Buskers a Verona, il Comune riscrive le regole: più paletti su rumore e spazi

Il Consiglio comunale approva la modifica del regolamento con 21 sì: stretta su controlli e sanzioni dopo l’aumento delle esibizioni in centro.

13 giugno 2026 00:31
Buskers a Verona, il Comune riscrive le regole: più paletti su rumore e spazi -
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Nel cuore di Verona le esibizioni di strada restano ammesse, ma con margini molto più definiti. Il Consiglio comunale ha dato il via libera alla revisione del regolamento che disciplina i buskers, intervenendo sui punti che nei mesi scorsi hanno creato più discussione: impatto acustico, uso delle piazze e rispetto delle prescrizioni.

La delibera è passata con 21 voti favorevoli, mentre in aula si sono registrate 10 astensioni e 2 non espressi. Il nuovo testo aggiorna quello entrato in vigore nel 2023 e rappresenta, nelle intenzioni dell’amministrazione, un correttivo maturato dopo la prima fase di applicazione delle norme.

Centro storico sotto pressione

La revisione nasce soprattutto da ciò che è accaduto negli ultimi mesi nelle zone più frequentate della città, dove la presenza di artisti è cresciuta in modo marcato. Il nodo non riguarda il riconoscimento del valore culturale delle performance urbane, che il Comune conferma, ma la necessità di rendere più sostenibile la convivenza con residenti, attività commerciali e flussi turistici.

Nel nuovo impianto vengono rafforzati gli strumenti a disposizione della polizia locale e viene reso più severo il quadro delle sanzioni. L’obiettivo dichiarato è separare con maggiore chiarezza le attività consentite dai comportamenti che escono dalle regole fissate per l’uso degli spazi pubblici.

Come cambiano i limiti per il suono

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il rumore. Il regolamento introduce una distinzione tra diverse tipologie di esibizione: da quelle prive di emissione sonora, come mimi e statue viventi, fino agli spettacoli che utilizzano amplificazione.

Per questi ultimi resta il riferimento ai 30 Watt, ma con condizioni legate sia alla piazzola assegnata sia alla natura della performance. È un punto centrale del nuovo testo, pensato per contenere il disturbo acustico nelle aree urbane più sensibili.

I dati che hanno spinto alla correzione

A spiegare la scelta del Comune sono anche i numeri raccolti nei primi mesi del 2026. In città si contano oltre 100 nuovi artisti iscritti nei primi cinque mesi dell’anno, mentre il totale delle esibizioni arriva intorno a quota 500 al mese.

Una crescita che ha portato Palazzo Barbieri a rimettere mano al regolamento per gestire meglio concentrazioni e turnazione nei punti più delicati del centro. Prima del passaggio finale in Consiglio, il provvedimento ha ricevuto anche il via libera da parte di tutte le Circoscrizioni.

Il dibattito politico sulla stretta

Durante il confronto in aula non sono mancati rilievi da parte delle opposizioni, che hanno messo in discussione la necessità di tornare così presto su un impianto normativo giudicato inizialmente troppo permissivo. Dalla maggioranza, invece, la modifica è stata presentata come un adeguamento tecnico dopo una fase di osservazione sul campo.

Nel dibattito è stato ricordato anche il lavoro svolto negli anni da Claudio “Bifo” Bassi sul tema delle arti di strada. Con la delibera 41/2026 entra così in vigore una versione aggiornata delle regole cittadine, costruita per tenere insieme spazio all’espressione artistica e limiti più rigidi nelle aree dove affollamento e rumore pesano di più sulla vita quotidiana.

Per Verona si apre ora una nuova fase: le performance restano parte del paesaggio urbano, ma entro un perimetro più stretto, soprattutto nel centro storico dove il tema dell’equilibrio tra vivacità cittadina e tutela della vivibilità continua a essere al centro del confronto pubblico.

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