Meteo Veneto, metà luglio tra afa e rischio temporali: il grande caldo colpirà soprattutto il Sud
Dal 14 luglio l’anticiclone africano tornerà a spingere sull’Italia. In Veneto effetti più sfumati sul fronte termico, ma con possibile instabilità anche marcata.
Per il Veneto la prossima settimana non dovrebbe tradursi nella parte più estrema della nuova fiammata africana, ma questo non significa una fase stabile. Le proiezioni indicano infatti una Penisola divisa: temperature roventi soprattutto al Centro-Sud, mentre al Nord, compresa la nostra regione, potrebbero pesare di più afa, sbalzi improvvisi e temporali localmente intensi.
Il passaggio chiave è atteso da martedì 14 luglio 2026, quando l’alta pressione di matrice nordafricana tornerà a rinforzarsi sul Mediterraneo centrale. Il suo baricentro, però, dovrebbe favorire in misura maggiore le regioni meridionali e le Isole Maggiori, lasciando il Veneto in una fascia meno esposta ai picchi assoluti ma più vulnerabile ai contrasti atmosferici.
Che cosa cambia per il Veneto
Nella nostra regione il caldo potrà farsi sentire, soprattutto nelle aree urbane e nelle ore serali, ma i valori previsti restano in generale più contenuti rispetto a quelli attesi al Sud. Il punto da seguire con attenzione è un altro: l’ingresso di correnti più instabili ai margini dell’anticiclone potrebbe innescare rovesci forti, grandinate e fenomeni anche bruschi.
Si tratta di uno scenario che si inserisce in una fase già caratterizzata, negli ultimi giorni, da alternanza tra temperature elevate e passaggi temporaleschi. Per il Veneto, dunque, il nodo non è soltanto la colonnina di mercurio, ma la possibile variabilità accentuata in un contesto comunque afoso.
Weekend di tregua prima della nuova spinta africana
Prima dell’affondo più deciso dell’aria calda, il fine settimana dovrebbe offrire un ridimensionamento almeno temporaneo delle temperature. In parallelo, restano possibili episodi instabili soprattutto al Nord e lungo le zone interne del Centro, passaggio che potrebbe rendere l’avvio della nuova settimana meno lineare di quanto suggerisca la sola parola “anticiclone”.
Secondo le elaborazioni richiamate da Meteo Giornale, l’aria molto calda risalirà dal comparto desertico algerino e verrà richiamata verso l’Italia dall’espansione dell’alta pressione tra Tunisia, Sardegna, Sicilia e Sud della Penisola.
Dove il caldo sarà più duro tra 17 e 20 luglio
La finestra considerata più delicata va dal 17 al 20 luglio 2026. In quei giorni il Sud e le Isole Maggiori potrebbero toccare le punte più elevate, con valori diffusamente oltre i 35-36 gradi e massime nelle aree interne capaci di salire fino a 43-44 gradi.
Le aree più esposte, secondo questo quadro, sono l’interno di Sardegna e Sicilia, parte della Calabria e il nord della Puglia. In Sicilia l’attenzione si concentra in particolare su Catanese, Siracusano, Ennese e Nisseno, territori dove i termometri potrebbero avvicinarsi ai 45 gradi.
Tra i riferimenti citati dagli esperti c’è anche quanto avvenne il 24 luglio 2023 in Sardegna, con punte di 45 gradi e il dato di 48,2 registrato a Jerzu e Lotzorai.
Afa notturna e masse d’aria molto calde in quota
Uno degli elementi più significativi riguarda la temperatura dell’aria alle quote medie. Gli scenari indicano isoterme fino a 28 gradi attorno ai 1600 metri, con primi segnali già da martedì sulla Sardegna e la possibilità, in alcuni passaggi, di valori persino più elevati a 850 hPa.
Tradotto al suolo, significa non solo giornate molto calde per il Mezzogiorno, ma anche condizioni afose persistenti lungo i litorali e durante la notte, complici acque marine già molto miti. Nel Nordest l’impatto dovrebbe essere meno estremo sul piano delle massime, ma il contesto resterà da monitorare perché l’energia accumulata in atmosfera può favorire temporali di forte intensità.
Al momento, quindi, per il Veneto la prospettiva è quella di una metà luglio da seguire con attenzione: meno caldo record rispetto al Sud, ma margini concreti per fasi instabili in una cornice comunque pienamente estiva.