Alberi in città, in Veneto cresce l’allerta sulla gestione del verde: Treviso guida il settore

Confartigianato richiama enti e privati a verifiche affidate a professionisti: nella Marca il comparto conta 786 imprese artigiane e 2.080 addetti.

09 agosto 2026 11:30
Alberi in città, in Veneto cresce l’allerta sulla gestione del verde: Treviso guida il settore -
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La spinta a piantare più verde nei centri urbani, oggi, si accompagna a una domanda sempre più concreta: chi controlla la stabilità degli alberi quando caldo estremo, temporali violenti e raffiche improvvise ne mettono alla prova la tenuta? Il tema riguarda da vicino anche il Veneto, dove la gestione corretta del patrimonio arboreo viene indicata come un passaggio decisivo per sicurezza e tutela di chi frequenta spazi pubblici e privati.

Da Treviso arriva un richiamo preciso di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: la manutenzione non può essere improvvisata e le verifiche devono essere affidate a figure competenti, capaci di valutare lo stato delle piante con criteri tecnici riconosciuti.

Il verde urbano tra beneficio e rischio

Gli alberi restano una risorsa fondamentale nelle città: offrono ombra, contribuiscono a contenere le temperature, migliorano il paesaggio e sostengono la biodiversità. Ma nei contesti abitati e frequentati, spiegano i giardinieri operatori del verde dell’associazione, la loro presenza richiede una gestione costante.

Quando una pianta cresce in aiuole ristrette, su terreni poveri o in spazi fortemente urbanizzati, può trovarsi in condizioni di maggiore fragilità. A questo si aggiungono specie non sempre adatte al luogo o interventi eseguiti male nel corso degli anni, fattori che possono aumentare la possibilità di cedimenti.

Il richiamo di Confartigianato e il nodo delle responsabilità

A porre l’attenzione sul tema è Luca Cazziolati, presidente dei giardinieri operatori del verde di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. Il quadro meteorologico degli ultimi anni, osserva, espone gli alberi a sollecitazioni più intense e rende ancora più importante una valutazione preventiva delle criticità.

Il punto non è soltanto tecnico. In caso di danni, entra infatti in gioco la responsabilità di chi ha in custodia l’albero. L’associazione richiama l’articolo 2051 del Codice Civile, secondo cui proprietario o gestore devono poter dimostrare di avere adottato tutte le misure ragionevolmente necessarie per ridurre il rischio.

Per questo, il messaggio rivolto a enti pubblici, amministratori e privati è netto: non basta intervenire dopo un problema, serve una programmazione della cura del verde che comprenda monitoraggi, manutenzione e, quando necessario, approfondimenti specialistici.

Quali controlli servono sulle piante

Secondo l’associazione, la valutazione della stabilità va affidata a tecnici abilitati, in grado di usare procedure codificate e strumenti diagnostici adeguati. Tra quelli indicati ci sono tomografie, resistografi e prove di trazione controllata, utili a raccogliere elementi sullo stato della pianta.

L’obiettivo è individuare per tempo difetti, indebolimenti o situazioni che richiedano interventi mirati. Affidarsi a operatori senza preparazione specifica, viene sottolineato, può tradursi non solo in un problema di sicurezza ma anche in conseguenze economiche e legali.

Treviso prima in Veneto per imprese del verde

Nel panorama regionale è proprio la Marca Trevigiana a concentrare il nucleo più consistente del comparto artigiano legato alla cura del verde. I numeri diffusi da Confartigianato parlano di 786 imprese artigiane attive in provincia, il dato più alto del Veneto, su un totale regionale di 3.183.

Gli occupati sono 2.080, pari al 28,9% dei 7.180 addetti veneti del settore. Treviso si distingue anche per la dimensione media delle aziende artigiane del verde, con 2,6 addetti per impresa contro una media regionale di 2,3.

In un contesto in cui le città sono chiamate ad aumentare gli spazi alberati per contrastare calore e cementificazione, il tema posto da Treviso va oltre i confini provinciali: più verde significa anche più manutenzione qualificata, controlli regolari e scelte tecniche fondate.

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