Marcesina riparte dal bosco: in arrivo 3mila nuove piante nell’area ferita da Vaia
Sabato 23 maggio appuntamento al Rifugio Marcesina per una giornata aperta al pubblico: il progetto punta a ricostruire una foresta più adatta al clima che cambia.
Non è soltanto una piantumazione simbolica, ma un nuovo tassello nella ricostruzione ambientale di uno dei luoghi più esposti agli effetti di Vaia. Sabato 23 maggio alla Piana di Marcesina, sull’Altopiano di Asiago, verranno messe a dimora 3mila piante in un’area che dal 2018 convive con le conseguenze della tempesta che ha trasformato il paesaggio forestale del Nord-Est.
L’iniziativa riguarda da vicino anche il Veneto, perché nasce dal lavoro di Etifor, spin-off dell’Università di Padova, insieme a WOWnature, con il sostegno di Alì Supermercati e il coinvolgimento dei clienti. Il programma non si esaurisce in una singola giornata: l’intervento rientra infatti in un percorso di riforestazione destinato a svilupparsi nei prossimi cinque anni su circa 30 ettari.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: non ricreare semplicemente il bosco che c’era prima, ma costruirne uno più solido davanti agli eventi meteo estremi e meno vulnerabile all’azione del bostrico, l’insetto che negli ultimi anni ha aggravato la sofferenza di molte foreste alpine.
Una giornata aperta a famiglie e visitatori
Il ritrovo è previsto alle 10 al Rifugio Marcesina. La mattinata sarà organizzata come un momento insieme operativo e divulgativo, con una camminata accompagnata da una guida forestale e, a seguire, con la messa a dimora delle nuove piante.
Gli organizzatori hanno pensato l’appuntamento come un’esperienza accessibile anche alle famiglie: il percorso indicato è adatto ai passeggini e sono ammessi anche i cani. Accanto ai collaboratori dell’azienda parteciperanno quindi cittadini e nuclei familiari interessati a conoscere più da vicino il territorio e il lavoro di recupero in corso.
Perché a Marcesina si scelgono specie diverse dal passato
La Piana di Marcesina presenta condizioni ambientali molto particolari. Federico Corrò, Ecosystem Restoration e Project Manager di WOWnature, ricorda che si tratta di uno dei punti più freddi d’Italia: a quota 1.300 metri e senza rilievi capaci di ripararla dal vento, durante l’inverno si registrano mediamente temperature fino a -20 gradi. In un contesto così severo, la composizione del nuovo bosco non può essere casuale.
Prima di Vaia, in quest’area prevaleva l’abete rosso, una specie che però ha mostrato limiti evidenti: apparato radicale poco profondo, chioma sempre esposta alle raffiche e forte sensibilità al bostrico. Per questo il nuovo impianto punta su una maggiore varietà, con faggi, larici, abeti bianchi, sorbi montani, sorbi degli uccellatori, saliconi e betulle.
La distribuzione delle piante seguirà un disegno irregolare, più vicino ai processi naturali del bosco. L’idea è favorire biodiversità, equilibrio ecologico e capacità di adattamento nel tempo. Corrò ha spiegato che il larice, perdendo gli aghi in inverno, reagisce meglio al vento; l’abete bianco sopporta temperature fino a -25 gradi e non è attaccato dal bostrico; betulle e sorbi contribuiscono invece a migliorare il suolo, preparando l’ambiente per specie più longeve.
Un progetto più ampio per il futuro della piana
Quello di sabato rappresenta un passaggio dentro un piano di più ampia portata. Il traguardo complessivo indicato da WOWnature è superare i 40mila alberi su 30 ettari, con una configurazione naturaliforme. In altre parole, si punta a dare forma a una foresta più diversificata e capace di reggere meglio le trasformazioni climatiche attese nei prossimi anni.
Dal territorio è arrivato anche il sostegno dell’amministrazione comunale. Il sindaco di Enego, Marco Frison, ha definito l’intervento sostenuto da Alì Supermercati un aiuto concreto per la Piana di Marcesina, sottolineando che l’adozione di oltre 3mila alberi rappresenta un investimento nella rinascita dei boschi locali e un esempio di collaborazione utile tra pubblico e privato.
Per Alì, come ha ricordato il presidente Gianni Canella, piantare alberi significa trasformare l’attenzione ambientale in un gesto misurabile. L’azienda colloca l’intervento di Marcesina all’interno di un percorso già avviato: negli ultimi anni, anche attraverso la partecipazione dei clienti, ha contribuito alla donazione di quasi 54mila alberi tra Veneto ed Emilia-Romagna. Sabato, però, il dato più visibile sarà sul terreno: 3mila nuove piante per rimettere radici in una delle aree simbolo della fragilità e della ripartenza dei boschi veneti.