Marghera, alta adesione allo stop alla Berengo: il premio aziendale divide impresa e dipendenti

Al Petrolchimico la protesta sostenuta dalla RSU. I lavoratori chiedono 700 euro, l’offerta resta ferma a 250 euro in welfare.

13 ottobre 2026 18:32
Marghera, alta adesione allo stop alla Berengo: il premio aziendale divide impresa e dipendenti -
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Al Petrolchimico di Marghera la distanza tra azienda e dipendenti sul premio di risultato si è tradotta in una nuova giornata di sciopero. Alla Berengo, secondo i dati diffusi sul fronte sindacale, l’adesione ha raggiunto il 95%, segnale di una tensione che nel sito veneziano resta molto alta.

Il nodo è economico: le maestranze, insieme alla RSU, chiedono un riconoscimento da 700 euro, mentre la proposta messa sul tavolo dall’azienda è di 250 euro sotto forma di welfare. Una differenza che ha portato alla mobilitazione del 13 ottobre 2026.

Il confronto partito dai conti dell’azienda

Nella lettura della FIOM di Venezia, la discussione sul PDR non può essere separata dai numeri dell’ultimo bilancio pubblicato, riferito all’esercizio 2025 e approvato nell’assemblea ordinaria dei soci del 30 aprile 2026. È su questa documentazione, secondo il sindacato, che si è sviluppato il confronto.

Tra i dati richiamati vengono indicati un valore aggiunto di 7.490.021 euro, un Ebitda pari a 1.930.684 euro e un utile d’esercizio di 1.068.617 euro. La FIOM evidenzia inoltre il dato pro capite ottenuto rapportando l’utile al numero dei dipendenti: 10.375 euro.

Nel bilancio, sempre secondo quanto sottolineato dal sindacato, si segnala anche la capacità della struttura aziendale di assorbire le perdite legate ad alcuni appalti nelle manutenzioni meccaniche ed elettriche degli impianti.

Petrolchimico di Marghera, sciopero Berengo: adesione al 95% sul premio aziendale

La posizione dell’azienda al tavolo

Nei confronti svolti nella sede di Confindustria Veneto Est, la proprietà avrebbe sostenuto che non ci sarebbero le condizioni per riconoscere un importo in linea con la richiesta avanzata dai lavoratori. A pesare, nella posizione aziendale riferita dalla FIOM, sarebbero le difficoltà sui cantieri, la riduzione degli ordini e il fermo dell’officina.

Per il sindacato, però, questi elementi non bastano a spiegare una proposta limitata a 250 euro in welfare né la chiusura rispetto a margini di trattativa sui futuri premi di risultato.

Liquidità, compensi e clima sociale

Nella contestazione vengono citati anche altri indicatori societari. Tra questi la liquidità di Berengo Spa, riportata in 2.8488.044 euro, insieme a un quadro economico-finanziario definito positivo e a una valutazione di “assoluta tranquillità finanziaria” presente nella documentazione richiamata dalla FIOM.

Il sindacato menziona inoltre i compensi degli amministratori Ferrari Franco e Ferrari Gennj, indicati complessivamente in 176.083 euro. Da qui la critica a una proposta giudicata troppo lontana dalle attese dei dipendenti.

Petrolchimico di Marghera, sciopero Berengo: adesione al 95% sul premio aziendale

La vertenza di Marghera viene letta dalla FIOM anche dentro un contesto più ampio, segnato dall’erosione del potere d’acquisto, dall’inflazione e dall’aumento delle spese per energia, trasporti e servizi. Un quadro che, nella lettura sindacale, rende ancora più centrale il tema salariale.

La protesta può allargarsi oltre Marghera

Per ora la mobilitazione si è vista con il presidio e il volantinaggio davanti alla portineria del Petrolchimico, ma il sindacato avverte che senza risposte il confronto potrebbe spostarsi anche su altri luoghi di lavoro in cui opera Berengo.

Tra i siti indicati ci sono Fincantieri e la bioraffineria. Un’eventuale estensione darebbe alla vertenza nata a Marghera un peso ancora più ampio nel panorama industriale veneziano.

Petrolchimico di Marghera, sciopero Berengo: adesione al 95% sul premio aziendale

La giornata di sciopero di oggi riporta così al centro uno dei temi più sensibili per l’area industriale di Porto Marghera: il rapporto tra risultati d’impresa, salari e riconoscimento economico ai lavoratori.

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