Gasolio, gli autotrasportatori trevigiani chiedono più tempo: CNA spinge per prorogare il credito fino a marzo 2027

Per le piccole aziende del trasporto merci la finestra utile rischia di ridursi a poche settimane. L’associazione sollecita un rinvio della scadenza.

A cura di Web Team Web Team
08 agosto 2026 14:08
Gasolio, gli autotrasportatori trevigiani chiedono più tempo: CNA spinge per prorogare il credito fino a marzo 2027 -
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Per molte imprese del trasporto merci della provincia di Treviso il problema non è solo ottenere il credito d’imposta sul gasolio, ma riuscire davvero a usarlo. È da questo punto che CNA Provinciale Treviso rilancia la richiesta al Governo: spostare al 31 marzo 2027 il termine oggi fissato al 31 dicembre 2026.

Secondo l’associazione, la misura pensata per alleggerire il peso del caro carburanti rischia infatti di perdere efficacia soprattutto per le realtà più piccole, quelle che hanno minori margini fiscali e tempi più stretti per compensare il beneficio.

Una finestra giudicata troppo corta

Il nodo sta tutto nel calendario. Le istanze, viene evidenziato, potranno essere presentate nella prima parte di settembre 2026. Dopo quel passaggio serviranno però i controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il successivo trasferimento dei dati all’Agenzia delle Entrate.

In concreto, il credito potrebbe diventare spendibile soltanto tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre. Per molte aziende artigiane dell’autotrasporto resterebbero così poche settimane per compensarlo prima della chiusura dell’anno.

La domanda avanzata da CNA, condivisa con CNA Fita, punta quindi a evitare che una misura già prevista venga compressa dai tempi amministrativi. La proroga richiesta non comporterebbe nuovi fondi, ma solo un termine più ampio per utilizzare l’agevolazione.

Come funziona il credito sul carburante

Il beneficio fiscale era stato introdotto con il primo Decreto Carburanti per fronteggiare l’aumento del prezzo del diesel collegato alla crisi internazionale e al blocco dello Stretto di Hormuz. Non si tratta di un contributo versato direttamente alle imprese, ma di un credito da portare in compensazione su imposte e contributi dovuti.

Il calcolo prende come riferimento il prezzo del gasolio registrato a febbraio 2026 e lo confronta con quello dei mesi successivi, a partire da marzo. In sostanza, all’aumentare del rincaro e dei consumi sostenuti dall’impresa cresce anche il credito maturato.

Quanto pesa per le aziende del territorio

Per il comparto la posta economica non è secondaria. La stima di CNA indica che un’impresa che utilizza un mezzo da 26 tonnellate e percorre circa 100 mila chilometri in un anno può arrivare a un beneficio vicino ai 1.400 euro per singolo veicolo.

È una cifra che, nel tessuto produttivo trevigiano, può fare la differenza soprattutto per le imprese di dimensione artigiana. Proprio queste realtà, osserva l’associazione, rischiano più facilmente di non riuscire ad assorbire integralmente il credito entro la scadenza attuale.

Il riflesso sull’economia trevigiana

Per il presidente di CNA Provinciale Treviso, Gianpaolo Stocco, il tema va oltre il solo settore dell’autotrasporto. In un territorio come quello trevigiano, dove manifattura, piccole e medie imprese ed export hanno un peso decisivo, la tenuta della rete logistica è parte del funzionamento dell’intera economia locale.

Da qui la richiesta di allungare di tre mesi la possibilità di compensazione. L’obiettivo, sostiene CNA, è evitare che centinaia di aziende restino penalizzate non per assenza dei requisiti, ma per un margine temporale troppo stretto tra l’ok amministrativo e la scadenza finale.

L’associazione ricorda inoltre che molte imprese del territorio hanno già dovuto affrontare aumenti su energia, materie prime e costi logistici. In questo quadro, concedere più tempo per utilizzare un credito già finanziato viene considerato un intervento pratico, capace di rendere realmente accessibile il sostegno previsto.

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