A Susegana un mese di immagini e memoria: il Vajont raccontato attraverso gli scatti di Santina Pompeo

Nel municipio arriva “Memory Foam”, percorso fotografico tra archivi, testimonianze e paesaggio. In programma anche libro, incontro con i superstiti e teatro.

09 settembre 2026 10:27
A Susegana un mese di immagini e memoria: il Vajont raccontato attraverso gli scatti di Santina Pompeo -
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Per un mese Susegana ospiterà un percorso dedicato al Vajont che unisce fotografia, memoria civile e lettura del territorio. Negli spazi Arte & Cultura al piano terra del municipio sarà allestita “Memory Foam”, mostra firmata dalla fotografa trevigiana Santina Pompeo e costruita attorno ai luoghi segnati dalla tragedia del 9 ottobre 1963.

L’apertura al pubblico è prevista dal 18 settembre al 17 ottobre 2026, mentre l’inaugurazione è fissata per giovedì 17 settembre alle 18.30 con ingresso libero. L’iniziativa porta nel Trevigiano una ricerca che mette in relazione il paesaggio attuale con ciò che quel territorio custodisce ancora, tra assenze, trasformazioni e ricordi.

Al centro del lavoro ci sono i segni lasciati dalla frana del Monte Toc e dall’onda che colpì Longarone e altri centri abitati, provocando 1.917 vittime. Il progetto non si limita a ripercorrere un fatto storico: prova piuttosto a osservare come quella ferita continui a emergere nelle forme dei luoghi e nelle storie delle persone.

Susegana, la mostra Memory Foam riporta il Vajont in dialogo con il paesaggio di oggi

Un progetto nato dal confronto tra passato e presente

“Memory Foam” ha preso avvio nel 2023, nell’anno del sessantesimo anniversario del disastro, ed è proseguito come ricerca in evoluzione. La tappa di Susegana rappresenta quindi una nuova occasione pubblica per un lavoro che continua ad allargarsi tra immagini, documenti e incontri raccolti sul territorio.

Il titolo richiama un materiale capace di trattenere l’impronta di ciò che lo tocca. È una metafora scelta per raccontare il Vajont come spazio segnato in modo permanente: non solo nella geografia, ma anche nella memoria privata, nelle fotografie conservate nelle case, nei racconti tramandati e nei dettagli della vita quotidiana sopravvissuti al tempo.

Archivi, foto di famiglia e voci raccolte nei luoghi del Vajont

La mostra è costruita attraverso un dialogo tra scatti contemporanei e immagini provenienti da archivi pubblici e privati, biblioteche, associazioni e raccolte familiari. Da questo intreccio nascono dittici che accostano il presente di un luogo alla sua immagine precedente alla catastrofe, oppure al momento in cui tutto cambiò.

In questo modo entrano nello stesso campo visivo ciò che resta e ciò che è scomparso: case, cortili, scuole, botteghe, chiese, strade e campi che prima del 9 ottobre 1963 facevano parte della vita ordinaria. Molti scatti nati senza intenzione documentaria sono diventati col tempo testimonianze preziose di un mondo cancellato.

Una parte fondamentale del progetto arriva dagli incontri diretti con gli abitanti di Casso e di altre località legate alla vicenda. Santina Pompeo ha raccolto racconti entrando nelle case, ascoltando memorie personali e riportando alla luce frammenti concreti di esistenze spezzate o trasformate. Tra le testimonianze compaiono quelle di Giacomina, Franca, Italo, Bepi e di altri residenti.

La ricerca si è poi ampliata grazie al contributo di biblioteche, volontari, Pro Loco, fondi fotografici e associazioni. Accanto alle memorie familiari trova posto anche l’osservazione scientifica del paesaggio, sviluppata con l’aiuto di un geologo che ha accompagnato l’autrice sul corpo della frana per leggerne le modifiche nel tempo.

Susegana, la mostra Memory Foam riporta il Vajont in dialogo con il paesaggio di oggi

Nel percorso pesa anche un’esperienza personale vissuta durante il lavoro sul campo: una caduta durante la discesa dal Monte Toc, raggiunto fino a circa 2.000 metri di quota, che ha costretto la fotografa a tre mesi di immobilità. Un episodio che ha reso ancora più diretto il rapporto fisico con quei luoghi.

Tre appuntamenti collaterali per allargare il percorso

Accanto all’esposizione, Susegana ospiterà anche tre iniziative pensate per approfondire il progetto con linguaggi diversi. Il primo appuntamento sarà sabato 3 ottobre 2026 alle 15.30, all’interno della 22ª edizione di Libri in Cantina, nella Sala della Biblioteca del Castello di San Salvatore, con la presentazione del volume “Memory Foam” pubblicato da Antiga Edizioni.

Il secondo momento è in programma sabato 10 ottobre alle 15 nella sala consiliare del municipio, dove è previsto l’intervento di un gruppo di testimoni di Longarone e Casso, superstiti del Vajont, che porteranno la propria esperienza in un incontro pubblico.

La rassegna si chiuderà sabato 17 ottobre alle 20.30 al Teatro parrocchiale “Beata Giuliana di Collalto” con “Tina Merlin – La donna del Vajont”, lavoro per voci e immagini dedicato alla giornalista bellunese de L’Unità, scritto e interpretato da Stefania Carlesso.

Susegana, la mostra Memory Foam riporta il Vajont in dialogo con il paesaggio di oggi

Giorni e orari per visitare la mostra

L’esposizione sarà visitabile il giovedì e il venerdì dalle 18 alle 20, il sabato dalle 15 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 20. È prevista anche la possibilità di concordare visite su appuntamento contattando il numero 340 3447610.

Per il territorio trevigiano è un’occasione per rileggere una delle tragedie più profonde della storia del Nordest attraverso uno sguardo che mette insieme documenti, paesaggio e memoria viva, portando a Susegana un confronto che riguarda ancora il presente.

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