Venezia Giulia Simona Liguori, esponente del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, che si rivolge al presidente Massimiliano Fedriga chiedendo una linea chiara sul futuro del punto nascita latisanese.
Il tema tocca da vicino anche il Veneto orientale, perché la riorganizzazione del servizio a Portogruaro potrebbe cambiare le scelte di molte donne residenti tra il Veneziano e la fascia di confine, orientandole verso il presidio sanitario più facilmente raggiungibile.
Il nodo dei collegamenti tra Veneto orientale e Bassa friulana
Nella valutazione richiamata da Liguori, la distanza tra Portogruaro e Latisana è contenuta, con tempi di percorrenza in auto molto ridotti. Un elemento che, secondo la consigliera, pesa più dei confini amministrativi quando una famiglia deve scegliere dove affrontare parto e degenza.
Il ragionamento è semplice: se una struttura è più comoda e rapida da raggiungere rispetto ad altre sedi venete o regionali, è plausibile che diventi il primo riferimento. In quest'ottica, Latisana potrebbe intercettare una quota significativa di utenti provenienti dal territorio portogruarese.
Per Liguori si tratta di uno scenario da considerare subito, senza aspettare che il flusso si manifesti nei numeri. La sua richiesta punta infatti a una programmazione preventiva del servizio.
La proposta alla Regione Friuli Venezia Giulia
Alla Regione viene chiesto di intervenire su tre fronti: organico, dotazioni e offerta assistenziale. L'obiettivo indicato è mettere il reparto nelle condizioni di reggere un eventuale aumento delle richieste e, allo stesso tempo, consolidarne il ruolo in un'area che di fatto serve due territori confinanti.
Secondo la consigliera, il punto nascita di Latisana dovrebbe essere rafforzato con misure dedicate e immediate, così da garantire sicurezza ed efficienza in una fase che potrebbe modificare gli equilibri della rete ospedaliera locale.
Nella nota politica non vengono però quantificati né il numero di operatori da aggiungere né le risorse economiche necessarie, e non compare neppure una stima delle partorienti che potrebbero spostarsi dal Veneto verso il Friuli.
Un tema che riguarda anche Portogruaro
La discussione si inserisce nel confronto già aperto sul futuro del servizio nel Portogruarese, dove amministratori e comunità locale seguono con attenzione le conseguenze dello stop annunciato. Il possibile trasferimento di una parte dell'utenza oltre confine è uno degli effetti più immediati messi sul tavolo.
Per questo la questione non riguarda solo l'organizzazione sanitaria friulana, ma anche l'impatto che la chiusura del punto nascita avrà sui percorsi di cura delle famiglie del Veneto orientale. Tempi di viaggio, vicinanza e accessibilità potrebbero pesare in modo decisivo nelle scelte future.
L'appello anche al Comune di Latisana
Nel suo intervento, Liguori chiama in causa anche l'amministrazione comunale di Latisana, invitandola a sostenere apertamente il rafforzamento del reparto. L'idea è che il territorio si faccia trovare pronto davanti a una possibile domanda aggiuntiva proveniente dai comuni veneti più vicini.
Il nodo, in sostanza, è quello della gestione dei flussi sanitari in una zona di confine dove gli spostamenti per motivi di salute seguono spesso criteri pratici più che geografici. Da qui la sollecitazione a costruire per tempo una risposta organizzativa capace di evitare criticità e di offrire un riferimento stabile alle famiglie dell'area.