Vista dei ragazzi, nel Veneto Orientale un caso di miopia su tre: l’Ulss4 richiama famiglie e scuole alla prevenzione

Nel territorio dell’azienda sanitaria i giovani interessati sono circa 5.300 tra 8 e 15 anni. Al centro dell’allarme: meno tempo all’aperto e più esposizione agli schermi.

22 maggio 2026 20:22
Vista dei ragazzi, nel Veneto Orientale un caso di miopia su tre: l’Ulss4 richiama famiglie e scuole alla prevenzione -
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Nel Veneto Orientale la miopia tra bambini e adolescenti non è più un tema marginale. I numeri diffusi dall’Ulss4 fotografano una situazione che riguarda da vicino famiglie e scuola: tra gli 8 e i 15 anni, i ragazzi con questo difetto visivo sono circa 5.300, cioè quasi uno su tre.

Il dato emerge su una platea di 15.855 giovani residenti nei 21 Comuni compresi nell’azienda sanitaria. Una quota significativa, che si inserisce in un andamento più ampio osservato anche a livello internazionale e che spinge i professionisti a insistere sulla diagnosi tempestiva e sugli stili di vita.

Perché il fenomeno preoccupa

La crescita della miopia in età evolutiva non viene letta soltanto come un aumento del bisogno di occhiali. Gli specialisti ricordano infatti che la progressione del disturbo può avere conseguenze più complesse sulla salute oculare e per questo intervenire presto diventa decisivo.

Secondo quanto richiamato dall’Ulss4, le proiezioni scientifiche indicano che entro il 2050 circa metà della popolazione mondiale potrebbe essere miope. È in questo contesto che il territorio del Veneto Orientale prova a rafforzare gli strumenti di prevenzione già nei primi anni di crescita.

Le abitudini quotidiane sotto osservazione

Tra i fattori indicati dagli specialisti ci sono certamente la predisposizione genetica, ma anche cambiamenti molto concreti nella vita di tutti i giorni. Il tempo trascorso fuori casa si è ridotto, mentre è aumentato quello passato davanti a smartphone, tablet, televisori e altri dispositivi digitali.

Giorgio Santin, direttore dell’Unità operativa complessa di Oculistica dell’Ulss4 Veneto Orientale, ha spiegato che oggi esistono strumenti per intervenire in anticipo e rallentare la progressione miopica. Accanto ai dispositivi ottici più recenti, resta fondamentale l’individuazione precoce dei casi attraverso controlli mirati.

Tra le indicazioni pratiche rilanciate dagli esperti c’è quella di garantire ai ragazzi almeno due ore al giorno all’aria aperta. L’esposizione alla luce naturale, è stato evidenziato, può contribuire a contenere l’insorgenza del problema e a limitarne l’evoluzione.

Il messaggio ai genitori sull’uso degli schermi

Nel confronto promosso dall’azienda sanitaria è stato dato spazio anche al ruolo dei pediatri, chiamati a orientare le famiglie su tempi e modalità di utilizzo dei device. L’impostazione proposta non è quella del divieto assoluto, ma di un impiego graduale e consapevole, calibrato sull’età dei bambini.

Le indicazioni richiamate prevedono niente schermi sotto i 2 anni, un limite di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e non oltre due ore dai 5 anni in avanti. A questo si aggiunge l’invito a non lasciare accesso libero al web senza supervisione adulta sotto i 13 anni e a rinviare il telefono personale prima di quell’età.

La strategia dell’Ulss4 nel territorio

L’azienda sanitaria punta su un lavoro condiviso tra oculisti, pediatri, ortottisti e ottici, con screening periodici e presa in carico il più possibile anticipata. L’obiettivo è costruire una rete che coinvolga non solo i professionisti, ma anche i genitori, chiamati a riconoscere per tempo segnali e comportamenti da correggere.

Sul tema è intervenuto anche il direttore generale dell’Ulss4 Carlo Bramezza, che ha definito la salute visiva di bambini e adolescenti una priorità per il territorio. Il riferimento è ai numeri già registrati nel Veneto Orientale e alla necessità di rispondere con prevenzione, collaborazione tra servizi e un’azione costante di sensibilizzazione.

Il punto è stato affrontato nel corso di un incontro a Villa Braida, a Mogliano Veneto, organizzato con il contributo di specialisti dell’area oftalmologica e pediatrica. Per il Veneto Orientale il messaggio è chiaro: la miopia nei più giovani va affrontata presto, prima che diventi un problema più pesante da gestire negli anni successivi.

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