Credito in crescita nel Veneto: Banca delle Terre Venete chiude il semestre con 263 milioni di erogazioni

Nei primi sei mesi del 2026 salgono utile, base clienti e nuovi finanziamenti. Rafforzata anche la presenza nell’area padovana con cinque nuovi Comuni.

01 settembre 2026 22:07
Credito in crescita nel Veneto: Banca delle Terre Venete chiude il semestre con 263 milioni di erogazioni -
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Più prestiti a famiglie e aziende, una presenza che si allarga anche nel Padovano e un utile netto che arriva a 19 milioni di euro. È il bilancio del primo semestre 2026 di Banca delle Terre Venete, istituto attivo tra Vicenza, Treviso, Padova, Verona e Belluno, con numeri che indicano una crescita dell’attività creditizia sul territorio veneto.

Il dato più immediato riguarda proprio i nuovi finanziamenti: nei primi sei mesi dell’anno la banca ha messo a disposizione 263 milioni di euro, con un aumento del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una dinamica che interessa da vicino il tessuto locale, fatto di imprese, famiglie e nuovi mutui legati alla casa.

Spinta ai finanziamenti nel territorio veneto

Delle nuove somme erogate, 147 milioni sono andati alle imprese e 116 milioni alle famiglie. Il confronto con il 2025 mostra un incremento complessivo di 57 milioni, segnale di una domanda di credito rimasta attiva nelle province in cui l’istituto opera.

Accanto ai prestiti tradizionali, la clientela ha potuto contare anche su ulteriori strumenti messi a disposizione tramite le strutture specialistiche della capogruppo, con operazioni di factoring e leasing per altri 138 milioni di euro complessivi.

I conti del semestre e la tenuta patrimoniale

Nel periodo gennaio-giugno il margine di intermediazione ha raggiunto 59,6 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto al 30 giugno dello scorso anno. Crescono anche i crediti lordi verso la clientela, saliti a 2,1 miliardi di euro, con un progresso del 4,22% rispetto alla chiusura del 2025.

Sul fronte della solidità, i fondi propri si attestano a 467 milioni di euro. Gli indicatori patrimoniali comunicati dalla banca mostrano un CET1 ratio del 35,02% e un Total Capital ratio del 35,83%, livelli che fotografano una struttura considerata robusta rispetto ai rischi di mercato e all’attività di finanziamento.

In calo anche l’ammontare dei crediti deteriorati, scesi a 45,5 milioni dai 46,6 milioni registrati a dicembre 2025. L’NPL ratio lordo è al 2,17%, quello netto allo 0,43%, mentre la copertura delle posizioni deteriorate raggiunge l’80,55%.

Clienti in aumento e nuova estensione nell’area padovana

Nel semestre cresce anche la base della banca: i clienti arrivano a 108.759, con un aumento dell’1,2% rispetto a fine 2025, mentre i soci sono 15.365. Tra gli interventi organizzativi viene segnalata anche la riallocazione delle filiali di Arzignano, Malo e Trevignano in sedi riqualificate.

Per il Veneto centrale c’è poi un passaggio rilevante: l’area operativa si amplia con l’ingresso di cinque nuovi Comuni tra il Padovano e il territorio di confine. Si tratta di Carmignano di Brenta, Pozzoleone, San Pietro in Gù, Grantorto e Fontaniva.

Tra le iniziative rivolte ai soci resta confermato anche per il 2026 il bonus libri da 200 euro destinato ai figli dei soci, misura che si inserisce nelle attività dedicate alla base sociale.

Risorse anche per iniziative sociali e comunità locali

Accanto ai risultati economici, la banca segnala quasi 2 milioni di euro destinati nel semestre a contributi, sponsorizzazioni e progetti di crowdfunding a favore delle comunità locali. Un capitolo che accompagna l’attività bancaria tradizionale e che conferma il legame con i territori serviti.

Il direttore generale Eugenio Adamo ha collegato l’andamento dei conti alla crescita degli impieghi e al miglioramento della qualità del credito. Il presidente Gianfranco Sasso ha invece richiamato il profilo cooperativo dell’istituto e il consolidamento della presenza locale.

Banca delle Terre Venete fa parte del Gruppo BCC Iccrea e, al 31 dicembre 2025, contava 56 filiali distribuite tra Vicenza, Treviso, Padova, Verona e Belluno, oltre 107 mila clienti, più di 15 mila soci e 7 miliardi di euro di masse gestite. Tra i soci, 2.361 hanno meno di 36 anni.

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