Dalla Puglia al Regno Unito, una battuta sulla mozzarella coinvolge anche la startup vicentina Unexpected Italy

Dopo il passaggio sul The Guardian, la società fondata a Vicenza chiarisce il senso della frase attribuita a Savio Losito: il tema, dice, è la freschezza del prodotto.

24 settembre 2026 11:43
Dalla Puglia al Regno Unito, una battuta sulla mozzarella coinvolge anche la startup vicentina Unexpected Italy -
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Una citazione finita su The Guardian è bastata per riaprire una discussione tutta italiana su identità gastronomica e territori. Nel mezzo c’è anche Vicenza, perché a organizzare il viaggio raccontato dal quotidiano britannico è stata Unexpected Italy, startup travel tech fondata da Elisabetta Faggiana e con base nel Vicentino.

La frase che ha acceso il confronto è quella attribuita a Savio Losito, co-founder della società: “I don’t eat mozzarella outside Puglia. It’s not the same”. Parole rimbalzate online e lette da molti come una presa di posizione netta nel confronto tra produzioni regionali.

Da qui la precisazione diffusa dalla stessa Unexpected Italy, che prova a riportare la vicenda su un piano diverso rispetto al semplice campanilismo. Secondo Losito, il senso del passaggio non riguardava una graduatoria tra Puglia e Campania, ma il valore di un alimento consumato vicino al luogo in cui nasce.

La precisazione della società fondata a Vicenza

Nel chiarimento, Losito spiega di essere cresciuto con l’abitudine di mangiare mozzarella appena fatta, in un contesto in cui il prodotto arrivava in tavola a poche ore dalla lavorazione. È da questa esperienza personale che nasce il confronto: una mozzarella proposta come fresca ma trasportata lontano dal territorio di produzione, sostiene, non restituisce la stessa resa.

Unexpected Italy insiste proprio su questo punto anche nel videomessaggio diffuso dopo le polemiche: la differenza starebbe tra un prodotto artigianale legato alla filiera corta e uno pensato per circuiti più ampi di distribuzione. Un ragionamento che, nella replica, viene esteso anche ad altre specialità italiane, compresa la mozzarella di bufala campana.

Come nasce il caso mediatico

Il passaggio contestato compare in un reportage della giornalista Liz Boulter dedicato alla provincia di Barletta-Andria-Trani. Il pezzo racconta una Puglia meno esposta ai grandi flussi turistici, costruendo l’itinerario tra paesaggio, tavola, botteghe e piccoli produttori.

Per Unexpected Italy, realtà che opera nel turismo esperienziale, l’articolo ha rappresentato anche una vetrina internazionale. Il problema è nato quando una singola frase, estratta dal contesto, ha finito per oscurare il resto del racconto e trasformarsi nel centro del dibattito pubblico.

Il viaggio raccontato dal quotidiano britannico

Nel servizio trovano spazio varie tappe della BAT e dell’Alta Murgia. Ad Andria vengono citati Caseificio Olanda, in via Olanda 4, e Confetti Mucci Giovanni, in via Museo del Confetto 12, due indirizzi legati rispettivamente alla tradizione casearia e a quella dolciaria.

A Minervino Murge compare invece A Sud dell’Anima, in via Chiuso Cancello 2, progetto di ristorazione contemporanea costruito attorno ai prodotti locali e al legame con il territorio rurale.

The Guardian, la frase sulla mozzarella accende il dibattito: la replica di Unexpected

Tra le altre soste indicate dal reportage ci sono la Gelateria Scoop di Canosa di Puglia, in piazza della Repubblica 20, e l’azienda agricola Sabino Leone, in contrada Cefalicchio, realtà conosciuta per la produzione di olio extravergine lungo tutta la filiera.

Il percorso passa anche per Lama di Luna, in contrada Lama di Luna a Montegrosso, dove agricoltura e ospitalità dialogano con il paesaggio dell’Alta Murgia. A Trani, infine, viene menzionata 4 Cycling and Trek!, operatore con sede in via Pisa 15, proposto come chiave per attraversare il territorio con esperienze outdoor tra cave, boschi e strade meno battute.

Perché la vicenda interessa anche il Veneto

Il caso ha un riflesso locale perché riporta l’attenzione su una realtà imprenditoriale nata nel Vicentino e attiva nella promozione di itinerari italiani rivolti anche al pubblico internazionale. La discussione sulla mozzarella, al di là del tono polemico assunto online, si è così intrecciata con il lavoro di una startup veneta che costruisce contenuti e viaggi attorno all’autenticità dei territori.

Resta questo il punto che la società ha scelto di ribadire: non una sfida tra regioni, ma l’idea che certi prodotti esprimano il meglio quando vengono consumati nel loro contesto originario. Una lettura che prova a spostare il confronto dalla rivalità identitaria al rapporto tra qualità, freschezza e luogo di produzione.

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