Alla Fenice torna Puccini: il 16 settembre Venezia accoglie “Suor Angelica”

Nelle Sale Apollinee arriva la nuova tappa veneziana dell’opera, dopo Padova: al centro il nodo tra maternità, potere familiare e condanna morale.

14 settembre 2026 14:03
Alla Fenice torna Puccini: il 16 settembre Venezia accoglie “Suor Angelica” -
Condividi

Venezia si prepara a ospitare una pagina tra le più dolorose e intense del repertorio pucciniano. Il 16 settembre 2026, nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, è attesa Suor Angelica, titolo che riporta in primo piano una vicenda segnata da perdita, giudizio e maternità negata.

L’appuntamento in laguna arriva dopo la recente esecuzione padovana alla Sala dei Giganti e porta nel cuore della città un allestimento che propone una lettura ancora molto vicina alla sensibilità contemporanea. Non soltanto opera, dunque, ma anche riflessione su rapporti familiari, imposizioni sociali e solitudine.

Suor Angelica arriva a Venezia il 16 settembre: alla Fenice il dramma di Puccini

La Fenice come nuova tappa del percorso veneto

Il passaggio da Padova a Venezia non è soltanto uno spostamento di calendario. Cambia il contesto, cambiano gli spazi, ma resta intatta la forza del dramma costruito da Giacomo Puccini attorno a una donna costretta al convento dopo una maternità vissuta fuori dalle regole imposte dalla famiglia.

Nelle Sale Apollinee, questo lavoro arriva con un peso emotivo preciso: Angelica è una figura privata del figlio, confinata in una dimensione dove l’attesa diventa ferita quotidiana. L’opera mette così al centro una violenza che non ha bisogno di eccessi scenici, perché nasce dalla sottrazione degli affetti e dalla negazione dell’ascolto.

Il cuore del conflitto tra Angelica e la famiglia

Il punto di rottura del racconto si concentra nell’ingresso della Zia Principessa, presenza rigida e implacabile che porta con sé la notizia della morte del bambino. È un passaggio decisivo, perché da quel momento il convento non rappresenta più solo un luogo di separazione materiale, ma diventa anche il simbolo di una perdita ormai irreversibile.

In questo snodo sta gran parte della modernità dell’opera. Da una parte c’è il legame materno, che continua a esistere anche nella distanza; dall’altra una logica familiare che si presenta come ordine morale assoluto e che non concede spazio alla compassione.

La prova di Maryna Kulikova

Tra gli aspetti messi in evidenza nella tappa padovana c’è stata l’interpretazione di Maryna Kulikova nel ruolo della Zia Principessa. Il personaggio vive soprattutto di controllo, misura, postura e freddezza, elementi che ne rafforzano l’autorità senza bisogno di accenti enfatici.

Proprio questa impostazione rende il conflitto ancora più netto: il male, in Suor Angelica, non passa necessariamente attraverso l’esplosione emotiva, ma attraverso la convinzione di esercitare una norma ritenuta giusta. È qui che Puccini continua a parlare anche al pubblico di oggi.

Un’opera che parla ancora al presente

La lettura proposta in questo percorso veneto insiste su un tema che va oltre il perimetro strettamente musicale: quando il giudizio prende il posto dell’ascolto, la famiglia smette di essere protezione e diventa struttura che punisce. Angelica si muove dentro questa frattura, sospesa tra colpa attribuita e amore che non viene meno.

La partitura accompagna tutto questo senza appesantire il racconto con spiegazioni. Voce, silenzi e memoria sonora costruiscono il dolore della protagonista, mentre la presenza delle altre religiose accentua il contrasto tra dimensione collettiva e isolamento personale.

Alla Sala dei Giganti, la produzione del Circolo della Lirica di Padova con la Venice Chamber Orchestra aveva trovato nella forza dello spazio un’eco visiva importante. A Venezia l’attesa è ora per capire come questo impianto essenziale si misurerà con l’atmosfera della Fenice e con un pubblico chiamato a confrontarsi, ancora una volta, con la domanda più scomoda dell’opera: dove nasce davvero la colpa.

Suor Angelica arriva a Venezia il 16 settembre: alla Fenice il dramma di Puccini

Il precedente padovano si era chiuso con l’apprezzamento del pubblico per cast e interpreti. La serata veneziana del 16 settembre rappresenta quindi un nuovo passaggio di un percorso che, attraverso Puccini, rimette al centro questioni umane tutt’altro che lontane.

Segui Veneto Today