Favaro e Ca’ Solaro piangono Cristina Basso: mercoledì l’addio nella chiesa di San Pietro Apostolo
Aveva 46 anni e lavorava nell’assistenza domiciliare. La sua morte improvvisa ha colpito profondamente Mestre e la comunità di Favaro Veneto.
Il saluto della comunità è fissato per mercoledì 13 maggio, alle 10.30, nella chiesa di San Pietro Apostolo a Favaro Veneto. Sarà quello il momento in cui familiari, amici e colleghi si ritroveranno per ricordare Cristina Basso in Dalla Libera, 46 anni, scomparsa improvvisamente nella sua abitazione di Ca’ Solaro dopo il rientro dal lavoro.
La notizia ha attraversato in poche ore Favaro Veneto e Mestre, lasciando sgomento in due realtà dove Cristina era conosciuta sia per il suo impegno professionale sia per il legame costruito negli anni con tante persone del territorio. A piangerla sono il marito Matteo, i due figli e una rete ampia di relazioni nate nella vita quotidiana e nel lavoro di cura.
Una presenza conosciuta tra assistenza e volontariato
Cristina lavorava come operatrice sociosanitaria alla Fondazione Venezia, con un’attività concentrata soprattutto nell’assistenza domiciliare. Un compito delicato, svolto entrando nelle case delle persone fragili e accompagnandole nei momenti più difficili.
Accanto all’attività professionale, collaborava anche con Avapo, offrendo sostegno ai malati oncologici. Chi l’ha incontrata in questi contesti la ricorda come una persona disponibile, concreta e capace di avvicinarsi agli altri con misura e sensibilità.
Questa scelta di vita era legata anche alla sua storia personale. La malattia del padre Gildo, commerciante molto conosciuto a Favaro, aveva inciso profondamente sul suo percorso, spingendola a trasformare un’esperienza dolorosa in attenzione verso chi soffre.
Il malore dopo il turno e il dramma in casa
Martedì, dopo avere concluso il turno di lavoro, Cristina era rientrata a casa intorno all’ora di pranzo. Aveva detto di sentirsi molto stanca e di avere bisogno di riposare, chiedendo al marito di andare a prendere i figli a scuola.
Quando Matteo è tornato con i ragazzi, l’ha trovata sul divano in condizioni gravissime. Ha provato a intervenire con il massaggio cardiaco, ma non c’è stato nulla da fare. Il malore che l’aveva colpita poco prima si è rivelato fatale.
Nel giro di un pomeriggio una giornata ordinaria si è trasformata in un lutto che ha travolto la famiglia. La casa di Ca’ Solaro, centro della vita domestica, è diventata il luogo di una perdita improvvisa e devastante.
Il ricordo di una donna riservata e generosa
Nelle ore successive alla sua scomparsa sono comparsi molti messaggi di cordoglio. Amici, conoscenti e colleghi parlano di Cristina come di una donna gentile, pronta ad ascoltare, mai in cerca di visibilità ma capace di lasciare un segno forte nelle persone incontrate lungo il suo cammino.
A Favaro e a Ca’ Solaro era considerata una presenza discreta, affidabile, vicina ai bisogni degli altri. Il suo lavoro non si fermava all’aspetto tecnico: per molti rappresentava anche una forma di vicinanza umana, fatta di attenzione autentica e piccoli gesti.
Fuori dall’ambito professionale coltivava una forte passione per le attività creative. Amava realizzare oggetti con materiali semplici, inventare, disegnare, cucire borse e capi di abbigliamento, condividendo spesso questi momenti con i figli. Tra i ricordi di famiglia c’è anche un presepe costruito riutilizzando bottigliette di yogurt, esempio della sua fantasia e della sua manualità.
Una famiglia al centro della sua vita
Lascia due figli ancora giovani. Giulia, 18 anni, gioca a basket nella Reyer e frequenta il Vendramin Corner, con l’obiettivo di diventare fisioterapista. Il figlio minore è impegnato nel Basket Favaro e guarda già al prossimo ingresso all’indirizzo di Meccatronica al Pacinotti.
Per Cristina la famiglia era il punto fermo di ogni giornata, accanto al lavoro e all’impegno verso gli altri. Chi la conosceva la descrive come una madre presente e una moglie attenta, capace di tenere insieme responsabilità, affetto e una quotidianità fatta di cura concreta.
Mercoledì mattina, a Favaro Veneto, l’ultimo saluto riunirà attorno ai suoi cari una comunità che oggi si sente più povera. Nel ricordo di Cristina Basso resta l’immagine di una donna che ha dedicato tempo, energie e umanità agli altri, dentro e fuori casa.