Jesolo porta al JMuseo il volto più fragile della laguna: in mostra oltre cento opere

Dal 12 maggio 2026 all’11 gennaio 2027 un percorso tra dipinti, acquerelli e taccuini dedicati alle valli jesolane e alla biodiversità dell’Alto Adriatico.

12 maggio 2026 10:58
Jesolo porta al JMuseo il volto più fragile della laguna: in mostra oltre cento opere -
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Non solo spiaggia e stagione estiva: a Jesolo entra in primo piano anche il suo paesaggio più silenzioso, quello fatto di barene, canneti, acque salmastre e rotte degli uccelli. Al JMuseo ha aperto “Tra terra e acqua. La Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo”, esposizione che mette al centro un patrimonio naturale decisivo per il Veneto orientale.

L’appuntamento resterà visitabile dal 12 maggio 2026 all’11 gennaio 2027 e raccoglie più di cento lavori fra dipinti, acquerelli e taccuini. Il filo conduttore è la rappresentazione di un ambiente delicato, osservato non soltanto con sensibilità artistica ma anche con attenzione scientifica.

Il progetto, curato da Fernando Spina, prova infatti a tenere insieme due registri: il racconto visivo del paesaggio e la lettura dei suoi equilibri ecologici. La mostra punta così a restituire complessità e valore di un’area spesso percepita ai margini, ma centrale per biodiversità e migrazioni.

Un itinerario che racconta la Jesolo meno conosciuta

L’iniziativa nasce dal Comune di Jesolo ed è ideata e organizzata da Comediarting in partnership con Cucù. Per la città è anche un modo per allargare lo sguardo oltre l’immagine balneare, valorizzando un territorio che comprende ambienti lagunari di grande interesse naturalistico.

Nel percorso espositivo trovano spazio i lavori di sei artisti naturalisti del collettivo Ars et Natura: Concetta Flore, Federico Gemma, Stefano Maugeri, Graziano Ottaviani, Marco Preziosi e Alessandro Troisi. Le opere arrivano da esperienze dirette sul campo, da osservazioni dal vero e da taccuini costruiti durante uscite e studi in ambiente.

Tra i nomi presenti c’è anche Federico Gemma, indicato dagli organizzatori tra i più noti interpreti dell’arte naturalistica e membro dal 2001 della Society of Wildlife Artists di Londra. La cifra comune della mostra resta quella di un lavoro sviluppato a contatto con luce, fauna e paesaggi delle zone umide.

Perché laguna e valli sono un tema che riguarda tutto il territorio

Il cuore del progetto è il ruolo delle zone umide, ambienti fondamentali per la regolazione dell’acqua, la depurazione naturale e la capacità di attenuare gli effetti delle inondazioni. Le lagune costiere, in particolare, vengono considerate importanti anche rispetto all’innalzamento del livello del mare.

Si tratta di ecosistemi che occupano una porzione ridotta della superficie terrestre ma ospitano una parte rilevante delle specie animali e vegetali conosciute. Proprio per questo la loro vulnerabilità, sotto la pressione delle attività umane, è uno dei messaggi più forti dell’esposizione.

Nel quadro dell’Alto Adriatico, la laguna veneziana e le valli jesolane assumono poi un peso speciale lungo una delle grandi direttrici migratorie del Mediterraneo. In questi ambienti sostano, si alimentano o svernano limicoli artici, anatre, aironi e numerose altre specie legate a specchi d’acqua, canneti e barene.

Le collaborazioni e il messaggio emerso alla presentazione

A sostenere il progetto è IMA Group come main sponsor, mentre collaborano anche Fondazione Lotus, Swarovski Optik e Pandion, realtà che seguiranno laboratori e attività sia negli spazi del museo sia direttamente nelle valli.

Alla presentazione sono intervenuti, fra gli altri, Elisa Toffoli per Fondazione Lotus, Alberto Vacchi per IMA Group e il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti. Il primo cittadino ha richiamato il valore delle valli come uno dei paesaggi più autentici del territorio, sottolineando il loro peso ambientale e anche turistico per raccontare una città diversa.

Elisa Toffoli ha invece messo l’accento sul legame tra ecosistemi, qualità della vita e futuro delle prossime generazioni, osservando come l’arte possa diventare uno strumento efficace per avvicinare il pubblico alla natura. Sul versante scientifico, la guida del progetto è affidata a Fernando Spina, già dirigente di ricerca presso ISPRA e figura di riferimento negli studi sulla migrazione degli uccelli, con un lungo percorso di pubblicazioni e lavori dedicati a questo ambito.

La mostra al JMuseo si presenta quindi come un invito a leggere Jesolo anche attraverso i suoi margini d’acqua e le sue aree più sensibili: non uno sfondo secondario, ma un pezzo essenziale dell’identità ambientale dell’intero territorio veneto.

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