Arzignano cerca nuovi tecnici della pelle: riapre l’ITS che lega aula e aziende

Nel distretto vicentino torna il percorso post diploma dedicato alla concia, con un nuovo focus anche sulla moda e 720 ore di stage.

18 giugno 2026 03:13
Arzignano cerca nuovi tecnici della pelle: riapre l’ITS che lega aula e aziende -
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Nel distretto della pelle vicentino il tema non è solo formare studenti, ma trovare in tempi rapidi competenze che le imprese stanno già cercando. Ad Arzignano riparte infatti il percorso ITS Green Leather Manager, specializzazione post diploma costruita attorno alla filiera conciaria e pensata per rispondere a un ricambio generazionale che nel giro di pochi anni peserà sulle aziende del territorio.

Il dato più citato dagli operatori del comparto riguarda le uscite previste: entro il 2027 il settore dovrà sostituire 250 tecnici. Un passaggio che coinvolge non soltanto le concerie, ma anche chimica, depurazione, impianti e recupero dei sottoprodotti, cioè l’intero ecosistema industriale che ha il suo baricentro nella Valle del Chiampo.

Il corso, con sede ad Arzignano, viene presentato come un caso unico in Italia per questo ambito specifico. Dal 2017 ha già accompagnato alla formazione circa 150 professionisti e, secondo quanto emerso durante la presentazione, l’inserimento lavorativo dei diplomati resta molto alto.

Un biennio pensato per entrare subito in filiera

Il percorso dura due anni per un totale di 1.080 ore. La parte più consistente si svolge direttamente nelle imprese: 720 ore sono dedicate allo stage, elemento che rende il corso particolarmente vicino alle necessità produttive delle aziende.

Alla fine del biennio viene rilasciato un diploma di Tecnico Superiore di quinto livello EQF, con riconoscimento internazionale. Il profilo in uscita riguarda figure capaci di lavorare su prodotti e processi sostenibili destinati a moda, calzatura, arredamento e automotive.

Secondo il direttore del Distretto Veneto della Pelle Matteo Macilotti, non è raro che gli studenti trovino un’occupazione già prima della conclusione del percorso. Lo stesso Macilotti ha indicato anche un altro elemento: il primo stipendio medio dei diplomati risulta più alto del 20% rispetto a quello di un ragazzo appena uscito dalle superiori.

Dalla sostenibilità all’intelligenza artificiale

L’impianto didattico segue l’evoluzione di una filiera che oggi richiede profili tecnici più ampi rispetto al passato. Tra gli insegnamenti indicati dal responsabile tecnico-scientifico Renato Bertoli compaiono inglese, sistemi informatici, intelligenza artificiale, tecnologia dei materiali, progettazione, analisi dei dati, marketing, ambiente e sostenibilità.

L’obiettivo è raccontare anche ai più giovani un settore diverso dall’immagine tradizionale della concia: più avanzato sul piano tecnologico, più integrato con la gestione dei processi industriali e con una crescente attenzione agli aspetti ambientali.

Matteo Favaro, responsabile operativo didattico della Fondazione ITS Cosmo Fashion Academy, ha spiegato che i piani di studio vengono costruiti sulle richieste concrete delle imprese, per preparare figure professionali subito utilizzabili nelle produzioni del Made in Italy.

La novità del profilo fashion e la rete che sostiene il progetto

Nel nuovo ciclo entra anche un ampliamento dell’offerta con l’aggiunta del profilo legato al fashion. Una scelta che allarga ulteriormente il raggio del corso e prova a intercettare i cambiamenti della domanda lungo la catena della pelle.

La gestione è affidata alla Fondazione ITS Cosmo Fashion Academy, con il Distretto Veneto della Pelle nel ruolo di partner operativo. Collaborano inoltre l’Istituto tecnico statale Galilei di Arzignano, l’Associazione Italiana Chimici del Cuoio e la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli. Le risorse arrivano da Ministero e Regione del Veneto.

Alla presentazione erano presenti anche diversi amministratori locali del territorio, da Arzignano ai Comuni della valle, oltre ai rappresentanti della Provincia. Per Confindustria Vicenza è intervenuto Massimo Confente, presidente della sezione Pelle e Cuoio, confermando il coinvolgimento delle imprese sul fronte formativo.

Perché il distretto punta su questo corso

Il nodo resta quello del passaggio generazionale. Pierluigi Braggion, in rappresentanza dell’industria chimica, ha richiamato la necessità di far conoscere meglio a ragazzi e famiglie quanto siano cambiate le aziende rispetto a vent’anni fa, proprio mentre molte competenze tecniche stanno per uscire dal sistema produttivo.

Nel cuore di Arzignano e della Valle del Chiampo, dove si concentra una delle realtà industriali più riconoscibili del Veneto, il nuovo biennio viene quindi considerato uno strumento concreto per non disperdere professionalità già oggi richieste dal mercato. Per il distretto, la partita non riguarda solo la formazione, ma la tenuta futura di una filiera che continua a essere strategica per il territorio vicentino.

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