Giovani, social e violenza: da Silea l’idea di un tavolo provinciale dopo i disordini a Treviso
La sindaca Angela Trevisin propone un confronto stabile tra amministrazioni, scuole, famiglie, servizi e mondo produttivo dopo gli episodi degli ultimi giorni.
Non un episodio isolato, ma un segnale che riguarda l’intera provincia. È da questa lettura che la sindaca di Silea, Angela Trevisin, rilancia la proposta di un appuntamento allargato dedicato agli adolescenti e ai loro contesti di crescita, all’indomani dei fatti avvenuti sabato mattina in centro a Treviso.
L’idea è quella di convocare una giornata di lavoro comune che metta allo stesso tavolo Comuni, scuole superiori, ULSS 2 Marca Trevigiana, forze dell’ordine, aziende del trasporto, terzo settore, famiglie, categorie economiche e associazioni. Un confronto pensato non come iniziativa simbolica, ma come base per un percorso continuativo.
Una questione che supera i confini comunali
Secondo Trevisin, quanto accaduto nel capoluogo non può essere letto solo entro i limiti amministrativi della città. Il riferimento è all’assalto a un negozio di Corso del Popolo da parte di un gruppo di giovanissimi, in gran parte provenienti da un altro comune della provincia, oltre ad altri episodi che negli stessi giorni hanno coinvolto ragazzi a Treviso.
Per la sindaca, il punto è proprio questo: i contatti tra i più giovani si muovono rapidamente tra chat, scuole, luoghi di ritrovo e mezzi di trasporto, seguendo dinamiche che non si fermano davanti ai confini tra un municipio e l’altro. Per questo, sostiene, anche le risposte devono avere una scala più ampia.
Il coinvolgimento di scuole, famiglie e imprese
Nella proposta avanzata da Silea c’è un elemento preciso: non limitare il confronto alle istituzioni. Nel ragionamento della prima cittadina devono essere coinvolti anche i commercianti, che spesso si trovano a fare i conti direttamente con le conseguenze di certi comportamenti, e il sistema produttivo, visto come uno degli spazi in cui molti ragazzi iniziano a costruire un’idea concreta del proprio futuro.
Accanto a loro, un ruolo centrale viene attribuito alle famiglie e al mondo educativo. Trevisin insiste infatti sulla necessità di non discutere dei ragazzi senza i ragazzi, ma di ascoltarli in modo diretto, anche quando ciò che emerge risulta scomodo o mette in discussione il rapporto tra generazioni.
Dalle sedi già esistenti a un lavoro stabile
Per avviare questo percorso, la sindaca indica alcuni ambiti già attivi sul territorio: la Conferenza dei sindaci dell’ULSS 2, l’Ambito territoriale sociale e la Prefettura. L’obiettivo, però, non si esaurisce in un singolo incontro: l’intenzione è far nascere una rete capace di condividere segnalazioni e letture tra amministrazioni e scuole.
Tra i punti indicati c’è anche un coordinamento più forte degli educatori di strada nei luoghi frequentati dai giovani, come stazioni e fermate, seguendo esperienze già presenti a Silea. L’idea è lavorare nei punti di passaggio, dove spesso si intercettano tensioni, aggregazioni improvvise e modelli di comportamento che poi si spostano da un comune all’altro.
Il nodo dei video e delle regole digitali
Nel ragionamento della sindaca entra anche il tema dell’esposizione online. Sempre più spesso, osserva, certi gesti nascono o si amplificano perché destinati a essere ripresi e rilanciati. In questo quadro, la circolazione dei video finisce per offrire visibilità proprio a chi cerca attenzione e riconoscimento nel gruppo.
Da qui il richiamo alla responsabilità degli adulti e alla necessità di fissare regole condivise già dall’ingresso dei più piccoli nel mondo digitale. Trevisin cita l’esperienza dei Patti Digitali costruiti a Silea insieme alle famiglie e all’Istituto Comprensivo, indicandola come possibile modello da estendere.
Il messaggio politico e sociale che arriva da Silea è chiaro: alle sanzioni, ritenute necessarie, va affiancato un lavoro preventivo più ampio, capace di distinguere situazioni diverse e di ricostruire fiducia tra adulti e adolescenti. Per il territorio trevigiano, dopo gli episodi degli ultimi giorni, il confronto proposto potrebbe diventare uno dei prossimi passaggi centrali.