Combai riaccende l’autunno: per un mese il borgo celebra i Marroni IGP tra arte e cammini
A Miane è partita l’82ª festa dedicata al prodotto simbolo del paese: degustazioni, bosco, mostre e iniziative diffuse nelle prossime settimane.
Non è solo una sagra di stagione, ma uno degli appuntamenti che ogni autunno riportano visitatori e residenti tra le colline di Miane. A Combai si è aperta l’82ª edizione della Festa dei Marroni IGP, manifestazione che per quattro settimane mette al centro il frutto simbolo del paese insieme al paesaggio, alla memoria locale e a un calendario di iniziative distribuite nel borgo.
L’avvio ufficiale è arrivato domenica mattina, in un clima partecipato, con il taglio del nastro accompagnato dalla presenza delle istituzioni e dall’esibizione degli sbandieratori della Dama Castellana di Conegliano. Tra gli ospiti dell’apertura anche l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond.
A sottolineare il senso della manifestazione è stata la presidente della Pro Loco, Erika Follador, che ha richiamato il lavoro costruito attorno a un programma pensato sia per chi torna a Combai anno dopo anno, sia per chi sceglie di scoprire per la prima volta questo angolo delle colline trevigiane. Un impegno che si regge anche sul contributo diretto dei volontari coinvolti nell’organizzazione.
Il paese si racconta tra gusto e paesaggio
Il protagonista resta naturalmente il Marrone IGP di Combai, affiancato dalle storiche rostidore giganti che da tempo sono una delle immagini più riconoscibili della festa. Ma l’evento non si esaurisce nelle degustazioni: il programma comprende passeggiate tematiche, attività collegate a BoscAR-T e occasioni per entrare in contatto con l’ambiente boschivo che circonda il paese.
Proprio il bosco di Combai è uno dei luoghi che danno identità alla manifestazione. Negli anni, grazie al Simposio di Scultura e al lavoro di artisti del legno coordinati da Pietro Colmellere, tra i castagni sono state inserite opere lignee che hanno trasformato l’area in un percorso all’aperto, a metà tra natura e creatività.
Le mostre e il legame con la memoria locale
Accanto al calendario all’aperto trovano spazio anche due esposizioni. Una è dedicata al maestro Bruno Donadel e propone una retrospettiva con opere provenienti da raccolte private, legate alla fase iniziale del suo percorso artistico. L’altra, dal titolo “Combai: prima del DOC e del DOCG”, offre invece uno sguardo fotografico sul territorio e sulla sua evoluzione.
La festa, in questo senso, continua a tenere insieme più piani: il prodotto tipico, la storia del paese e la volontà di dare ai visitatori un’esperienza che non si limiti all’aspetto gastronomico. È anche da questo equilibrio che l’appuntamento ha consolidato nel tempo la sua riconoscibilità nel panorama veneto.
Presenze istituzionali e riconoscimenti alla comunità
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte anche il sindaco di Miane Moreno Guizzo, il direttore dell’Associazione Colline Unesco Federico Della Puppa, il presidente del Gal Giuseppe Carlet e Claudio Sartor in rappresentanza della Provincia di Treviso.
Nel suo intervento, Dario Bond ha evidenziato la capacità della manifestazione di restare fedele alle proprie radici pur rinnovandosi nel tempo, richiamando il valore delle produzioni di qualità del Veneto. Moreno Guizzo ha invece posto l’accento sul coinvolgimento del paese, ricordando come la comunità contribuisca anche con allestimenti diffusi tra muri e scorci del centro storico, decorati con pannelli artistici realizzati a maglia e con materiali poveri.
Nel corso della mattinata è stato rivolto un ringraziamento pubblico anche a Giovanni Follador e Maria Vittoria Moro, salutati con un applauso per il sostegno dato negli anni alla comunità e alla crescita della Festa dei Marroni.
Un appuntamento nato da una storia lunga secoli
Il legame tra Combai e i marroni affonda le radici molto indietro nel tempo. Gli organizzatori ricordano infatti come già nel Seicento questo prodotto rappresentasse una risorsa fondamentale per la popolazione locale. Da quella relazione storica con il castagno è nata una manifestazione che negli anni ha saputo valorizzare identità, provenienza e qualità.
Durante l’apertura sono intervenuti anche Francesca Bertolin e Denis Coppe, in rappresentanza rispettivamente dell’Unpli regionale e provinciale, che hanno richiamato il percorso compiuto dalla Pro Loco e dai suoi presidenti nel rendere l’evento uno dei più frequentati del Veneto. Nelle prossime settimane la festa continuerà tra vie del borgo, bosco e spazi espositivi, seguendo un programma che fa dei Marroni IGP di Combai il filo conduttore di tutto il racconto del paese.