Giavera, raccolta da mezzo milione per ridisegnare il centro attorno alla parrocchia
Più di trenta sostenitori hanno già aderito al progetto che affianca alla nuova chiesa anche piazza, oratorio e spazi per la vita del paese.
A Giavera del Montello il progetto che ruota attorno alla parrocchia ha già messo insieme una cifra rilevante: oltre 500 mila euro. Le risorse arrivano da una rete di più di trenta benefattori del territorio, tra imprese e privati, che hanno scelto di sostenere il rinnovamento della chiesa “Maria Regina della Pace” e dell’area centrale del paese.
Il punto è stato fatto lunedì 12 ottobre 2026, durante il primo incontro dei sostenitori all’Auditorium di Tecnica Group. La serata è servita a fare il quadro sull’iniziativa e a condividere tempi, obiettivi e modalità del contributo economico che accompagnerà l’intervento nei prossimi anni.
Un investimento che guarda alla vita del paese
L’operazione non si limita all’edificio religioso. Il disegno complessivo comprende infatti anche la sistemazione della piazza, l’oratorio e una sala polifunzionale pensata per ospitare attività formative, culturali e ricreative, con un utilizzo rivolto a bambini, ragazzi e adulti.
In questa chiave, il progetto viene presentato come un passaggio importante per il centro di Giavera: non solo un nuovo spazio liturgico, ma un luogo destinato a riportare relazioni, occasioni di incontro e funzioni condivise in una parte strategica del paese.
Chi promuove l'iniziativa e come saranno versati i contributi
A promuovere la raccolta sono stati il parroco don Narciso Bernardis e Alberto Zanatta, presidente di Tecnica Group, con il sostegno del vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi. All’assemblea erano presenti anche mons. Mauro Motterlini, vicario generale, il Consiglio Affari economici della Parrocchia, oltre ai vertici di CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia, Tiziano Cenedese e Claudio Alessandrini.
Il meccanismo scelto prevede un impegno pluriennale: i benefattori verseranno una donazione ogni anno per i prossimi cinque anni alla Parrocchia. A fare da supporto all’operazione c’è la garanzia di CentroMarca Banca.
I lavori, intanto, hanno già preso avvio. La prima pietra è stata posata e il cantiere è partito a settembre 2026. Il cronoprogramma indicato guarda a un percorso che proseguirà per tutto il 2027, con conclusione prevista entro il 2028.
La rete di aziende e cittadini che ha già aderito
Nel corso dell’incontro Alberto Zanatta ha sottolineato la risposta arrivata dal territorio, ringraziando il parroco, la diocesi, CentroMarca Banca e i sostenitori che hanno scelto di partecipare. Anche Tiziano Cenedese ha richiamato il significato dell’intervento per la comunità locale, legandolo alla possibilità di restituire al paese spazi utili alla partecipazione e alla socialità.
Alla comunità dei benefattori hanno aderito finora CentroMarca Banca, famiglia Dalle Crode (DCP Telecomunicazioni), famiglia Scandiuzzi (Scandiuzzi Steel Construction), Silvano Pandolfo (Essepi), Stefano Zanatta (Fiorin), Francesco Schiavinato (White House Srl), Claudio Toffoletto (Toffoletto Termoidraulica), Matteo Durante (Durante Trasporti), Enrico Cauduro (Autotrasporti Cauduro Enrico srl), Adriano Pizzolato (LRE), Tiziano Da Ros (Floridea), famiglia Grigolin (Superbeton), famiglia Furlan (FLF), Monica Pamio (Agenzia immobiliare Pamio), Dante Zecchel (Termoplast), Dal Col e Magaton (OMD Meccanica), famiglia Durante (Durante Pavimenti), famiglie Lazzarin (Latteria Montello), famiglia Zanatta (Tecnica Group), famiglia Perissinotto (Dima Tintolavanderia srl), Roberto Bassan (Agenzia immobiliare Pellizzari Bassan), famiglia Giusti (Giusti Wine), Enrico Furlan (Fullservice srl), Jacopo Bacilieri, Andrea Binotto (ACB srl), Daniele Corrado, Michele Durante (Az. agr. Durante Le Spinèe), famiglia Rossetto (Crich), Luca Arenere (VIP Group), famiglia Bonsembiante (Intercomm) e famiglia Negrin (Shoe Point – Northfeet).
Per Giavera del Montello il dato più evidente, al di là della somma già raccolta, è la dimensione corale dell’adesione: il progetto mette insieme mondo produttivo e comunità locale attorno a un intervento che punta a ridisegnare uno dei luoghi simbolici del paese.