Da Padova a Vallà, gli studenti dei Comics firmano il murale per i 100 anni di Pirandello
Nel festival The Wallà 2026 debutta il progetto con la Scuola Internazionale di Comics di Padova: un'opera di 27 metri dedicata a "Uno, nessuno e centomila".
C’è anche una forte impronta padovana nell’edizione 2026 di The Wallà, il festival che ogni anno ridisegna il volto di Vallà, frazione di Riese Pio X. La novità più significativa è un intervento lungo 27 metri nato dal lavoro degli studenti della Scuola Internazionale di Comics di Padova, chiamati a confrontarsi con un classico della letteratura italiana come “Uno, nessuno e centomila”.
Il murale prende spunto dal romanzo pubblicato da Luigi Pirandello nel 1926 e ne riporta al presente i temi centrali, a partire dalla crisi dell’identità. Un filo che, a distanza di un secolo, viene riletto attraverso immagini e linguaggi vicini alla sensibilità contemporanea e al mondo dei social.
Il debutto della scuola padovana nel festival
Per The Wallà si tratta di una collaborazione nuova, costruita insieme alla sede di Padova della Scuola Internazionale di Comics, realtà formativa attiva nelle arti visive, nella grafica e nel digitale. Il collegamento tra il festival e la scuola è nato grazie a due studenti, Alessia Konopka e Luca Gheno.
Il progetto è stato preparato per mesi in aula, prima di passare alla parete vera e propria. Per molti allievi questa esperienza ha rappresentato un cambio di scala netto: dal lavoro su supporti individuali alla realizzazione condivisa di un’opera pubblica, visibile dentro il tessuto del paese.
Un omaggio letterario trasformato in arte urbana
L’intervento dedicato a Pirandello si inserisce nel percorso con cui Vallà si è progressivamente trasformata in una galleria all’aperto. Negli anni il festival ha portato opere su edifici e spazi frequentati ogni giorno, dalle scuole ai campi sportivi, contribuendo a ridefinire l’immagine del centro abitato.
Secondo i dati del progetto, ogni murale supera mediamente i 60 metri quadrati e l’insieme degli interventi ha permesso di recuperare più di mille metri quadrati di superfici. Un risultato che ha dato continuità a un’idea di rigenerazione urbana fondata sull’arte e sulla partecipazione.
Le firme passate e i lavori collettivi
Nel tempo The Wallà ha ospitato artisti conosciuti anche fuori dall’Italia, tra cui Alicè, Ericailcane, Kraser, Zed1, Zentequerente, Tony Gallo, Vera Bugatti, Alessandra Carloni, Bastardilla, Agostino Iacurci, StenLex, Tellas, Franco Fasoli, Pixel Pancho, Joys e Orion.
Accanto alle opere firmate da nomi affermati, il festival ha costruito anche una propria dimensione partecipata. Nel 2022 era arrivata la trascrizione integrale delle “Avventure di Pinocchio” su un muro di 50 metri grazie al contributo di mille volontari. L’anno successivo era nato un murale dedicato a Gianni Rodari, accompagnato da testi selezionati dal concorso “Semi DiVersi”, che aveva coinvolto 256 poeti da tutta Italia.
Il 2024 aveva poi segnato un passaggio importante con il Wonderwallà Festival di fine agosto. In quell’occasione era stata realizzata l’opera collettiva “Il Piccolo Pixel”, ispirata al “Piccolo Principe” negli 80 anni dalla pubblicazione del libro e composta da 5.994 tasselli colorati a mano, assemblati con il contributo di residenti, artisti e visitatori.
La stagione 2026 entra nel vivo
Per il 2026, come ha spiegato Mauro Berti del Collettivo BocaVerta, il calendario del festival sta entrando nella fase più intensa. Oltre al grande murale ispirato a Pirandello, sono in via di completamento altri due interventi e cresce l’attesa per l’appuntamento previsto a fine agosto.
Intanto l’esperienza di The Wallà continua a suscitare interesse anche sul piano progettuale e accademico: il festival è stato oggetto di studio da parte del corso di laurea e del Master di II livello in Design di Prodotto della Raffles Milano Istituto Moda e Design, con lavori dedicati al rapporto tra imprese locali, paesaggio urbano e creatività.
Per il Veneto, e in particolare per il legame tra Padova e la Marca, l’opera del 2026 aggiunge un tassello significativo: da una scuola della città nasce un contributo che entra stabilmente nel museo diffuso di Vallà e porta nel territorio una rilettura contemporanea di Pirandello.