Scuola di Marostica, la FLC CGIL Vicenza replica alle contestazioni: "Difendere docenti e autonomia"

Il sindacato interviene dopo il caso che ha coinvolto l’Istituto Comprensivo: procedure corrette, famiglie informate e tutela della libertà di insegnamento.

21 maggio 2026 22:24
Scuola di Marostica, la FLC CGIL Vicenza replica alle contestazioni: "Difendere docenti e autonomia" -
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Nel dibattito nato attorno all’Istituto Comprensivo di Marostica entra con una presa di posizione netta anche la FLC CGIL Vicenza, che sceglie di schierarsi a sostegno della comunità scolastica coinvolta. Per la sigla sindacale, quanto accaduto nelle ultime ore avrebbe trasformato un percorso interno alla scuola in un caso pubblico dai toni politici e mediatici.

La segreteria provinciale esprime solidarietà al dirigente, agli insegnanti, al personale scolastico e alle famiglie, includendo anche gli alunni. Nella nota, il sindacato parla di una vicenda che avrebbe finito per colpire chi vive la scuola ogni giorno, esponendo il lavoro educativo a una lettura esterna giudicata distorta.

Il punto del sindacato sulle procedure seguite

Uno degli aspetti su cui la FLC CGIL insiste riguarda la correttezza dell’iter con cui sarebbe stato sviluppato il progetto didattico finito al centro delle polemiche. Secondo il sindacato, l’attività sarebbe stata approvata negli organi collegiali dell’istituto e accompagnata dal consenso informato e dall’autorizzazione scritta dei genitori interessati.

Da qui la critica verso le reazioni maturate fuori dall’ambiente scolastico, in particolare sui social, dove secondo la sigla sarebbero stati espressi giudizi frettolosi su un percorso deciso nel rispetto delle regole interne della scuola. Per la FLC, il funzionamento democratico dell’istituzione non può essere messo in discussione senza conoscere atti, passaggi e responsabilità educative.

Il richiamo alla libertà di insegnamento

Nel documento trova spazio anche un riferimento esplicito all’articolo 33 della Costituzione, richiamato per ribadire il valore della libertà di insegnamento. Il sindacato sostiene che spetti ai docenti, nell’ambito della loro autonomia professionale, costruire attività capaci di sviluppare senso critico, comprensione della realtà e attenzione verso gli altri.

La stessa posizione viene collegata al tema dell’autonomia scolastica, considerata un presidio da preservare. Nella lettura della FLC CGIL Vicenza, la scuola pubblica non può essere trascinata dentro logiche di propaganda o sottoposta a pressioni politiche che ne riducano il ruolo educativo.

L’intervento di Giuseppe Marotta

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale provinciale Giuseppe Marotta, che parla di un nuovo attacco mediatico al mondo della scuola e richiama quanto avvenuto nei mesi scorsi al Liceo Fogazzaro di Vicenza. A suo giudizio, un percorso di educazione civica legittimo e trasparente sarebbe stato trasformato in uno scontro ideologico attraverso la cassa di risonanza dei social network.

Marotta definisce pesante il danno prodotto dall’esposizione pubblica della vicenda, sia per l’immagine dei professionisti coinvolti sia per la presenza di minori in un caso finito in rete. Il sindacato annuncia quindi che continuerà a sostenere la comunità scolastica di Marostica e, più in generale, i lavoratori della conoscenza contro tentativi di censura o condizionamento politico.

Educazione civica al centro del confronto

Nel testo diffuso dalla FLC CGIL Vicenza viene anche rivendicato il significato educativo del progetto contestato. Per il sindacato, parlare di solidarietà, diritti umani e rifiuto dell’indifferenza di fronte alle tragedie del presente rientra pienamente nei compiti della scuola della Repubblica e nei contenuti propri dell’educazione civica.

La conclusione della nota è chiara: per la sigla sindacale la scuola deve restare un luogo di pluralismo, inclusione e libertà. Un principio che, in questa vicenda nata a Marostica ma seguita con attenzione anche nel resto del Vicentino, viene indicato come il punto da cui ripartire per riportare il confronto entro i confini del rispetto istituzionale e del lavoro educativo.

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