Auronzo, il saluto di Andrea De Filippo commuove il Cadore: prima dell’addio la scelta di donare gli organi

Aveva 51 anni e da circa un anno conviveva con la Sla. Storico volto dell’albergo Juventus, ha lasciato un messaggio che ha toccato il paese.

07 agosto 2026 12:33
Auronzo, il saluto di Andrea De Filippo commuove il Cadore: prima dell’addio la scelta di donare gli organi -
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Nel Cadore resta il segno di un addio che ha colpito profondamente Auronzo. Andrea De Filippo, 51 anni, è morto dopo una malattia emersa circa un anno fa e affrontata con grande riservatezza. Nelle ultime ore il suo nome è tornato al centro dei pensieri del paese anche per il messaggio lasciato prima di morire e per una decisione che ha dato al suo congedo un valore ulteriore.

De Filippo era una figura conosciuta ad Auronzo di Cadore anche per la gestione dell’albergo Juventus, affacciato sul lago di Santa Caterina, portato avanti insieme alla madre Tiziana. Un’attività di famiglia rimasta nel tempo un punto di riferimento locale, già segnata in passato dalla scomparsa del padre Renzo.

Una scelta che trasforma il commiato

Prima della morte, Andrea ha voluto donare gli organi. È stato lui stesso ad affidare ai social il senso di questa scelta, spiegando di aver realizzato il suo ultimo desiderio offrendo ad altri una possibilità concreta di speranza.

Le sue parole hanno circolato rapidamente tra amici, conoscenti e concittadini, suscitando una reazione forte in una comunità che lo ricordava per il suo modo diretto, ironico e umano di stare con gli altri.

La malattia vissuta con discrezione

Secondo quanto riferito dai familiari, ad Andrea era stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica. La notizia era rimasta inizialmente nell’ambito privato, fino a quando il peggioramento delle condizioni non ha reso più evidente la gravità del quadro.

Accanto a lui, negli ultimi tempi, si erano stretti di nuovo anche la sorella Rosa, che vive a Torino, e il fratello Antonio, che lavora in Spagna. Il percorso di cura era stato seguito ad Auronzo dal medico Marco Agostini, prima del ricovero a Casa 2 dell’ospedale San Martino di Belluno.

Il ricordo in paese e il cordoglio del sindaco

Ad Auronzo il suo nome era legato non solo all’albergo, ma anche a un carattere che molti descrivono come aperto e capace di alleggerire i momenti difficili. Nel messaggio lasciato per l’ultimo saluto aveva trovato spazio anche un pensiero per chi gli è stato vicino, insieme ai ringraziamenti rivolti alla famiglia, agli amici, a don Florio e a suor Silvia.

Alla famiglia è arrivata anche la vicinanza del sindaco Dario Vecellio Galeno, che ha ricordato Andrea sottolineandone il sorriso, l’ironia e la simpatia, tratti che ad Auronzo in molti associano immediatamente alla sua figura.

Il legame con gli altri, dall’hotel al volontariato

Nel ricordo di queste ore riemerge anche una parte importante della sua vita spesa fuori dal paese. Andrea aveva infatti svolto un’esperienza di volontariato in Brasile con l’associazione Hospital São Julião, realtà alla quale, per sua espressa volontà, saranno destinate eventuali offerte raccolte in sua memoria.

C’è poi il lato più quotidiano, quello che tanti hanno conosciuto entrando all’albergo Juventus. La frase che accoglieva gli ospiti, “Arriverete ospiti, partirete amici”, oggi viene riletta ad Auronzo come il riflesso più fedele del suo modo di rapportarsi alle persone.

Per la madre Tiziana, già insegnante di scuola primaria, si tratta di un nuovo lutto dopo altre perdite che hanno segnato la famiglia negli anni. In paese resta il ricordo di una storia affrontata con discrezione e di un uomo che, anche nell’ultimo tratto del suo cammino, ha voluto lasciare qualcosa agli altri.

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