Jesolo rilancia il fronte delle località turistiche: da rifiuti e trasporti la richiesta di uno status nazionale
Nel confronto promosso da Anci Veneto emergono le priorità dei Comuni costieri e lacustri: più strumenti per sicurezza, mobilità, servizi e lavoro stagionale.
Le località venete che vivono di turismo chiedono regole costruite sulla loro realtà quotidiana, molto diversa da quella dei Comuni ordinari. A Jesolo, durante gli Stati Generali dei Comuni litoranei e di lago del Veneto, amministratori e categorie economiche hanno rimesso sul tavolo una richiesta precisa: ottenere un riconoscimento nazionale specifico per le città balneari e lacustri, insieme a risorse più adeguate per sostenere servizi, ambiente e sicurezza nei mesi di massima affluenza.
L’iniziativa, ospitata allo stabilimento Oro Beach e organizzata da Anci Veneto, ha riunito dalle 10 alle 13 rappresentanti istituzionali e operatori del settore. L’obiettivo dichiarato era arrivare a una piattaforma condivisa da presentare ai livelli decisionali nazionali, dopo il precedente appuntamento dedicato ai Comuni montani.
Al centro del confronto non c’è solo la promozione turistica, ma il costo concreto che i territori affrontano quando le presenze crescono in modo esponenziale: raccolta dei rifiuti, presidio del territorio, qualità delle acque, gestione del demanio, pressione sui servizi pubblici e tutela delle aree costiere e lacustri.
Servizi da reggere in estate, bilanci tarati sui residenti
Uno dei temi più forti emersi a Jesolo riguarda il divario tra popolazione residente e popolazione effettiva durante la stagione. I Comuni turistici, in particolare quelli sul mare, si trovano a gestire numeri da grande città pur disponendo di organici e trasferimenti parametrati su chi vive stabilmente sul territorio.
Il presidente di Anci Veneto Mario Conte ha indicato come non più sufficiente l’attuale cornice dei “Comuni turistici”, chiedendo al Parlamento un percorso condiviso che porti a uno status dedicato. Nella richiesta rientrano anche margini più flessibili sull’utilizzo della tassa di soggiorno e strumenti che tengano conto dei costi aggiuntivi legati a ordine pubblico, ambiente e servizi essenziali.
In questa partita pesa anche il capitolo rifiuti, che nelle località stagionali assume dimensioni molto più rilevanti nei mesi caldi. Per i territori che moltiplicano le presenze, la gestione richiede organizzazione, impianti adeguati e un sistema capace di reggere standard sempre più rigorosi anche per le attività economiche.
La pressione su viabilità e trasporto pubblico
Dal vertice di Jesolo è arrivato anche un richiamo netto sulle infrastrutture. Tra i sindaci intervenuti, Michele Grossato di Rosolina ha riportato l’attenzione sulla necessità di collegamenti più efficienti verso le località costiere, indicando nella statale Romea una delle criticità principali, sia sul piano della fluidità del traffico sia su quello della sicurezza.
Accanto alla viabilità, si è parlato del peso che il turismo esercita sul trasporto pubblico locale. Stefano Cerchier, presidente di Atvo, ha sottolineato come per buona parte dell’anno il servizio si trovi a operare in un’area che, con l’arrivo dei visitatori e in particolare della clientela straniera, cambia scala e funzioni. Da qui la richiesta che in una futura normativa dedicata alle città marittime trovi spazio anche il tema dei trasporti, in un quadro di contributi fermi da anni e costi in aumento.
Lavoro stagionale e nodo casa
Tra le questioni affrontate nel confronto con le categorie economiche c’è anche quella del personale. Per il comparto turistico la stagione si è allungata e, in molte realtà, va ormai da aprile a ottobre, con punte che si estendono oltre. In questo scenario, come ha osservato Pierfrancesco Contarini dell’Associazione Jesolana Albergatori, il vero punto critico diventa la disponibilità di lavoratori.
Alla ricerca di personale si affianca poi il problema abitativo. Angelo Faloppa, presidente di Confcommercio San Donà-Jesolo, ha evidenziato che la questione degli alloggi non riguarda soltanto i dipendenti stagionali, ma sempre più anche i loro nuclei familiari, dentro un mercato del lavoro che vede crescere il peso dell’occupazione straniera. Faloppa ha anche segnalato una fase difficile per il commercio, mentre la ristorazione mostra una tenuta migliore.
Jesolo e il ruolo del Veneto nel sistema delle spiagge italiane
Nel corso dell’incontro, il sindaco di Jesolo e vicepresidente di Anci Veneto Christofer De Zotti ha definito queste realtà come “città fisarmonica”: centri con una base demografica contenuta che però, in estate, devono sostenere un impatto umano enormemente superiore. Una condizione che, oltre ai servizi, coinvolge direttamente l’equilibrio degli ecosistemi, la qualità delle acque e la tenuta complessiva del territorio.
De Zotti ha anche richiamato il peso del Veneto nel G20 Spiagge, presieduto da Roberta Nesto. Dei 20 Comuni aderenti a livello nazionale, 6 appartengono infatti alla regione: Caorle, Cavallino-Treporti, Chioggia, Jesolo, Rosolina e San Michele al Tagliamento. Un dato che rafforza la richiesta di avere un ruolo più riconosciuto nelle scelte legislative che riguardano il turismo costiero.
Ad aprire i lavori sono stati lo stesso De Zotti e la sindaca di Cavallino-Treporti Roberta Nesto, che guida la Consulta Comuni Litoranei e di Lago di Anci Veneto. Sono intervenuti anche Mario Conte e il vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto, insieme agli amministratori locali e ai rappresentanti delle imprese del settore.
Nella tavola rotonda con gli operatori sono stati portati anche altri elementi di prospettiva. Luigi Pasqualinotto, per il Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice, ha richiamato il valore delle strategie promozionali costruite negli anni verso l’Est Europa, oggi in grado di aprire nuovi segmenti di mercato. Eleonora Baldo, presidente di Jesolo Turismo, ha invece ribadito il legame tra lo sviluppo dell’offerta e la sostenibilità per il territorio cittadino, tema sempre più centrale per una località che continua a fare da riferimento per l’intera costa veneta.
Dal confronto di Jesolo esce così una linea condivisa: le località d’acqua del Veneto chiedono di non essere considerate solo mete stagionali, ma territori che sostengono una parte rilevante dell’economia regionale e nazionale. Per questo domandano norme, fondi e strumenti amministrativi coerenti con una realtà che, per diversi mesi all’anno, cambia completamente dimensione.