Lavoro e formazione, a San Donà il Don Bosco mette in contatto studenti e imprese del territorio

Due giornate nella scuola professionale salesiana con 35 aziende e oltre 150 giovani tra corsi curriculari, IFTS e ITS

28 maggio 2026 00:55
Lavoro e formazione, a San Donà il Don Bosco mette in contatto studenti e imprese del territorio -
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Il nodo, per molte aziende del Veneto orientale, è sempre lo stesso: trovare profili tecnici preparati e convincere i giovani a costruire qui il proprio futuro professionale. A San Donà di Piave la risposta è passata da un confronto diretto tra scuola e imprese, ospitato alla SFP Don Bosco, dove si è chiusa la due giorni “Dove sono tutti?”.

L’iniziativa ha coinvolto circa 120 studenti dei percorsi scolastici dell’istituto e più di 30 corsisti dell’IFTS e dell’ITS Digital Academy “Mario Volpato”, con la presenza di 35 aziende arrivate con spazi espositivi e momenti di incontro dedicati. Un appuntamento pensato per avvicinare chi si sta formando e chi, nel tessuto produttivo locale, è alla ricerca di nuove figure da inserire.

Il progetto è stato promosso da Nice2Job, iniziativa di Apindustria Servizi realizzata insieme a Confapi Venezia e ai Salesiani Don Bosco, con il contributo della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo. Al centro, la distanza ancora evidente tra domanda di lavoro e disponibilità di competenze, soprattutto nei settori tecnici e specializzati.

Una vetrina sul manifatturiero del Sandonatese e del Veneto orientale

Alla manifestazione hanno preso parte ragazzi dei cinque indirizzi della scuola professionale: elettrico, energia, informatico, meccanico e automotive. Il programma ha alternato momenti di ascolto e confronto a occasioni molto pratiche, costruite per far emergere aspettative, dubbi e priorità delle nuove generazioni davanti al mondo del lavoro.

Nel corso della prima giornata si è discusso anche di come le imprese riescano a raccontarsi ai giovani, tema sempre più rilevante in una fase in cui trattenere competenze sul territorio è diventato competitivo quasi quanto produrre. La seconda parte dell’iniziativa, invece, ha puntato sul contatto diretto: studenti e aziende si sono incontrati faccia a faccia in una formula vicina a quella dei career day, ma calibrata sulla realtà locale.

Le imprese: servono curiosità e capacità di crescere

Dagli interventi dei rappresentanti aziendali è emerso un punto comune: oltre alla preparazione di base, ciò che viene richiesto con maggiore insistenza è l’attitudine ad apprendere. Alberto Davanzo, titolare di Autodavanzo di Caorle, ha indicato nella curiosità il primo elemento ricercato, accanto alle competenze teoriche e pratiche maturate durante il percorso scolastico.

Sulla stessa linea anche Sara Magazzeni, HR di GE Grid Solutions di Noventa di Piave, che ha richiamato qualità come dinamismo, flessibilità, intraprendenza e problem solving. L’azienda, ha spiegato, in questa fase guarda in particolare a figure tecniche per l’ambito metalmeccanico, tra assemblaggio e cablaggio, con disponibilità a inserirsi in processi innovativi e in un contesto internazionale.

Dal settore del legno è arrivata invece la testimonianza di Sara Cracco, HR di 3B Spa di Salgareda. L’azienda punta anche su giovani alla prima esperienza, purché pronti a entrare in produzioni ad alta tecnologia, dove macchinari automatizzati e sistemi 4.0 e 5.0 richiedono familiarità crescente anche con la parte informatica. Il messaggio, anche in questo caso, è stato netto: si può partire dalle basi, ma servono voglia di mettersi in gioco e disponibilità a imparare.

Scuola, associazioni e Comune: trattenere i giovani è la vera sfida

Per Confapi Venezia, attraverso le parole del presidente Marco Zecchinel, il punto centrale oggi è riuscire ad attrarre talenti specializzati e accompagnarli in un percorso di crescita dentro le piccole e medie imprese. Un obiettivo che, rispetto a pochi anni fa, si è fatto più complesso perché sono cambiate le aspettative dei ragazzi e il modo in cui valutano il lavoro.

Francesco Cicogna, responsabile della progettazione del Don Bosco di San Donà, ha evidenziato il valore di un momento pensato per gli studenti in uscita, chiamati a misurarsi con aziende spesso molto vicine ma non sempre abbastanza conosciute. L’idea è mostrare che nel territorio esiste una rete industriale e manifatturiera capace di offrire occasioni concrete senza dover necessariamente cercare altrove.

Su questo aspetto si è soffermato anche il sindaco Alberto Teso, che ha definito il rapporto tra giovani e lavoro una questione educativa e sociale oltre che economica. Il tema di fondo resta quello di evitare la dispersione di competenze e offrire prospettive professionali qualificate a chi cresce nel Sandonatese. La due giorni del Don Bosco si è mossa proprio in questa direzione, mettendo insieme formazione, orientamento e contatti utili in un’area dove la richiesta di tecnici continua a essere alta.

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